La transizione ecologica è già realtà in molti territori della nostra penisola: secondo i dati di Fondazione Symbola e Unioncamere, l'economia verde conta già 3,2 milioni di posti di lavoro.
Sono ben 112, suddivisi in 10 aree tematiche, i cantieri della transizione ecologica made in Italy mappati da Legambiente e raccontati nel report "L'Italia in cantiere".
I progetti puntano sempre di più su innovazione e sostenibilità ambientale e affrontano 10 aree tematiche: rivoluzione energetica, adattamento alla crisi climatica, agroecologia, rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, riconversione industriale, economia circolare, lotta alle illegalità, aree protette e biodiversità, giovani e università.
Sicilia, Lombardia ed Emilia-Romagna sono le regioni con più cantieri mappati. Un segnale che lascia ben sperare soprattutto al Sud Italia che si sta dimostrando un'importante culla di innovazione, candidandosi a diventare l'hub delle rinnovabili: dal primo parco eolico off-shore del Mediterraneo inaugurato a Taranto ad aprile 2022 al futuro impianto di Catania 3SUN gigafactory, che diventerà il più grande impianto di pannelli fotovoltaici d'Europa, per passare alla Campania, dove l'eolico con i suoi impianti è una delle rinnovabili più diffuse (uno dei progetti mappati è proprio il repowering degli impianti eolici esistenti in provincia di Benevento).
In molti cantieri la parola chiave è "decarbonizzazione" come accade, oltre che per la filiera della carta, anche per il riscaldamento, il vetro e dell'edilizia.
Si va dall'impianto di produzione di pompe di calore ad alta temperatura (Teon) alla produzione di materiali per l'edilizia e il restauro sostenibili (Fassa Bortolo).
Sul fronte dell'economia circolare, spiccano il progetto di riciclo delle capsule in alluminio di Nespresso "Da Chicco a Chicco" e l'impianto di riciclo dei pannelli fotovoltaici nato a Taranto nel 2022 – si tratta di Irigom RV – che nel giro di pochi mesi è diventato un punto di riferimento nazionale per la gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici.
Il progetto "Da Chicco a Chicco" si propone di dare una seconda vita alle capsule esauste di caffè e trasformare un chicco di caffè in un chicco di riso. È il primo sistema lanciato in Italia per il recupero e il riciclo delle capsule in alluminio.
Le capsule esauste vengono inviate in un impianto a Gavardo, in provincia di Brescia, dove l'alluminio viene separato dal caffè. L'alluminio è destinato alle fonderie mentre il caffè esausto viene inviato in un impianto di compostaggio, trasformato in compost e, successivamente, ceduto a una risaia in provincia di Novara. Il riso prodotto grazie a questo concime naturale viene poi riacquistato da Nespresso e infine donato al Banco Alimentare di Lombardia, Lazio, Piemonte e Puglia.
L'impianto Irigom differenzia e recupera interamente il silicio (materiale generalmente di difficile recupero), il vetro, la plastica (separata in grandi e piccoli pezzi), e il rame con l'argento partendo da pannelli fotovoltaici integri.
L'innovazione del trattamento risiede, oltre che nel completo recupero di tutti i materiali senza alcuno spreco, nella loro minuziosa separazione. Infatti, il processo, che parte con la rimozione della cornice del pannello per opera di uno scardinatore meccanico, continua con la sezione, la triturazione e la disgregazione, termina all'interno del vibrovaglio (setaccio) che separa il materiale per tipologia e dimensione.
Esistono solo quattro impianti simili in tutta Italia e quello di Taranto è l'unico del Mezzogiorno. Prima di questo, infatti, nessun impianto era in grado di effettuare un recupero materico del 100%, andando normalmente a scartare i materiali di difficile recupero o pulizia e destinandoli così alle discariche. Sarà proprio grazie a queste tipologie di impianti che si potrà creare una filiera sostenibile del fotovoltaico, basata sul reimpiego dei materiali, specialmente quelli rari, e svincolata il più possibile dalla dipendenza di nuove risorse minerarie.