L'era della navigazione a basso impatto ambientale è alle porte: a guidare il cambiamento è l'ingresso dell'elettricità nel mondo della nautica.
Perché la nautica elettrica?
Le ragioni sono molte: le distanze da coprire in barca sono molto inferiori rispetto a quelle percorse in automobile, il "carburante" elettrico costa meno e le emissioni di GHG vengono ridotte se non azzerate.
Con motori a benzina o gasolio solitamente i consumi di carburante sono molto alti, perché i sistemi ad elica hanno un livello di efficienza medio/basso; con un motore elettrico, invece, il costo per miglio è circa 1/10 inferiore di quelli con motori endotermici.
Il motore elettrico, inoltre, riduce le emissioni di anidride carbonica di circa 100 volte: le e-boat possono navigare senza problemi nelle numerose riserve marine con traffico interdetto ai tradizionali motori a combustione.
Il motore elettrico, infine, regala un'esperienza silenziosa e indimenticabile.
Il passaggio all'elettrico non è privo di sfide, come la gestione dell'ingresso dell'acqua in barca e la scarsità di infrastrutture di ricarica, specie in Italia.
Si tratta di una cosa inevitabile con il passare del tempo, soprattutto sui sistemi a linea d'asse con motori entrobordo, che richiede una costante lubrificazione con grasso per essere arginata.
Chiaramente quando l'acqua entra in ambienti con motori termici (in bassa quantità) i problemi possono essere ben pochi, diverso invece quando va a infiltrarsi in un ambiente in cui è posizionato un powertrain low carbon, seppur opportunamente "marinizzato".
Inoltre, in Italia, a differenza di altri Paesi europei, la presenza di banchine elettrificate è molto limitata e quelle presenti forniscono energia elettrica principalmente ai terminali di riparazione navale o alle gru destinate alla movimentazione delle merci.
In questo contesto si inserisce la storia di Navia, una startup romana attiva nella progettazione e produzione di imbarcazioni green con motori elettrici.
Più che alla vendita ai privati, il modello di business di Navia punta sulla condivisione.
Quello della sharing mobility acquatica è un mercato molto promettente: stando ai dati di Mordor Intelligence, i giri di affari sia delle barche elettriche che del noleggio di imbarcazioni saranno in crescita nei prossimi anni.
I proprietari potranno così trasformare i loro costosi asset, che spesso trascorrono buona parte del loro tempo inutilizzati nei porti, in fonti di guadagno.
Nell'ambito del suo progetto, Navia ha stretto una partnership con E-ssence, startup bolognese che si occupa del noleggio smart delle barche: il digitale aiuta a superare tutte le complicazioni del noleggio e rendere più rapide le operazioni.
L'utente prenota la sua barca facilmente dallo smartphone e riceve tutte le informazioni utili alla navigazione: dal meteo alla localizzazione delle colonnine di ricarica.
Un video tutorial, che il cliente deve per forza vedere prima di sbloccare la barca, spiega come disormeggiarla, ricaricarla e compiere le manovre in sicurezza.
In questo modo, il cliente riceve le informazioni che per legge l'operatore è tenuto a fornire prima della consegna del natante senza che il noleggiatore debba fisicamente essere in loco.
Con questo virtual skipper la navigazione è sempre assistita, soprattutto per quei casi in cui non è richiesta la patente nautica e dove, proprio per questo, le accortezze sono ancora più preziose.
Il lago di Bracciano, dove è stata bandita la navigazione con motori a combustione, funge da laboratorio di test per il progetto. Al momento sulla piattaforma ci sono tre barche elettriche che vengono gestite tra Liguria e Lazio, ma a breve dovrebbero esserne aggiunte altre 20.