L’ICC Working Group on Circular Economy ha presentato il documento “ICC Key enablers for a circular economy” alla COP 28 di Dubai.
L'ONU ha messo in evidenza come l’umanità “stia affrontando una triplice crisi planetaria, che incide su tre questioni interconnesse: cambiamenti climatici, inquinamento e perdita di biodiversità”. Ribaltare questa triplice crisi planetaria “è uno degli obiettivi principali dell’economia circolare, il cui consolidamento risulta quindi essere cruciale per mitigare i cambiamenti climatici e contrastare l’esaurimento delle risorse naturali”.
L’economia circolare lavora sull'eliminazione dei rifiuti e dell'inquinamento, sul riciclo dei prodotti e dei materiali e sulla rigenerazione dei processi naturali. Per favorire un’economia circolare, che richiede scambi e cooperazione tra le nazioni, ICC ha identificato cinque chiavi di abilitazione.
Percepire i rifiuti come risorse. “Fondamentale per consentire il libero scambio delle risorse e mantenere materiali e prodotti in uso il più a lungo possibile. Ciò permetterà alle imprese di accedere più facilmente alle risorse che possono avere più vite, potendo così giungere ad una loro circolazione più efficace”.
Priorità alla qualità dei prodotti. “Per consentire la circolarità economica, beni e materiali recuperati e riciclati dovrebbero essere soggetti agli stessi standard e requisiti previsti per i beni di nuova produzione, indipendentemente dal fatto che provengano. (…) Fondamentale è dunque un’equiparazione sostanziale dei prodotti considerati nuovi e di quelli considerati rifiuti”.
Le banche dei rifiuti. “Oltre agli ostacoli legali e regolamentari, i rifiuti finiscono nelle discariche perché le attuali tecnologie non sono ancora sufficientemente mature o disponibili per consentire il loro trattamento, finalizzato al recupero e ad un adeguato riciclo. Centrale è dunque la previsione di material banks, in cui materiali attualmente considerati come rifiuti potrebbero essere conservati correttamente e in sicurezza per un uso futuro. Queste banche impediscono la contaminazione dell’ambiente (aria, acqua, suolo) e contengono gli impatti negativi sulla salute associati all’inquinamento da discariche”.
L'importanza degli standard. “Per raggiungere la circolarità su vasta scala e garantire il successo dei modelli di business circolari e delle catene di approvvigionamento, i governi devono sviluppare e adottare definizioni, standard e requisiti armonizzati, nell’ottica della previsione di una disciplina comune che possa tracciare il percorso per lo sviluppo e l’assestamento di un’economia circolare”.
I flussi urbani. Secondo la Banca Mondiale, 4,4 miliardi di persone, il 56% della popolazione mondiale, vive nelle città, e si prevede che la popolazione urbana globale raddoppierà entro il 2050. “L’adozione di approcci basati sull’economia circolare in relazione alle modalità di trattamento e sfruttamento delle risorse nelle città può rappresentare un ruolo chiave nel contrastare i cambiamenti climatici”.
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