Sono 32 le aziende del settore della moda e del tessile che hanno sottoscritto a Parigi e ufficializzato all’ultimo G7 di Biarritz il Fashion Pact, un accordo per ridurre l’impatto ambientale del settore e per la tutela di clima, oceani e biodiversità.
Finora hanno aderito all’accordo: Adidas, Bestseller, Burberry, Capri Holdings Limited, Carrefour, Chanel, Ermenegildo Zegna, Everybody Everyone, Fashion3, Fung Group, Galeries Lafayette, Gap Inc., Giorgio Armani, H&M Group, Hermès, Inditex, Karl Lagerfeld, Kering, La Redoute, Matchesfashion.com, Moncler, Nike, Nordstrom, Prada Group, Puma, Pvh Corp., Ralph Lauren, Ruyi, Salvatore Ferragamo, Selfridges Group, Stella Mccartney e Tapestry.
La coalizione include dunque gruppi e marchi del lusso, della moda, dello sport e del lifestyle, insieme a fornitori e retailers, già coinvolti in impegni ambientali separati.
Nello specifico, il Fashion Pact punta promuovere in sinergia azioni volte a: arrestare il riscaldamento globale; ripristinare la biodiversità; proteggere gli oceani.
Un passo importante, soprattutto per le aziende italiane, che rendono il nostro Paese il primo produttore di moda a livello europeo. Da sottolineare come già dal 2011 la Camera Nazionale della Moda Italiana ha istituito il tavolo della sostenibilità.
La firma del Fashion Pact è aperta a tutte le imprese del settore che vi vorranno aderire.