Il Gruppo Sapi è composto oggi da tre aziende che operano in sinergia tra di loro: Sapi, che rigenera materiale consumabile e relativo hardware, quali stampanti e fotocopiatrici; Sapi Service, che offre servizi per ottimizzare i costi di gestione stampa e del parco macchine grazie a manutenzione, recupero e riutilizzo; Bepro Italia, che riacquista consumabili originali non utilizzati e li rivende tramite piattaforme di e-commerce. Grazie a questo approccio a tutto tondo, il Gruppo Sapi è oggi leader mondiale nella rigenerazione di cartucce toner e nel ricondizionamento di stampanti e fotocopiatrici, risultando tra le prime 5 produttrici di cartucce riciclate in Europa e tra le prime 10 al mondo. Mi hanno spiegato con orgoglio che con una cartuccia Calligraphy, il loro marchio di fabbrica, si possono ottenere risparmi energetici fino all’80%, con la conseguente riduzione della CO2 in atmosfera, e che grazie al loro lavoro ogni anno hanno contribuito a evitare che 675 autotreni carichi di cartucce esauste finissero in discarica.
Sapi Rigenera è il loro Manifesto di sostenibilità, che racconta in dieci punti una carta d’identità che poche aziende nel mondo possono vantare. Lo leggiamo: “L’attività di Sapi ha reso concreto il diritto del consumatore alla riparazione riconosciuto dall’Unione Europea, all’interno delle Direttive sull’Economia Circolare, dando nello stesso tempo un significativo contributo al recupero e alla riduzione del volume dei rifiuti di origine elettrica ed elettronica. Per Sapi rigenerare è sinonimo di produzione e di risparmio, economico e ambientale”. Viene rivendicato il know how definito da un processo costante di ricerca e sviluppo: “La rigenerazione di cartucce toner e stampanti è un’attività che coniuga tecnica, ingegneria, ecologia e attenzione artigianale nell’ambito di una visione che intende rendere sostenibile il presente e il futuro di tutta la stampa digitale”. E viene certificato il loro processo produttivo che rappresenta un vero e proprio paradigma tutto italiano di economia circolare: “Uno studio sull’impatto ambientale durante l’intero Ciclo di Vita (LCA) delle cartucce rigenerate Calligraphy by Sapi, condotto da Lca Lab, uno Spin Off di Enea, in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, ha rivelato che l’indicatore globale di danno ambientale di una cartuccia Sapi è pari a -84% rispetto a quello di una cartuccia originale. Una LCA curata da SCF International dedicata al confronto tra il ciclo di vita di una stampante nuova e una rigenerata dimostra come la rigenerazione abbia un impatto minore rispetto al ciclo tradizionale di acquisto di una nuova stampante, nonostante i benefici legati al recupero dei materiali che la compongono dopo il primo utilizzo e l’avvio a fine vita. L’impatto del ciclo di vita tradizionale è circa 1/5 di quello della stampante nuova”.
“Gli italiani sono abituati a produrre, all’ombra dei campanili, cose belle che piacciono al mondo”, diceva l’economista Carlo Maria Cipolla e, citandolo nel loro Manifesto, spiegano perché: “Lavorare esclusivamente nel nostro Paese ed esportare in tutto il mondo corrisponde a una precisa scelta aziendale. Sapi è sinonimo di invenzione, attenzione ai particolari, manifattura di eccellenza e design accurato di prodotto. Sapi è italiana perché solo in Italia si possono raggiungere standard qualitativi e creativi così alti”.