Il Manifesto per un'Economia del Mare sostenibile

di Andrea Begnini

20/06/2022

Il Manifesto per un'Economia del Mare sostenibile

Nei due anni della pandemia, tra il 2019 e il 2021, le imprese del settore blue economy sono aumentate del 2,8% con una crescita più sostenuta proprio per quelle che si occupano di ricerca, regolamentazione e tutela ambientale che segnano +11,2%. E il settore guarda al futuro con un Manifesto Blue per un'Economia del Mare sostenibile inclusiva e innovativa, ispirato dal Manifesto di Assisi, dal Manifesto del Decennio del Mare e dal Blue Paper, che è stato presentato a Gaeta nel primo Summit Blue Forum Italia Network. 

L'evento riunisce per due giorni nel Golfo di Gaeta rappresentanti delle imprese, del governo, delle istituzioni e delle associazioni. Il presidente della Camera di Commercio Frosinone-Latina e di Assonautica Italiana Giovanni Acampora spiega: “L'Europa ci ha lanciato una sfida e noi l'abbiamo raccolta: passare dall'Economia blu a un'Economia blu sostenibile per realizzare gli obiettivi ambiziosi del Green Deal”. Il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne Gaetano Fausto Esposito ha, invece, presentato il X Rapporto sull'Economia del Mare, realizzato con Unioncamere: già oggi “è forte la sensibilità green delle imprese della filiera che nel 22,3% dei casi hanno effettuato investimenti in tecnologie per il risparmio energetico e il minor impatto ambientale, con punte di quasi il 34% nella ricettività turistico-alberghiera”. 

Il rapporto registra un'espansione della base imprenditoriale della Blue Economy di 6.106 imprese nel periodo 2019-2021, in controtendenza rispetto alla contrazione del totale dell'economia (-0,4%) e aumenti superiori alla media per i servizi di alloggio e ristorazione (+5,1% con +5.134 imprese). Nel 2020 della pandemia il valore aggiunto dell'economia blu era pari a 51,2 miliardi di euro, in calo del 13,6% rispetto all'anno precedente, e contava 921 mila occupati. Secondo le prime valutazioni, ci sarebbe stato un recupero del valore aggiunto del 9,3%, superiore alla crescita del Pil, ma insufficiente a recuperare i valori del 2019.