Uno scalino, una statua, un pavimento, una colonna, un tavolo, la facciata di una cattedrale.
Non esiste in natura un marmo uguale all’altro, ognuno identifica il luogo da cui proviene e intrattiene un rapporto indissolubile con il suo territorio d’origine.
Il marmo di Carrara è il più pregiato e famoso al mondo. La sua purezza composta al 99% da carbonato di calcio, la grana compatta e finissima e la lucentezza lo hanno incoronato nei secoli come il più apprezzato e ricercato nell’architettura e nell’arte da tutte le culture, in tutti i continenti.
Il marmo di Carrara è il racconto delle storie che ha generato, che sono i racconti stessi della Storia.
Con la sua purezza, luminosità, qualità e prestigio, si è posto al servizio di architetture e monumenti come grandiosi, usando linguaggi e stili espressivi diversi, all’insegna della bellezza universale.
Una funzione “illustre” resa possibile dal saper fare della comunità di Carrara. Una attitudine fatta di lavoro, fatica, artigianato, disciplina ed eccellenza, alla ricerca costante di un equilibrio sostenibile tra le opportunità di sviluppo economico e le esigenze di tutela paesaggistica e ambientale.
Per questo Carrara è la capitale italiana del marmo nel mondo.
Una città che, crescendo intorno al suo marmo, lo ha sempre impiegato anche per tutti gli usi quotidiani, facendone mortai per la cucina, piani da lavoro, lavabi, davanzali, balconi, scale, fontane, tavoli e panchine. Ma anche il “luogo” ideale per conservare il lardo di Colonnata, oggi diventato un prodotto gastronomico di eccellenza, da sempre il cibo simbolo del lavoro e della vita dei cavatori.
Quegli stessi cavatori che Michelangelo, quando sceglieva personalmente i migliori blocchi per le sue opere, non si stancava di interrogare sulla qualità della pietra e le tecniche di taglio, convinto com’era che fossero fra tutti, i più bravi e capaci.
E aveva ragione: una recente ricerca etnografica condotta a Carrara ha confermato che i lavoratori delle cave e gli scultori colgono nel marmo bianco esattamente le stesse caratteristiche date dal “verso”, dal “contro” e dai “peli”, le microfratture che rendono possibile lo spacco naturale.
Il lavoro e l’arte a Carrara si sposano nella stessa percezione della materia.
Sono molte le storie che il marmo può raccontare. La più importante è quella di una comunità che intorno alla “pietra splendente” ha definito la sua identità, la sua cultura e il suo valore, che sono la memoria, il presente e il futuro della città e del suo territorio.
Il Marmo di Carrara racconta
il suo mondo insieme alla
cultura del mondo.