Il paradosso della plastica con la differenziata in crescita e la filiera vicina al blocco

di Andrea Begnini

05/08/2026

Il paradosso della plastica con la differenziata in crescita e la filiera vicina al blocco
La raccolta differenziata degli imballaggi in plastica continua ad aumentare, ma lungo la filiera si moltiplicano i segnali di difficoltà. Nel 2025 Corepla ha gestito 1.424.717 tonnellate di imballaggi netti, all’interno di un totale di 1.588.842 tonnellate movimentate, comprensive anche delle frazioni estranee e neutre. Il bilancio preventivo per il 2026 indica un’ulteriore crescita del 3,5%: gli imballaggi netti dovrebbero raggiungere 1.474.176 tonnellate, mentre il flusso complessivo è stimato in 1.644.000 tonnellate.

L’incremento della raccolta coincide però con una fase di forte pressione operativa. Unirima, l’Unione Nazionale Imprese Raccolta, Recupero, Riciclo e Commercio dei Maceri e altri Materiali, segnala che i ritardi nel ritiro dei carichi pressati dai Centri Comprensoriali stanno mettendo in difficoltà le aziende del settore. Le aree di stoccaggio risultano sature e, secondo l’associazione, cresce il rischio che la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica possa rallentare o interrompersi in diverse aree del Paese.

Il punto indicato da Unirima riguarda la regolarità dei ritiri successivi ai conferimenti comunali. Quando i carichi pressati non vengono ritirati, le quantità rimangono nei centri e occupano gli spazi disponibili. L’associazione riferisce che le imprese stanno sostenendo costi crescenti per lo stoccaggio, la riorganizzazione delle aree e il rallentamento delle attività produttive. In alcuni casi sono già stati sospesi i conferimenti provenienti dalla raccolta differenziata comunale.
La situazione non risponde più solo a una criticità temporanea, ma sta diventando un’emergenza che richiede interventi immediati. L’associazione segnala possibili conseguenze sulla continuità operativa delle imprese, sull’occupazione e sulla tenuta del sistema di gestione degli imballaggi in plastica. Carmelo Marangi, vicepresidente con delega al settore, ha richiamato anche le possibili ripercussioni per cittadini, Comuni ed economia circolare qualora la raccolta dovesse fermarsi.

Alla crescita dei quantitativi si aggiunge la questione della qualità dei conferimenti. Secondo Unirima, negli ultimi anni è aumentata la presenza di frazioni estranee e materiali non riciclabili nella raccolta differenziata. Questi materiali riducono l’efficienza della filiera e contribuiscono alla saturazione degli spazi negli impianti destinatari dei carichi pressati. Anche i dati Corepla distinguono tra 1.424.717 tonnellate di imballaggi netti raccolti nel 2025 e 1.588.842 tonnellate complessivamente movimentate, comprensive delle componenti estranee e neutre.
Le difficoltà operative si inseriscono in un contesto economico complesso per il riciclo. Secondo il bilancio Corepla ricostruito da Plast Magazine, nel 2025 i prezzi competitivi della plastica vergine fossile hanno ridotto la domanda e le quotazioni dei polimeri rigenerati. Le aste per l’assegnazione ai riciclatori dei materiali selezionati hanno registrato valori unitari inferiori rispetto al biennio precedente, mentre i costi logistici, i corrispettivi riconosciuti ai Comuni e le lavorazioni presso i centri di selezione hanno continuato a incidere sulla struttura finanziaria.

Le disponibilità liquide di Corepla sono scese dai 37,2 milioni di euro del 2024 a 12,5 milioni alla fine del 2025. Per il 2026 il Consorzio prevede inoltre un aumento dell’11% dei costi diretti complessivi di riciclo e recupero, attribuito principalmente alla crescita dei volumi gestiti e all’adeguamento delle tariffe logistiche. Il preventivo indica anche una crescita della spesa destinata al riciclo meccanico e alle attività rivolte agli imballaggi provenienti dal commercio e dall’industria.

Di fronte all’emergenza, Unirima chiede innanzitutto l’individuazione di aree temporanee di stoccaggio, per consentire di aumentare rapidamente e con continuità i ritiri dei carichi pressati dai Centri Comprensoriali. L’associazione sollecita inoltre interventi sulla qualità della raccolta, con l’obiettivo di ridurre la presenza degli scarti non riciclabili che incidono sull’efficienza della filiera e sulla capacità degli spazi di stoccaggio.
Sul medio periodo, il Programma specifico di prevenzione Corepla 2026-2030 prevede di rafforzare il contributo ambientale differenziato in funzione dell’effettiva riciclabilità degli imballaggi. La strategia descritta premia le soluzioni monomateriale, trasparenti e facilmente selezionabili e penalizza le strutture multistrato, i materiali con pigmenti coprenti e gli accoppiati difficili da separare. Il programma indica inoltre il potenziamento tecnologico dei centri di selezione, anche attraverso sistemi di intelligenza artificiale applicati alla lettura ottica, e lo sviluppo di ulteriori soluzioni per le frazioni più complesse.

I dati sulla raccolta confermano quindi un nuovo aumento dei materiali che il sistema dovrà gestire nel 2026. Allo stesso tempo, le segnalazioni delle imprese documentano ritardi nei ritiri, saturazione degli stoccaggi e sospensioni dei conferimenti già avvenute in alcuni casi. L’allarme di Unirima si concentra su due richieste precise. Garantire la regolarità dei ritiri e migliorare la qualità dei materiali conferiti, per evitare il blocco della raccolta differenziata.