Tre giorni, 34 Paesi, oltre 150 presentazioni scientifiche. Dal 20 al 22 maggio 2026 Procida ospita il SUM 2026 — 9° Simposio Multidisciplinare sull'Economia Circolare e l'Urban Mining — appuntamento internazionale che riunisce esperti, ricercatori, professionisti, aziende e policy maker per affrontare alcune delle sfide più urgenti della transizione ecologica. Il Simposio, giunto alla nona edizione, è organizzato scientificamente da IRACE — International Research Association on Circular Economy — con il supporto organizzativo di Eurowaste Srl.
La scelta di Procida non è solo logistica. L'isola, già Capitale Italiana della Cultura 2022, diventerà per tre giorni un laboratorio internazionale in cui la ricerca scientifica incontrerà il territorio, le istituzioni e le imprese. Le sedi del Simposio — Palazzo d'Avalos, il Palazzo della Cultura e il Cenobio di Santa Margherita — ospiteranno sessioni scientifiche, workshop interattivi e tavole di confronto.
Il rifiuto come risorsa: la questione centrale
Al centro del confronto c'è un tema sempre più strategico: la necessità di non considerare più i rifiuti come un problema da smaltire, ma come una possibile riserva urbana di materiali, energia e valore. Batterie al litio, pannelli fotovoltaici, dispositivi elettronici, plastiche, tessili, pneumatici, scarti industriali e materiali da costruzione saranno analizzati non solo come flussi di rifiuto, ma come potenziali fonti di recupero in grado di ridurre la dipendenza dell'Europa da materie prime importate e geopoliticamente sensibili.
Particolare attenzione sarà dedicata alle Critical Raw Materials. Dalle terre rare ai metalli contenuti nei circuiti elettronici, dalle batterie ai magneti permanenti, il Simposio affronterà il tema del recupero di materiali strategici dai prodotti a fine vita, in un momento in cui la sicurezza delle forniture è diventata una questione ambientale, industriale e politica.
Non meno centrali i temi legati alla salute pubblica: il programma prevede approfondimenti su PFAS, microplastiche, contaminanti nei prodotti riciclati e rischi sanitari associati alla gestione dei rifiuti, confermando come l'economia circolare non possa essere affrontata solo come una questione tecnologica, ma richieda una valutazione rigorosa degli impatti ambientali e sanitari.
Il programma scientifico e i relatori
Il programma prevede oltre 150 presentazioni articolate in quattro sessioni parallele internazionali e in una quinta track dedicata alle sessioni in lingua italiana, capace di mettere in dialogo ingegneria, chimica, economia, diritto, medicina, scienze ambientali, architettura, sociologia e politiche pubbliche.
Ad aprire il Simposio sarà Andrew Cunningham dell'Institute of Zoology della Zoological Society of London, con una lectio dedicata al rapporto tra One Health e sostenibilità, che metterà in relazione attività umane, perdita di biodiversità, modelli produttivi lineari e rischi per la salute globale. Tra gli altri interventi di apertura, è prevista la partecipazione di Leonidas Milios del Joint Research Centre della Commissione europea, che offrirà una prospettiva sulle politiche europee per l'economia circolare e sul ruolo della ricerca scientifica nella costruzione di strumenti normativi capaci di sostenere competitività industriale, resilienza economica e sicurezza de.
Il responsabile scientifico dell'evento è Raffaello Cossu, professore emerito di Ingegneria Sanitaria Ambientale dell'Università di Padova e uno dei massimi esperti mondiali nel campo dei rifiuti, che ha sottolineato come il Simposio rappresenti il contributo del mondo scientifico internazionale a uno sviluppo dell'economia circolare basato su analisi rigorose, soluzioni tecniche avanzate e innovazione scientifica.
Oltre l'ambiente: sicurezza e salute pubblica
La cornice che tiene insieme i lavori è sintetizzata dalla segreteria scientifica del SUM in una formula che vale la pena citare: «L'economia circolare non è più soltanto un modello ambientale: è una questione di sicurezza, competitività e salute pubblica. Oggi molte delle tecnologie su cui si fondano la transizione energetica e digitale dipendono da materiali scarsi, costosi e spesso concentrati in poche aree del mondo. Recuperare valore dai prodotti dismessi significa ridurre vulnerabilità strategiche, limitare l'impatto ambientale e costruire filiere più resilienti».
L'edizione 2026 si svolge con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Regione Campania, del Comune di Procida, di ENEA e ISPRA.