Il teatro come spazio di incontro, crescita e trasformazione. È da questa visione che nasce Teatro Abile, il nuovo progetto di Fonderia Aperta ETS, associazione del terzo settore attiva a Verona, da anni impegnata nella promozione culturale, artistica e sociale attraverso il linguaggio del teatro, della danza e del cinema. Un laboratorio teatrale pensato da Roberto e Marina Totola, i fondatori, come percorso di formazione, inclusione e avviamento ai mestieri dello spettacolo per ragazzi con disabilità e fragilità, in dialogo costante con professionisti del settore e con la comunità.
Fonderia Aperta ETS da molto tempo opera con l’obiettivo di favorire la crescita culturale e sociale delle giovani generazioni – e non solo – attraverso la sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e forme di ricerca libera. Il teatro, la danza e il cinema diventano strumenti privilegiati per attivare percorsi formativi, produzioni artistiche, eventi e progetti culturali rivolti a un pubblico ampio, con un’attenzione particolare al settore sociale. Al centro dell’azione dell’associazione c’è la persona, intesa nella sua complessità e unicità. Un approccio che si inserisce pienamente negli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare, Goal 4 – Istruzione di qualità, Goal 10 – Riduzione delle disuguaglianze, Goal 11 – Città e comunità sostenibili, Goal 17 – Partnership per gli obiettivi. Attraverso la costruzione di reti, buone pratiche di welfare territoriale e modelli di didattica partecipativa, Fonderia Aperta promuove una formazione che è allo stesso tempo artistica, sociale e civica.
Tra i progetti più significativi realizzati negli ultimi anni spicca il Progetto Teatrale e Cinematografico “Disabilità integrata e Spettacolo”, sviluppato in collaborazione con AIAS – Associazione Italiana Assistenza Spastici della Provincia di Verona. Un percorso che ha dimostrato, in modo concreto, come il lavoro artistico integrato tra attori con disabilità e normodotati possa migliorare significativamente la qualità della vita delle persone coinvolte. Il progetto parte da un principio fondamentale: il “mestiere dell’attore”, come ogni altro mestiere, può far parte a pieno titolo della vita di una persona con disabilità. Attraverso la formazione, la pratica scenica e la messa in scena, i partecipanti sperimentano autonomia, responsabilità, professionalità e riconoscimento sociale. Emblema di questo percorso è lo spettacolo “Pinocchio”, liberamente tratto dall’opera di Collodi e realizzato da Fonderia Aperta ETS con AIAS e Punto in Movimento. La celebre storia diventa il pretesto per un lavoro corale, in cui il gruppo integrato costruisce una profonda relazione con sé stesso, con gli altri e con il mondo. In scena, gli attori interpretano burattini del teatrino di Mangiafuoco che, per salvarsi, spingono Pinocchio ad accettare di diventare una pedina della società, rinunciando alla possibilità di maturare. Da qui si sviluppa una narrazione ironica, farsesca, talvolta esilarante, che accentua la dimensione satirica del testo e restituisce uno sguardo critico sulla normalizzazione forzata delle differenze. Ne nasce un Pinocchio “differente”, fatto di maschere, corpi e luci sospese, come in un sogno infantile che lentamente si trasforma in realtà. Un messaggio chiaro attraversa tutta l’opera:
“Ogni essere umano deve potersi prendere cura di sé e dell’altro, sentirsi parte della società, scambiare aspirazioni, valori e desideri, al di là delle proprie abilità psico-fisiche.”