Imballaggi in acciaio, il riciclo cresce ma la sfida si sposta sulla qualità della raccolta

di Redazione

27/05/2026

Imballaggi in acciaio, il riciclo cresce ma la sfida si sposta sulla qualità della raccolta
Il riciclo degli imballaggi in acciaio continua a rappresentare uno degli ambiti più strutturati dell’economia circolare italiana. Nel 2025, secondo i dati diffusi da RICREA, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in acciaio del Sistema CONAI, sono state avviate a riciclo 442.666 tonnellate di materiale, in aumento dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Il tasso di riciclo si è attestato all’82,2%, un valore che consente all’Italia di collocarsi già oltre l’obiettivo europeo dell’80% fissato per il 2030. 

Il dato è positivo, ma va letto dentro un quadro più articolato. Nel 2025 l’immesso al consumo ha raggiunto 538.726 tonnellate, con un incremento del 10,6% rispetto al 2024. L’aumento dei quantitativi immessi sul mercato ha inciso sul tasso percentuale di riciclo, pur in presenza di volumi effettivamente riciclati in crescita. In altri termini, la filiera ha aumentato la propria capacità di recupero, ma si è confrontata con una dinamica dei consumi più sostenuta, che rende più complesso mantenere elevati gli indicatori percentuali. 

Anche la raccolta mostra un andamento in crescita. Il sistema ha raggiunto 511.852 tonnellate, con un incremento dell’1,5%, mentre la copertura della raccolta differenziata è arrivata all’89% della popolazione italiana, coinvolgendo oltre 52,7 milioni di abitanti. La media pro capite nazionale si attesta a 4,8 chilogrammi per abitante. Sono numeri che confermano la progressiva estensione del sistema, ma indicano anche che esiste ancora una quota di popolazione non pienamente intercettata e, soprattutto, margini di miglioramento nella qualità dei conferimenti. 

Gli imballaggi in acciaio comprendono una gamma ampia di prodotti di uso quotidiano: barattoli, scatolette, bombolette spray, tappi corona, capsule, scatole, latte, fusti e fustini. La loro corretta gestione dipende quindi in misura rilevante dai comportamenti dei cittadini, oltre che dall’efficienza dei servizi locali e dagli accordi tra Comuni, gestori e sistema consortile. L’Accordo Quadro ANCI-CONAI continua a essere uno degli strumenti principali per sostenere le convenzioni territoriali e accompagnare la crescita della raccolta. 

Il valore ambientale del riciclo dell’acciaio resta significativo. Le 442.666 tonnellate avviate a riciclo nel 2025 hanno consentito, secondo i dati RICREA preconsuntivi elaborati da LCC CONAI, un risparmio di 2,85 TWh di energia primaria, evitando l’utilizzo di 500.000 tonnellate di materiale primario e la dispersione di 868.000 tonnellate di CO₂ equivalente. Il punto centrale, però, non è soltanto quantitativo perché l’acciaio è un materiale permanente, riciclabile più volte e la sua valorizzazione dipende dalla capacità di mantenerlo all’interno di circuiti industriali efficienti e controllati. 

In questo scenario, il ruolo dei territori diventa sempre più rilevante. Il Lazio, ad esempio, registra una raccolta pro capite di 6,5 chilogrammi per abitante all’anno, superiore alla media nazionale di 4,8 chilogrammi. È un risultato che segnala una buona capacità di intercettazione locale, ma anche la presenza di differenze territoriali che meritano attenzione. Il consolidamento della filiera passa infatti dalla riduzione dei divari tra aree del Paese, dalla continuità degli investimenti nei sistemi di raccolta e da campagne informative capaci di incidere sui comportamenti quotidiani. 

La crescita del riciclo degli imballaggi in acciaio, quindi, non va interpretata come un traguardo definitivo, ma come un indicatore della maturità raggiunta da una filiera che deve ora lavorare su obiettivi più selettivi. Superare il target europeo con cinque anni di anticipo è un risultato rilevante; mantenerlo nel tempo, in un contesto di aumento dell’immesso al consumo, richiederà maggiore attenzione alla qualità della raccolta, alla tracciabilità dei flussi e alla partecipazione dei cittadini.

Il 2025 consegna, dunque, una fotografia complessivamente solida che registra più materiale raccolto, più materiale avviato a riciclo, una copertura nazionale ampia e benefici ambientali misurabili. La fase successiva sarà meno legata alla sola crescita dei volumi e più alla capacità del sistema di rafforzare efficienza, omogeneità territoriale e consapevolezza. È su questi elementi che si misurerà la tenuta del modello italiano nei prossimi anni.