La raccolta degli imballaggi in plastica continua a crescere e il riciclo effettivo si avvicina al target europeo. Nel 2025 la raccolta differenziata urbana ha raggiunto quasi 1,3 milioni di tonnellate, pari a 27 chilogrammi per abitante, con un incremento del 3,75% rispetto all’anno precedente. Sono i dati diffusi da Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, all’indomani dell’assemblea annuale. Il dato più rilevante riguarda il rapporto tra raccolta, avvio a riciclo e riciclo effettivo. Gli imballaggi avviati a riciclo sono stati 1,18 milioni di tonnellate. Quelli effettivamente riciclati sono stati 970 mila tonnellate.
La quota riciclata rispetto agli imballaggi immessi al consumo arriva così al 49,6%, un valore indicato come in linea con l’obiettivo europeo del 50% fissato per il 2025.
La distinzione tra questi passaggi aiuta a leggere meglio il risultato. La raccolta differenziata urbana indica la quantità di imballaggi intercettata dopo l’utilizzo. L’avvio a riciclo riguarda il materiale destinato ai processi di trattamento. Il riciclo effettivo misura invece la parte che arriva fino alla conclusione del percorso e viene conteggiata rispetto all’immesso al consumo. È su questo livello finale che si gioca il confronto con il target europeo.
In questa prospettiva, il 49,6% diventa il numero centrale dell’anno. Non misura soltanto l’aumento della raccolta, ma la quota di imballaggi che arriva effettivamente al riciclo. La soglia del 50% fissata a livello europeo per il 2025 rappresenta quindi il riferimento immediato per valutare il risultato della filiera italiana degli imballaggi in plastica.
Il sistema Corepla mostra anche una copertura territoriale molto ampia. Nel 2025 ha coinvolto 7.534 Comuni, raggiungendo il 98% della popolazione, pari a circa 58 milioni di cittadini. È il perimetro dentro cui si sviluppa la raccolta urbana degli imballaggi in plastica e dentro cui si leggono anche le differenze tra territori. Sul piano regionale, la Sardegna si conferma la regione con il dato pro capite più alto a livello nazionale, pari a 36,7 chilogrammi per abitante. Seguono la Liguria, con 35 chilogrammi, il Veneto, con 30,9 chilogrammi, e la Campania, con 30,6 chilogrammi. I valori più contenuti tra quelli indicati sono quelli di Trentino-Alto Adige e Basilicata, rispettivamente con 17,9 e 18,8 chilogrammi per abitante. Corepla rileva comunque una crescita diffusa in tutte le regioni italiane. Il confronto territoriale mostra quindi una raccolta in aumento, ma con livelli pro capite ancora diversi da regione a regione.
La media nazionale è pari a 27 chilogrammi per abitante. Sardegna, Liguria, Veneto e Campania si collocano sopra questo valore, mentre Trentino-Alto Adige e Basilicata restano sotto i 20 chilogrammi. Il dato regionale consente di leggere la raccolta non solo come volume complessivo nazionale, ma anche come risultato distribuito in modo diverso sul territorio. Il presidente di Corepla, Giovanni Cassuti, ha collegato i risultati del 2025 alla collaborazione tra imprese, istituzioni, cittadini e operatori della filiera. Ha richiamato in particolare tre elementi come la crescita della raccolta differenziata, la qualità del riciclo e l’efficienza industriale. Sono i tre passaggi che descrivono il percorso degli imballaggi dopo il conferimento: l’ingresso nel sistema, la selezione del materiale e la sua trasformazione. Il punto centrale resta il passaggio dalla quantità raccolta alla quantità effettivamente riciclata. La raccolta è il primo livello del processo, ma il risultato ambientale e industriale si misura quando il materiale completa il percorso.
Per questo la distanza tra gli imballaggi avviati a riciclo e quelli effettivamente riciclati rappresenta una delle chiavi di lettura dei dati 2025. Il quadro diffuso da Corepla consegna quindi una filiera in crescita, con una rete territoriale estesa e una quota di riciclo ormai prossima alla soglia europea. Per gli imballaggi in plastica, il 2025 si chiude con un dato chiaro in cui la raccolta urbana aumenta, il sistema raggiunge quasi tutta la popolazione e il riciclo effettivo arriva a ridosso dell’obiettivo del 50%.