In occasione della Giornata Mondiale del Sole, il sistema energetico globale offre un’immagine sempre più chiara della direzione intrapresa: le fonti rinnovabili non sono più un’alternativa, ma il perno della transizione. I numeri aggiornati al 2025 confermano un’accelerazione senza precedenti, che però non procede in modo uniforme tra i diversi Paesi.
Secondo le ultime analisi pubblicate dall’International Energy Agency e dall’International Renewable Energy Agency, la capacità rinnovabile globale ha superato i 5.100 gigawatt nel 2025, arrivando a rappresentare quasi la metà della capacità elettrica installata a livello mondiale. A trainare questa crescita è soprattutto il solare fotovoltaico, che da solo ha registrato circa 511 gigawatt di nuove installazioni in un solo anno, portando la capacità complessiva oltre i 2.300 gigawatt. Si tratta della crescita più rapida mai registrata per una tecnologia energetica.
Questa espansione si riflette anche nella produzione di elettricità. Le rinnovabili coprono oggi tra il 32% e il 34% della generazione globale e, secondo le proiezioni dell’IEA, potrebbero raggiungere circa il 43% entro il 2030. In alcuni periodi del 2025, come evidenziato da analisi riportate da The Guardian, la produzione da fonti rinnovabili ha persino superato quella da carbone su scala globale, segnando un passaggio simbolico nella transizione energetica.
La crescita è tuttavia fortemente concentrata. La Cina continua a dominare il mercato, contribuendo a oltre la metà delle nuove installazioni, mentre Stati Uniti e India stanno accelerando grazie a politiche industriali mirate e investimenti su larga scala. Anche l’Unione Europea mantiene obiettivi ambiziosi, puntando a rafforzare il ruolo delle rinnovabili nel mix energetico entro la fine del decennio.
In questo scenario, l’Italia si muove in una posizione intermedia. I dati più recenti indicano che nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto circa il 41% della produzione elettrica nazionale, con il solare che contribuisce per una quota intorno al 17%. È un progresso significativo rispetto al passato, ma ancora distante dai ritmi dei principali partner europei.
Il nodo centrale non è tanto la direzione, quanto la velocità. Mentre a livello globale si installano centinaia di gigawatt ogni anno, la crescita italiana resta più lenta e discontinua. Secondo i dati del gestore della rete Terna, il Paese dovrebbe aumentare in modo deciso il ritmo delle nuove installazioni per rispettare gli obiettivi al 2030. Tuttavia, persistono ostacoli strutturali che rallentano lo sviluppo, tra cui tempi autorizzativi lunghi, complessità burocratiche e la necessità di rafforzare le infrastrutture di rete.
Eppure, le condizioni favorevoli non mancano. L’Italia dispone di uno dei più alti livelli di irradiazione solare in Europa e potrebbe giocare un ruolo strategico nel Mediterraneo come hub energetico. Le prospettive globali rafforzano questa opportunità: secondo l’IEA, la capacità rinnovabile mondiale è destinata a crescere di oltre 4.600 gigawatt entro il 2030, con il solare destinato a rappresentare circa l’80% di questa espansione.
La Giornata Mondiale del Sole assume così un significato che va oltre la celebrazione simbolica. Diventa una lente attraverso cui osservare un cambiamento già in atto e, allo stesso tempo, un banco di prova per i sistemi nazionali. Per l’Italia, la questione non è più se partecipare alla transizione energetica, ma con quale rapidità e capacità industriale riuscirà a farlo.