Alla fine il sindaco ha perso le elezioni per duecento voti. E la colpa, con ogni probabilità, è delle rotatorie stradali. "Ma non fa niente, lo rifarei", dice. Nella città di Ashland, Kentucky, ventimila abitanti nel cuore dei monti Appalachi, la resistenza alle rotatorie si è manifestata al di là di ogni immaginazione. Sicuramente al di là di quella del sindaco Joshua Blanton, quando ha deciso di rifare Winchester Avenue, il viale principale della cittadina, abolendo i semafori e mettendoci delle rotatorie.
Visto dall'Europa sembra assurdo, da noi le rotatorie sono ovunque, anche nei piccoli comuni. Ma negli Stati Uniti - come racconta la testata
Bloomberg in un ampio reportage - ogni rotonda è un campo di battaglia tra due visioni del mondo: quella dell’automobilista che pretende di avanzare senza interruzioni e quella dell’urbanista che tenta, con pazienza, di migliorare la mobilità, diminuire i tempi di attesa ai semafori (con conseguenti emissioni di CO2) e restituire un po’ di spazio e sicurezza ai pedoni.
Nonostante la mancata rielezione, Blanton non ha mai smesso di crederci. “È diventata un’abitudine,” racconta, spiegando perché, ogni sera, dopo aver messo a letto il figlio, prende l’auto e attraversa la città per guardare le nuove rotonde. “Siamo stati così coinvolti che è difficile lasciar perdere".
Una battaglia culturale
La resistenza americana non è solo un fatto estetico o logistico. È psicologica, culturale. Le rotatorie moderne, quelle in cui si dà la precedenza a chi è già dentro l’anello, richiedono una forma di negoziazione. Non c’è un semaforo che comandi. Devi rallentare, osservare, cedere il passo. Devi, in altre parole, ammettere che non sei solo sulla strada. Un gesto semplice, profondamente europeo.
E infatti in Europa è routine. Negli Stati Uniti, è un atto sovversivo.
E così, ad Ashland, tutto si è complicato. Un video diventato virale mostra un’auto che attraversa una rotonda come se non ci fosse, dritta, senza nemmeno curvare. Un meteorologo ride in diretta. I commercianti si lamentano per i disagi del cantiere. Su Facebook e Reddit piovono insulti. Blanton prova a rispondere, ma poi cancella tutto. “Non volevo alimentare polemiche,” spiega.
La sensazione, per molti, è che la rotatoria sia il simbolo perfetto di un governo che impone, che non ascolta, che complica la vita. "Era il pretesto che mancava - dice Blanton - per una cittadinanza già scettica verso ogni intervento pubblico".