Aiab, AssoBio, Associazione Biodinamica, AssocertBio e FederBio esprimono un plauso per il lavoro che ha portato alla conclusione in tempi rapidi una norma chiave per supportare la transizione ecologica dei sistemi agricoli e per l'intero comparto agroalimentare italiano. È stata infatti approvata in via definitiva dal Senato la legge che prevede nuove disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico. Tra le principali novità la definizione di produzione biologica quale attività di interesse nazionale, con il riconoscimento di una funzione sociale e ambientale. Viene poi istituito il Tavolo tecnico per la produzione biologica e nasce il marchio biologico italiano per quei prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana. “Questa norma, attesa da oltre 15 anni, è essenziale per sostenere la conversione agroecologica, consentendo anche all'Italia di avvalersi del sostegno economico dedicato a questa agricoltura sostenibile certificata per far crescere il settore sia in termini di produzione che di consumi. Grazie a questa legge il biologico può diventare il motore di rilancio dell'intero comparto agroalimentare. L'Italia ha una forte vocazione al biologico, che va incrementata e valorizzata con investimenti in ricerca, innovazione, formazione e comunicazione per continuare ad essere leader tra i Paesi europei che stanno investendo fortemente in questa forma di agricoltura che tutela l'uomo e l'ambiente, oltre a creare concrete opportunità di occupazione per i giovani e le donne”, hanno sottolineato FederBio, Aiab, AssoBio, Associazione Biodinamica, AssocertBio.
Il biologico, fanno sapere le associazioni, è un'occasione concreta per creare opportunità di occupazione per i giovani e per lo sviluppo economico e sociale dei territori rurali; ha inoltre un ruolo centrale per il clima, per la tutela della biodiversità e per offrire soluzioni innovative per il resto dell'agricoltura. La transizione ecologica e la lotta alla crisi climatica, aggiunge il responsabile nazionale agricoltura di Legambiente Angelo Gentili “passano anche attraverso l'agroecologia e un rinnovo del comparto agricolo in chiave sostenibile. La legge sul biologico, da questo punto di vista, rappresenta uno strumento strategico per moltiplicare la realizzazione dei biodistretti in modo capillare nel nostro Paese e per implementare significativamente l'intero settore anche rispetto a quanto chiede l'Europa con le strategie Farm To Fork e Biodiversità”.
Con gli acquisiti di prodotti bio Made in Italy che nel 2021 hanno sfiorato il record di 7,5 miliardi di euro di valore, tra consumi interni ed export, è importante l'approvazione definitiva della legge sul biologico.Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini spiega: “Un provvedimento fortemente sostenuto per rispondere alle attese di produttori e consumatori che in misura crescente si avvicinano al biologico, il quale finisce oggi nel carrello della spesa di quasi due italiani su tre (64%)». La legge nazionale sul bio prevede l'introduzione di un marchio per il biologico italiano per contrassegnare come 100% Made in Italy solo i prodotti biologici ottenuti da materia prima nazionale. Il provvedimento sostiene, precisa Coldiretti in una nota, poi l'impiego di piattaforme digitali per garantire una piena informazione circa la provenienza, la qualità e la tracciabilità dei prodotti con una delega al governo per rivedere la normativa sui controlli e garantire l'autonomia degli enti di certificazione, oltre alla definizione dei biodistretti”.