L’accelerazione delle immatricolazioni delle auto elettriche viaggia a tassi molto alti, +155% nel 2019, pari a circa 30 mila nuove auto, oltre il 3% sul totale parco macchine. La trasformazione green del settore automotive è quindi in piena attività, e da qui nasce la conseguente domanda di batterie al litio e relative necessità di smaltimento e recupero delle stesse.
E se sul fronte della produzione in Italia, Francia, Germania, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Svezia, sono già in costruzione 15 gigafactory, impianti per la produzione di celle per 6 milioni di auto elettriche, altrettanto strategico è trovare modi di riciclare e riutilizzare le materie prime, nichel, cobalto e manganese, infondendo a tutta la catena di produzione un approccio circolare al problema batterie, per le quali si stima una domanda mondiale superiore alle 14 volte rispetto all'anno precedente, e senza il quale non si potrà parlare di transizione effettiva verso sistemi di mobilità sostenibile e realmente pulita.
Ad avvalorare questo timore le statistiche di Eurostat dalle quali emerge che la mobilità elettrica cresce, ma la circolarità delle batterie è ancora a zero e non c’è praticamente traccia di circolarità nella filiera costruttiva. E invece è proprio sul riciclo delle batterie che si giocherà la partita per i produttori che, da normativa, sono responsabili per l’intero ciclo di vita del prodotto, compreso il post-consumo.
Di recente la Commissione Europea, nell’ambito del Circular Economy Action Plan, ha presentato la proposta di un nuovo Regolamento che, oltre a mantenere i principi e le responsabilità dei produttori, prevede l’introduzione di standard minimi obbligatori di sostenibilità e sicurezza per tutte le batterie immesse sul mercato europeo. Tra queste, prima di tutto c'è quello di evitare, o minimizzare, l’utilizzo di sostanze inquinanti privilegiando l’impiego di materiali riciclati per la fabbricazione delle nuove celle.
Da qui al 2030, litio e cobalto serviranno rispettivamente in misura 80 e 50 volte superiore rispetto all’uso attuale, un dato significativo se si considera l’attuale dipendenza dell’Europa da Paesi terzi. Il timore è che già ora dovessimo riciclare tutte le batterie del parco di autovetture elettriche immesse sul mercato fino al 2020, dovremmo attrezzarci per la raccolta e il trattamento di circa 28.000 tonnellate di rifiuti, pari al peso di due Torre di Pisa.
La buona notizia è che sono materiali riciclabili a patto che si sviluppi una filiera nazionale ed Europea in chiave circolare per il riciclo e il riutilizzo delle batterie.