La sfida dell’economia circolare del settore lapideo è quella di valorizzare tutti gli scarti e promuoverne un uso sempre più ampio, operando in simbiosi con altre realtà industriali, sino a contribuire a una filiera corta circolare delle pietre naturali con ricadute occupazionali positive sui territori di produzione, coltivazione ed estrazione. Per tutto il settore lapideo, lo ZERO STONE WASTE è un obiettivo concreto e realizzabile in tempi brevi. È questo il tema che affronta il sesto capitolo di “Naturalmente sostenibile”, il Manifesto di sostenibilità della Pietra Autentica Naturale promosso da Rete PNA - Pietra Naturale Autentica, in collaborazione con Italia Circolare.
NATURALMENTE SOSTENIBILE VERSO L’ECONOMIA CIRCOLARE DEGLI SCARTI
Impegnarsi per ridurre al minimo gli sprechi di materia, in fase di coltivazione e di lavorazione, è la prima forma di rispetto per la pietra naturale. Per tutto il settore lapideo, lo ZERO STONE WASTE è un obiettivo concreto e realizzabile in tempi brevi.
Gli scarti che ogni anno il settore produce nella forma di elementi lapidei di varie dimensioni, come blocchi informi o difettosi in cava, croste di blocchi dopo la segagione, cocciame, frammenti e polveri derivate dai fanghi di lavorazione, attualmente trovano utilizzo in processi di riciclo come materia prima secondaria solo in parte, oltre ad avere costi economici e ambientali molto alti.
La sfida dell’economia circolare del settore lapideo è quella di valorizzare tutti gli scarti e promuoverne un uso sempre più ampio, operando in simbiosi con altre realtà industriali e produttive, contribuendo a definire una filiera corta circolare delle pietre naturali, in grado di produrre anche ricadute occupazionali positive sui territori di produzione, coltivazione ed estrazione.
La commercializzazione dei sottoprodotti, dei prodotti di scarto e dei prodotti lapidei naturali derivati, oltre a ridurre i costi economici e ambientali, libera risorse aggiuntive da investire nuovamente nella ricerca e sviluppo, secondo una logica di circolarità virtuosa.
La transizione green del settore lapideo comporta la necessità di attuare processi ad alto contenuto di innovazione tecnologica, grazie a progetti di ricerca che vedono protagoniste aziende private e università, ma soprattutto può e deve fondarsi sull’impulso e sulla strategia sinergica di associazioni, consorzi e istituti capaci di raccogliere l’eccellenza del settore lapideo italiano e traghettarla verso una sempre maggiore sostenibilità.
Il progetto ZERO STONE WASTE, coordinato dall’Istituto Internazionale del Marmo (IS.I.M.), seguendo la direttiva europea 2008/98/CE dell’End of Waste, è finalizzato al recupero e utilizzo di derivati e scarti della lavorazione delle pietre ornamentali attraverso la messa a punto di adeguate metodologie di processo e di specifiche tecnologie di produzione acquisibili dalle aziende di settore.
Lo ZERO STONE WASTE promuove la riduzione tendente allo zero dei costi di conferimento degli scarti per arrivare a proporre nuovi materiali per l’edilizia, tutti dichiarabili CAM (Criteri Ambientali Minimi) per l’elevato contenuto di sottoprodotto lapideo riciclato e recuperato.
Ogni azienda, in base alle tipologie di scarto che produce, può trovare nelle tecnologie messe a punto dal progetto una risposta “su misura” per la sua produzione circolare.