La Pietra Naturale Autentica e la misurazione dei criteri ESG

di Redazione

12/12/2022

La Pietra Naturale Autentica e la misurazione dei criteri ESG


Definire l’identità aziendale secondo i principi della sostenibilità ambientale, economica e sociale corrisponde a un modello di Corporate Social Responsibility (CSR) più ampio che comprende la capacità di associare il profitto con la creazione di un valore sociale misurabile.
Il settore della pietra naturale autentica intende confrontarsi con i fattori ESG sul piano dei consumi energetici e idrici, dell’economia circolare dei sottoprodotti e degli scarti, del benessere degli addetti, delle ricadute positive per le comunità.

Vediamo come attraverso la lettura del terzo capitolo di Naturalmente sostenibile, il Manifesto di sostenibilità della pietra naturale realizzato da Rete PNA – Pietra Naturale Autentica, in collaborazione con Italia Circolare e sottoscritto dalle aziende aderenti. 

NATURALMENTE SOSTENIBILE VERSO LA MISURAZIONE DEI CRITERI ESG

L’impegno delle imprese per lo sviluppo sostenibile viene descritto e misurato attraverso i criteri ESG, parametri non finanziari che valorizzano le performance aziendali sotto il profilo ambientale (Environmental), del rispetto delle persone e delle comunità (Social) e della buona gestione e amministrazione (Governance).

Definire l’identità aziendale secondo i principi della sostenibilità ambientale, economica e sociale corrisponde a un modello di Corporate Social Responsibility (CSR) più ampio che comprende la capacità di associare il profitto con la creazione di un valore sociale misurabile.

Ridurre i rifiuti, l’inquinamento, le emissioni di CO2, garantire le pari opportunità, la salute, la sicurezza e i bisogni delle persone, una corretta remunerazione, contrastare la corruzione e strutturare il proprio core-business, introducendo questi principi negli asset aziendali, rappresentano altrettante scelte strategiche che descrivono un’impresa orientata in modo durevole verso la crescita.

L’obbligo previsto della Rendicontazione non finanziaria, la nuova Tassonomia europea che classifica le attività eco-sostenibili verso la transizione ecologica, insieme al ranking ESG che contribuiscono a definire il valore anche economico delle organizzazioni, costituiscono i nuovi fattori competitivi delle aziende, che in questo modo diventano più attrattive per consumatori, stakeholder e investitori.

Il settore della pietra naturale autentica intende confrontarsi con i fattori ESG sul piano dei consumi energetici e idrici, dell’economia circolare dei sottoprodotti e degli scarti, del benessere degli addetti, delle ricadute positive per le comunità.

I consumi energetici: l’attività estrattiva e di lavorazione della pietra autenticamente naturale, utilizzando sempre più energia da fonti rinnovabili e dotandosi di tecnologie made in Italy a elevata efficienza energetica, sta riducendo progressivamente la propria Carbon Footprint.

I consumi idrici: ottimizzare l’uso della risorsa idrica e trattare adeguatamente i quantitativi necessari alle lavorazioni del comparto lapideo, riutilizzando al massimo le acque reflue e depurando l’acqua rilasciata nell’ambiente, sono obiettivi di sostenibilità per l’intero comparto. Ridurre sempre di più il consumo di acqua blu, utilizzare al massimo le acque verdi e contenere, se non azzerare, lo scarico di acque grigie rappresentano azioni concrete che le aziende lapidee stanno già attuando da anni, soprattutto se dotate di impianti moderni e efficienti made in Italy.

La riduzione degli scarti: i materiali residui prodotti dall’estrazione e dalla lavorazione della pietra, la loro gestione e la riduzione del loro impatto ambientale e idrogeologico, rappresentano un nuovo fattore competitivo e di sviluppo sostenibile per tutto il settore lapideo. Seguendo i principi dell’economia circolare, la ricerca e l’innovazione tecnologica si sono indirizzate verso la valorizzazione delle diverse tipologie di scarto e sottoprodotto per farle diventare materia prima seconda e secondaria.

Il ripristino ambientale dei siti estrattivi: progettare la gestione della cava in funzione del suo recupero e dei successivi interventi di rinaturalizzazione o valorizzazione consente di recuperare più efficacemente i siti dismessi, riducendo l’impatto ambientale di tutta l’attività estrattiva.

La riduzione degli spessori di taglio: la riduzione degli spessori degli utensili di taglio, abbinata a metodologie sempre più performanti e innovative, consente di contenere gli scarti di lavorazione calcolati per Kg/mq e i consumi energetici calcolati per kWatt/mq di superficie di materiale lapideo tagliato.

La sicurezza e tutela del lavoro: adottare misure a tutela degli addetti del settore e della loro salute fisica e psichica, mettere in campo iniziative di welfare aziendale e di formazione e aggiornamento continuo delle competenze, significa promuovere attivamente il benessere come fattore integrante della organizzazione aziendale delle imprese.  Le tecnologie con controlli remoti e l’Industria 4.0 sono ormai presenti nella gran parte delle industrie lapidee italiane.

Impatto positivo sulle comunità locali: valorizzare la qualità della materia estratta e trasformata nei distretti industriali di prossimità e il saper fare della lavorazione, significa far crescere intorno alla pietra, definita come fattore di sviluppo economico, sociale e culturale, un processo di coesione e identità capace di coinvolgere tutta la comunità.