La ristorazione sostenibile, uno dei trend dell’estate 2023  

di Redazione

07/07/2023

La ristorazione sostenibile, uno dei trend dell’estate 2023  

Più del 30% della spesa delle vacanze in Italia sarà dedicata al cibo: si tratta di 15 miliardi di euro che vengono impiegati per pranzi e cene, acquisto di prodotti locali, colazioni e aperitivi. E nell’estate 2023 tra i fattori che indirizzano la scelta di ristoranti e bar c’è anche la sostenibilità della loro proposta. 

La ricerca di benessere, di genuinità e di complessiva riduzione dell’impatto ambientale del nostro stile alimentare, che sempre di più struttura le scelte del consumo domestico, sta diventando cruciale anche nei consumi del food & beverage fuori casa. Da un sondaggio condotto da TheFork, la piattaforma leader di prenotazione di ristoranti, oltre la metà degli intervistati (56%) ha dichiarato di fare attenzione a questo aspetto, con l’83% che ritiene importanti la provenienza delle materie prime, la loro stagionalità, di produzione propria o comunque locale, di origine equa e solidale o certificata biologica, mentre il 44% ritiene fondamentale il recupero e il riutilizzo del cibo avanzato. 
Ma quali sono le caratteristiche che identificano la sostenibilità nel settore della ristorazione? Le hanno descritte gli esperti dell'Università Cattolica di Piacenza.  

Sicuramente il primo è quello relativo al contrasto agli sprechi alimentari in tutte le forme che questi possono assumere. Dunque scegliere ingredienti che provengono da agricoltura sostenibile, prodotti riducendo al minimo l’impiego di sostanze chimiche, con una filiera corta e in accordo con la stagionalità delle produzioni; impiegare materiali eco-friendly e riciclabili, dalle stoviglie agli elementi di arredo; proporre menù adatti a tutti (vegetariani e vegani, senza glutine ecc.); promuovere le buone pratiche anti-spreco come la family bag per portare a casa ciò che non si è mangiato. 
Uno dei pilastri risiede proprio nella pianificazione dell’approvvigionamento da parte del ristoratore, che deve essere attento all’efficienza e alla qualità della proposta. E questo il più delle volte coincide con la valorizzazione della sua tipicità. 

Ecco che la ristorazione sostenibile incrocia i temi del turismo sostenibile, diventandone una dei protagonisti nel momento in cui la scoperta dei luoghi può prendere il sapore delle loro produzioni locali e delle ricette più tradizionali. Così come vale il contrario: menu e piatti studiati per dare valore a specialità enogastronomiche locali rappresentano degli ottimi ambasciatori della identità dei luoghi e della loro storia, facendoli conoscere meglio a chi viaggia e li visita. 

Certo è che adottando comportamenti sostenibili, secondo una ricerca che l’Ateneo piacentino ha pubblicato sulla rivista Science of the Total Environment, il settore della ristorazione può impegnarsi attivamente nel raggiungimento di almeno il 70% degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell’ONU. E se l'attività di ristorazione è responsabile di circa 110.201 kg di CO2 l'anno, il suo impatto ambientale potrebbe essere ridotto al 30% con adeguati standard di gestione.
D’altra parte, nel post pandemia, più dell’80% dei ristoratori italiani ha voluto adottare soluzioni più rispettose dell’ambiente nella gestione della propria attività: per il 67% la spinta è stata la maggiore qualità dei prodotti, con una crescente apertura verso la proposta biologica, mentre il 44% lo fa anche per ragioni di natura etica e di promozione delle filiere produttive locali, con una ricaduta positiva sull’intera comunità (sondaggio TheFork). 

Per questo il Manifesto della Ristorazione, sottoscritto nell’aprile scorso con la partecipazione convinta delle numerose associazioni che rappresentano il settore a vari livelli, dall’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto all’Associazione Professionale Cuochi Italiani (APCI), dalla Federazione Italiana Cuochi (FIC), Jeunes Restaurateurs d’Europe (JRE), passando per Slow Food, Unione Ristoranti del Buon Ricordo, Charming Italian Chef ed Euro-Toques Italia, ha messo tra i suoi pilastri la promozione della sostenibilità oltre che della innovazione, della sicurezza e della legalità. Perché l’eccellenza della cucina italiana, candidata a diventare Patrimonio UNESCO, passa proprio da qui. Anche in vacanza