Il ministro degli Affari regionali e le autonomie, attraverso la Strategia nazionale per la montagna italiana (Snami), individua le linee strategiche per la crescita e lo sviluppo economico e sociale, l'accessibilità dei servizi essenziali e delle infrastrutture digitali, il godimento effettivo dei diritti fondamentali della persona nei territori montani. La Snami verrà finanziata grazie al Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit), in cui confluiscono le risorse del Fondo nazionale per la montagna e del Fondo integrativo per i Comuni montani - per il quale l'ultima legge di bilancio ha previsto lo stanziamento di 100 milioni per il 2022 (prima erano 29,5 milioni) e 200 milioni a decorrere dal 2023.
L'approvazione del ddl sulla montagna rappresenta “un'opportunità anche per ridurre la dipendenza dal gas russo, resa ancora più evidente dalla guerra in Ucraina, valorizzando l'uso del legno per la produzione di energia nazionale”, spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. La promozione del settore della produzione di calore ed elettricità rinnovabile può, tra l'altro, contare su circa 130 impianti operanti sul territorio nazionale per un totale di 453 MW di potenza a biomassa e con un risparmio di circa 200.000/300.000 tonnellate di CO2 all'anno2. Ma il via libera al ddl sulla montagna risponde anche al bisogno di “garantire più innovazione, ambiente e infrastrutture nei territori montani valorizzando e al ruolo fondamentale degli imprenditori agricoli nelle attività di presidio a salvaguardia del patrimonio idrico e boschivo contro il rischio di incendi e di dissesti di natura idrogeologica”.
I boschi costituiscono inoltre anche un serbatoio naturale per il sequestro del carbonio contribuendo a mitigare gli effetti del riscaldamento globale, ma pure un patrimonio ricco di biodiversità “dal quale si ottengono legname e prodotti del sottobosco, funghi, tartufi, mirtilli, piccoli frutti e castagne, pinoli e fauna selvatica, oltre che un volano di promozione turistica. L'Italia può contare su oltre 7500 agriturismo situati in montagna dove svolgono una funzione centrale a sostegno del turismo sostenibile ne tutelano l'identità anche nell'offerta enogastronomica”.
Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, spiega in una nota: “Il ddl prevede l'istituzione presso il Crea - il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria - della Sezione speciale crediti di carbonio forestali all'interno del Registro nazionale dei crediti di carbonio generati da progetti forestali. I soggetti proprietari o gestori di aree forestali, foreste e boschi che realizzano progetti che hanno l'obiettivo di incrementare l'assorbimento del carbonio atmosferico, secondo standard internazionali, possono registrare i propri crediti di carbonio per il successivo scambio in forme fino ad oggi non regolamentate. In questo modo, boschi e foreste concorrono a ridurre le emissioni di anidride carbonica, per un'aria più pulita. Inoltre promuoviamo trasparenza in questo mercato attualmente gestito su base volontaria, perché le transazioni saranno sicure e i crediti verdi certificati da un soggetto pubblico. Un passo importante che pone il nostro Paese all'avanguardia in Europa e nel mondo”.