Una lattina per bevande si trasforma nella componente di una bicicletta, in una moka per il caffè, nel telaio di un treno e in un pannello dell'edilizia. Sono incredibili i riusi possibili dell'alluminio. È un materiale riciclabile al 100% e all'infinito, senza perdere mai nessuna delle sue proprietà chimico-fisiche originali.
Circolarità sistemica e trattamento adeguato dei rifiuti. A certificarlo, il Rapporto 2025 di CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio), fotografia di una filiera dell'alluminio che ha avviato a riciclo il 69,5% del totale degli imballaggi immessi sul mercato, superando il target fissato da Bruxelles al 50%.
I numeri del modello italiano
I dati della gestione 2025 raccontano l'efficienza di una filiera matura e nettamente competitiva. Il sistema di raccolta coordinato da CIAL, all'interno della cornice CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), ha raggiunto una copertura straordinaria.
Sono stati coinvolti 5.640 Comuni, oltre 46,3 milioni di cittadini, il 79% della popolazione italiana. Significa 65 mila tonnellate di imballaggi in alluminio recuperati e avviati a riciclo: il 69,5% del totale immesso sul mercato riesce a essere riciclato e ad avere nuova vita.
È il successo industriale come conseguenza di una rete logistica solida su tutto il suolo nazionale: 429 operatori convenzionati, 248 piattaforme di selezione e 11 fonderie. È qui che si fa il lavoro più duro: raccolta, selezione, trattamento, rigenerazione.
Se il dato sull'alluminio è già entusiasmante, quello sulle lattine lo è ancora di più.
Il tasso di riciclo delle lattine tocca il 92,8%, posizionando l'Italia in linea — e in alcuni casi al di sopra — con i migliori sistemi europei, che si attestano intorno al 92%.
I numeri certificano un modello che funziona anche senza deposito cauzionale, meccanismo più diffuso nel nord Europa. L'Italia dimostra che il proprio modello di responsabilità condivisa, basato sulla raccolta differenziata e su impianti altamente tecnologici, è altrettanto vincente — nonostante non ci sia alcun incentivo economico diretto e individuale per il cittadino. Senza cambiare le abitudini d'acquisto e la logistica della grande distribuzione, consorzi e Comuni producono valore concreto.