Lamberti (Federchimica): “Il futuro è nell’economia circolare”

19/08/2019

Con un +0,3% nel 2019 e una previsione di crescita del +0,5% stimato per il 2020, il settore della chimica italiana attraversa un periodo di sostanziale stagnazione, allineandosi al ribasso rispetto ad un generale andamento europeo.

Il presidente di Federchimica Paolo Lamberti lancia un chiaro segnale d’allarme rivolgendosi a governo e istituzioni. «L’industria chimica – afferma –  è consapevole che per crescere occorre investire sul futuro». E futuro oggi vuol dire soprattutto sviluppo e implementazione dei modelli di economia circolare, per cui la chimica può giocare un ruolo essenziale. Occorre però che sia netta e definita la direzione di marcia da seguire, con un quadro normativo stabile, un solido orientamento scientifico, e una politica infrastrutturale adeguata a questo nuovo corso economico e produttivo. Senza cadere in derive ideologiche “perché la misurazione dell’impatto socio ambientale deve essere valutata lungo l’intero ciclo del prodotto”.
 
Il riferimento è alle plastiche: Federchimica ha calcolato che rinunciare agli imballaggi in plastica avrebbe conseguenze su tutte le procedure di conservazione degli alimenti, con un aumento finale delle emissioni di CO2.
 
“Un report del 2017 del Cefic, Associazione dell’Industria Chimica Europea, - ricorda Lamberti –   stima che, per sviluppare il potenziale del riciclo di prodotti chimici in Europa, saranno necessari dai 160 ai 280 miliardi di euro. L’industria chimica italiana, che è la terza in Europa, è pronta a fare la sua parte. La portata della sfida e l’ambizione europea di essere leader su questo fronte rendono necessario intervenire in tutte le fasi del ciclo di vita, utilizzando un ampio spettro di tecnologie già disponibili o in fase di sviluppo».
 
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