Le città sono il banco di prova della transizione ecologica. Genova lancia la sfida con il Circular City Forum

di Giulia Mochi

18/04/2026

Le città sono il banco di prova della transizione ecologica. Genova lancia la sfida con il Circular City Forum

La transizione ecologica si giocherà nelle città. È nello spazio urbano che si concentrano consumi, rifiuti, sprechi, infrastrutture, innovazione e inclusione. Ed è qui che l’economia circolare smette di essere solo un paradigma produttivo e diventa politica pubblica.

Per sei giorni Genova prova a collocarsi esattamente in questo punto di snodo. Dal 17 al 22 aprile 2026, la seconda edizione del Circular City Forum riunisce istituzioni, imprese, università e centri di ricerca con un obiettivo dichiarato: costruire un passaggio concreto dalla sperimentazione alla governance, trasformando la circolarità in una leva strutturale di sviluppo.

“Il Circular City Forum è un appuntamento capace di mettere al centro una delle sfide decisive del nostro tempo: ripensare il modo in cui le città producono sviluppo, consumano risorse, innovano i propri servizi e costruiscono qualità della vita”, afferma la sindaca Silvia Salis. Un posizionamento che non si limita alla dimensione simbolica: Genova punta a consolidare un ruolo nazionale come città laboratorio per l’economia circolare: «Ed è in questa prospettiva che si inserisce anche la presentazione del primo Bilancio di Sostenibilità del Comune di Genova, un passaggio determinante nel percorso di costruzione di un’amministrazione più trasparente, consapevole e capace di misurare l’impatto delle sue scelte. Allo stesso modo, la proposta di dare vita a una Rete delle Città Circolari nasce dalla convinzione che sfide così complesse non possono essere affrontate da soli, ma richiedano collaborazione istituzionale, condivisione delle buone pratiche e una capacità comune di immaginare modelli urbani più sostenibili e innovativi. Genova vuole dare il suo contributo a questo percorso, mettendo in campo idee, esperienze e un’idea di futuro che tenga insieme ambiente, sviluppo, attrattività e coesione sociale».

Accanto a lei, l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu richiama la necessità di tradurre la visione in strumenti operativi: “La promozione dell’economia circolare rappresenta una delle priorità strategiche della nostra amministrazione”. Un’affermazione che trova riscontro nella struttura stessa del Forum, costruita per mettere in dialogo livelli diversi – politico, tecnico e produttivo. «L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, terzo settore e mondo della ricerca per sostenere progetti concreti in grado di incidere sul territorio e generare nuove opportunità di lavoro” 

Uno degli elementi più significativi di questa edizione è il passaggio alla misurazione. La presentazione del primo Bilancio di Sostenibilità del Comune segna un cambio di passo rilevante: non più solo politiche dichiarate, ma indicatori, dati e rendicontazione. È un passaggio chiave perché sposta la circolarità dal piano della progettualità a quello della valutazione pubblica, introducendo elementi di accountability destinati a incidere nel medio periodo.

Parallelamente, il Forum prova a intervenire su un limite strutturale del contesto italiano: la frammentazione delle esperienze. La proposta di una Rete nazionale delle città circolari nasce con l’obiettivo di mettere in connessione amministrazioni locali, condividere strumenti e rendere scalabili le pratiche più avanzate. È un tentativo di costruire massa critica, superando la logica dei progetti pilota isolati.

I lavori si articolano tra sedi istituzionali come Palazzo Tursi e spazi dell’innovazione come il Genova Blue District, con sessioni dedicate alla governance urbana, alla blue economy, alla trasformazione delle filiere produttive e al ruolo delle imprese nella transizione. Accanto ai momenti congressuali, il Forum si apre alla città con iniziative che cercano di tradurre i principi della circolarità in esperienze concrete: dalla sfilata di eco-fashion sulla nave Costa Toscana ai contest dedicati a startup, food e innovazione.

È in questa contaminazione tra economia reale, cultura e partecipazione che il Forum prova a costruire un’identità riconoscibile. La partnership scientifica con Italia Circolare contribuisce a rafforzare il profilo dell’iniziativa come spazio di elaborazione e sistematizzazione delle politiche circolari. Un elemento non secondario, perché segnala la volontà di affiancare alla dimensione politica una base analitica e di ricerca capace di dare continuità al lavoro avviato durante il Forum.

Il riferimento progettuale e strategico del Forum è il progetto C-City – Genova Città Circolare, dentro cui l’evento si colloca: una piattaforma che punta a integrare sostenibilità, competitività e innovazione attraverso nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato. In questo senso, il Forum rappresenta sia un momento di visibilità sia un dispositivo operativo, pensato per attivare relazioni e progettualità.

Eventi come il Circular City Forum riescono a produrre cambiamenti strutturali quando riescono a tradursi in politiche, investimenti e strumenti amministrativi stabili. La costruzione di una rete tra città e l’introduzione di strumenti di rendicontazione sono segnali concreti. È su questo terreno che Genova gioca la sua scommessa. Passare da città che ospita il dibattito a città che lo organizza e lo orienta, provando a fare della transizione ecologica un’infrastruttura permanente dello sviluppo urbano.