“Il primo contributo alla sostenibilità è creare prodotti che durino e che possano essere facilmente riparati, se necessario. Allungare la vita dei prodotti è il modo migliore che abbiamo per prenderci cura dell'ambiente, diminuire il consumo di risorse e la produzione di rifiuti”. Con queste premesse Scarpa, azienda di Asolo (TV) che produce scarponi da montagna, da alta quota e da escursionismo, scarponi da telemark e sci alpinismo, oltre che scarpette da arrampicata, ha avviato un intenso percorso di sostenibilità ed economia circolare.
A partire, ad esempio, da nuovi polimeri come Pebax® Rnew che deriva dall’olio di ricino e viene impiegato nella produzione degli scarponi da scialpinismo: prodotto da fonti rinnovabili con basse emissioni di CO2, un primo passo per ridurre la nostra impronta sulla terra. -29% energia utilizzata da fonti non rinnovabili in confronto a materiali plastici tradizionali”. O come evolo®, una pelle ottenuta con “un processo produttivo innovativo che rispetta l’ambiente e i principi dell’economia circolare permettendo un uso più consapevole e virtuoso delle risorse, grazie a una significativa riduzione dei prodotti chimici, al riutilizzo delle materie prime senza ulteriore aggiunta di cromo e ad una notevole riduzione dell’acqua impiegata”.
Passando dal programma per la sostituzione di parti degli scarponi da sci alpinismo. Scarpa garantisce, infatti, “la disponibilità dei ricambi originali per circa 36 mesi dall'ultimo anno di produzione di ogni modello o fino ad esaurimento scorte. Qualora il ricambio richiesto fosse esaurito, ci impegniamo a procurare un pezzo del tutto identico, con l’unica differenza che potrebbe avere un colore diverso”. Compresa risolatura: “Ogni anno il nostro team risuola circa 2.000 paia di scarpe, prendendosi cura e garantendo la longevità di 1.000 scarponi da montagna (alpinismo, trekking e hiking), 600 scarpette da arrampicata e 400 tra calzature urban outdoor, approach e scarponi da scialpinismo”.
Fino ad arrivare al Progetto RE-SHOES come capofila di un consorzio internazionale destinato a sviluppare un progetto finanziato dall’Unione Europea per dimostrare che è possibile produrre un nuovo modello di scarpa di alta qualità, attraverso il riciclo di calzature usate. È la pratica del “riciclo virtuoso” che vuole diventare un nuovo standard all'interno della filiera dell’industria calzaturiera. “LIFE Re-Shoes si svilupperà nell’arco di 42 mesi portando nei 3 step di raccolta, rigenerazione e produzione a creare una nuova generazione di prodotti riciclati di alta qualità, diminuendo così lo smaltimento e l'uso di materie prime vergini e mirando ad azzerare i rifiuti post-lavorazione”.
Sarà anche possibile seguire la vita delle scarpe dopo la consegna tramite un apposito codice che “sarà fornito a chi parteciperà al progetto. Inserendo tale codice sull’apposita pagina del sito di Scarpa ognuno potrà sapere dove si trovano le proprie Mojito usate e in che momento dell’iter di riciclaggio sono arrivate. Fino alla fase finale, quella della rinascita”.
Questo perché ogni anno nel mondo vengono prodotte oltre 24 miliardi di nuove scarpe, che finiscono in gran parte in discarica. Le scarpe, infatti, sono complesse da riciclare, perché sono composte da un mix di materiali diversi molto difficili da separare. In una prima fase è previsto il coinvolgimento della rete distributiva in Italia, Germania, Austria e Francia “con l’obiettivo di raccogliere dai consumatori 15 mila paia di Mojito. Successivamente le calzature raccolte entreranno in un sistema di riciclo virtuoso e porteranno alla realizzazione di altrettante paia di nuove calzature, con un range di utilizzo di materiale riciclato nel nuovo modello tra il 50 e il 70%. Grazie a tale processo si punta ad una riduzione, rispetto ai processi standard, del 52,4% di gas serra, del 50% di sostanze chimiche, del 65% di consumo di acqua, del 54,5% di energia”.