Le Terre d'Acqua. Dal Piemonte un laboratorio per ripensare il futuro della risorsa più preziosa

di Giulia Mochi

08/06/2026

Le Terre d'Acqua. Dal Piemonte un laboratorio per ripensare il futuro della risorsa più preziosa
A Stroppiana, nel cuore della pianura vercellese, istituzioni, imprese, università e gestori dei servizi idrici si confrontano sulle nuove sfide della sostenibilità. Un tema che riguarda il Piemonte ma parla all'intero Paese. Per anni la sostenibilità è stata raccontata attraverso l'energia, i rifiuti e la mobilità. Oggi, però, c'è una risorsa che sta assumendo un ruolo sempre più strategico nel dibattito ambientale e industriale: l'acqua.

I cambiamenti climatici, le siccità sempre più frequenti, gli eventi meteorologici estremi e la crescente pressione sulle infrastrutture stanno trasformando la gestione idrica in una delle grandi questioni del nostro tempo. Non si tratta più soltanto di tutela ambientale, ma di economia, agricoltura, salute pubblica e competitività dei territori.

È da questa consapevolezza che nasce "Le Terre d'Acqua – Innovazione e sostenibilità nel cuore del Piemonte", l'iniziativa promossa dal Gruppo Marazzato e dalla Fondazione Marazzato in programma l'11 giugno a Stroppiana, in provincia di Vercelli. Un appuntamento che riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo universitario, della ricerca, delle utility, dell'agricoltura e dell'industria per confrontarsi sul futuro della risorsa idrica.

La scelta del Piemonte non è casuale.

L'acqua rappresenta da sempre uno degli elementi identitari di questa regione. Le risaie vercellesi, i sistemi irrigui storici, i grandi fiumi e le reti di distribuzione hanno contribuito a costruire nel tempo un equilibrio tra attività produttive, ambiente e comunità locali. Oggi quello stesso equilibrio deve confrontarsi con scenari inediti: disponibilità idrica più incerta, consumi crescenti e necessità di rendere più efficienti le infrastrutture. 

Il convegno si inserisce nel percorso avviato dal Gruppo Marazzato sui temi della sostenibilità. Dopo le edizioni dedicate alla mobilità sostenibile e alla transizione energetica, il focus si sposta sull'acqua, riconosciuta sempre più come una vera infrastruttura strategica per lo sviluppo dei territori.

I temi al centro della giornata saranno molteplici: gestione della risorsa idrica, innovazione tecnologica, digitalizzazione, ricerca scientifica, governance del ciclo dell'acqua e nuovi modelli di utilizzo in agricoltura e industria. Tra i partecipanti figurano rappresentanti dell'Università del Piemonte Orientale, del Politecnico di Torino, di ARPA Piemonte, ANBI, Gruppo CAP, A2A Ciclo Idrico, SMAT e numerosi altri soggetti impegnati nella gestione delle infrastrutture e dei servizi ambientali. 

Ma il valore dell'iniziativa va oltre il programma.

Negli ultimi anni l'acqua è uscita dalla dimensione tecnica per diventare una questione politica, economica e sociale. Le direttive europee sulla resilienza climatica, i piani di adattamento ai cambiamenti climatici e gli investimenti del PNRR stanno spingendo amministrazioni e imprese a ripensare il modo in cui la risorsa viene gestita, distribuita e recuperata.

In questo scenario emerge un concetto sempre più centrale: l'economia circolare dell'acqua.

Se per decenni l'obiettivo è stato semplicemente prelevare, utilizzare e scaricare, oggi si affermano modelli basati sul riuso, sul recupero delle acque reflue depurate, sulla riduzione delle perdite di rete e sulla valorizzazione delle tecnologie digitali per il monitoraggio dei consumi. L'acqua non è più considerata una risorsa abbondante e disponibile senza limiti, ma un bene da gestire secondo logiche di efficienza e rigenerazione.

Anche per questo il dialogo tra imprese, ricerca e istituzioni assume un'importanza crescente. Le soluzioni necessarie per affrontare le sfide climatiche non possono essere costruite da un singolo attore. Richiedono competenze interdisciplinari, investimenti e una visione condivisa.

Il caso piemontese offre in questo senso un'interessante prospettiva. Un territorio storicamente legato all'acqua sceglie di interrogarsi sul proprio futuro mettendo a confronto mondi diversi: agricoltura e industria, ricerca e servizi pubblici, innovazione e gestione territoriale.

La vera sfida non riguarda soltanto la disponibilità della risorsa. Riguarda la capacità di costruire una nuova cultura dell'acqua.

Perché nel XXI secolo la sostenibilità non si misurerà soltanto dalla quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili o dai livelli di riciclo raggiunti. Si misurerà anche dalla capacità di proteggere, gestire e condividere la risorsa più essenziale di tutte.

L'acqua.