L'economia circolare va nello spazio

di Andrea Begnini

23/10/2023

L'economia circolare va nello spazio

L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha organizzato i Clean Space Industry Days 2023 per tutti i professionisti e gli appassionati dello spazio che lavorano alla progettazione e alla realizzazione di missioni spaziali sostenibili.

L’ESA, con la divisione Clean Space, punta a una strategia Zero Rifiuti: entro il 2030 tutte le missioni spaziali UE saranno infatti progettate per non rilasciare più detriti in orbita e punteranno alla completa sostenibilità. Attraverso i progetti di eco-design per lo spazio, la gestione del fine vita dei rifiuti spaziali, la rimozione attiva dei detriti e i servizi in orbita, con la possibilità di riattivare vecchi satelliti e riciclarne le componenti direttamente nello spazio.

L'approccio Zero Rifiuti dell'ESA è stato proposto al Consiglio a livello ministeriale nel 2022 e ha ricevuto un grande sostegno dagli Stati membri. Il nuovo obiettivo è un elemento chiave per il successo nell'attuazione dell'Agenda 2025 dell'ESA e del nuovo acceleratore PROTECT, “che mira a fornire avvisi tempestivi e accurati sulle minacce insieme a misure per affrontarle nel contesto del programma di sicurezza spaziale e dell'iniziativa Clean Space correlata”. 

Il progetto delinea una serie di azioni e iniziative volte ad aiutare l'ESA ad adottare un approccio strategico e proattivo per “preservare il nostro ambiente spaziale per le generazioni future. L'approccio all'avanguardia non solo contribuirà a proteggere il funzionamento dei satelliti e la sicurezza della vita umana sulla Terra, ma garantirà anche che i benefici delle attività spaziali siano goduti da tutte le nazioni per molti anni a venire”.

Nell'ambito della gestione di ADRIOS (Rimozione Attiva dei Detriti e Servizio in Orbita), l'iniziativa clean space dell'ESA ha sviluppato tecnologie per prevenire la creazione di detriti futuri e ha attuato attività di sistema per promuovere la loro integrazione nelle missioni spaziali a venire. 

Secondo l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), infatti, “L’era spaziale umana è iniziata ufficialmente il 4 ottobre 1957, con la messa in orbita attorno al nostro pianeta del primo satellite artificiale, lo Sputnik 1, da parte dell’Unione Sovietica. Da allora abbiamo messo in orbita attorno alla Terra quasi 12000 satelliti per diverse applicazioni di tecnologie spaziali, come le telecomunicazioni, la meteorologia, e la navigazione satellitare, su cui oggi si basano la sicurezza militare, la protezione delle economie, delle società e dei cittadini. Ma con i lanci spaziali abbiamo anche inquinato involontariamente le orbite con una moltitudine di spazzatura: circa 6500 tonnellate di rottami definiti complessivamente rifiuti spaziali, che affiancano circa 2000 tonnellate utili di satelliti operativi”.

Parliamo di oggetti di diverse dimensioni e natura: “stadi dei razzi usati per il lancio, parti di satelliti, frammenti (viti, pezzi di vernice…) prodotti da guasti, collisioni, esplosioni, nonché satelliti dismessi che non sono stati fatti rientrare in atmosfera al termine della loro missione”.

L'ESa partecipa anche al progetto Space Sustainability Rating che aiuta a fare luce sui comportamenti attraverso un indice che mappa diversi parametri delle spedizioni spaziali. “Il SSR è la valutazione più matura per la sostenibilità nello spazio nel settore spaziale. Possiamo effettuare valutazioni per le aziende che vogliono valutare, progettare e gestire missioni più sostenibili e responsabili”, spiega Emmanuelle David, Direttore Esecutivo presso il Centro Spaziale dell'EPFL, dove ha sede l'organizzazione non-profit. Le valutazioni sono suddivise in quattro categorie: bronzo, argento, oro e platino, con il platino che rappresenta il marchio più sostenibile. Ma come si misura esattamente se una missione è sostenibile o meno? Il SSR raccoglie informazioni su sei parametri: “indice della missione; rilevabilità, identificazione e tracciabilità; capacità di evitare collisioni; condivisione dei dati; standard di progettazione e operazioni e servizi esterni”.