L’Europa punta sul riciclo della plastica per rafforzare la capacità industriale

di Redazione

01/10/2026

L’Europa punta sul riciclo della plastica per rafforzare la capacità industriale
Il riciclo della plastica dovrebbe essere considerato non soltanto come uno strumento di politica ambientale, ma come una componente dell’infrastruttura industriale europea. È la proposta avanzata da Per Sigaard Christensen, Business Manager del Danish Technological Institute, in un contributo pubblicato da Packaging Europe, nel quale collega lo sviluppo della capacità di raccolta, selezione e riciclo alla disponibilità di materiali per settori come alimentare, sanitario, retail e manifatturiero.

Il quadro normativo europeo sta nel frattempo introducendo nuovi obblighi per gli imballaggi. Il Packaging and Packaging Waste Regulation - Regolamento (UE) 2025/40, entrato in vigore nel febbraio 2025 e applicabile dal 12 agosto 2026, stabilisce che dal 2030 gli imballaggi in plastica dovranno rispettare nuove soglie minime di contenuto riciclato da rifiuti plastici post-consumo.

Il regolamento prevede inoltre che, a partire dalla stessa data, gli imballaggi immessi sul mercato europeo siano riciclabili. Secondo la Commissione europea, in assenza di ulteriori interventi, i rifiuti di imballaggio nell’Unione sarebbero aumentati del 19% entro il 2030 rispetto allo scenario di riferimento, mentre quelli in plastica avrebbero potuto crescere fino al 46%.

Il tema della capacità industriale di riciclo emerge anche dai dati dell’European Environment Agency. L’Agenzia rileva che la circolarità delle plastiche in Europa sta aumentando lentamente e indica tra le leve per incrementarla il miglioramento della progettazione, dei sistemi di selezione e della capacità di riciclo. Nell’UE la capacità di riciclo meccanico della plastica è passata da circa 2 milioni di tonnellate nel 1996 a 13,2 milioni nel 2023. Secondo l’EEA, tuttavia, non tutta la plastica raccolta viene avviata al riciclo e le perdite durante il trattamento restano significative. I materiali riciclati prodotti dagli impianti rappresentano, infatti, circa il 65% della plastica in ingresso.

Christensen richiama, in particolare, la necessità di collegare lungo la stessa filiera progettazione degli imballaggi, raccolta, selezione, riciclo e domanda di materiale riciclato. Su questo approccio si basano anche progetti coordinati dal Danish Technological Institute. Tra questi figura CRISP - Circular Recycling Innovation for Sustainable Packaging, avviato per sviluppare e dimostrare tecnologie in grado di trasformare imballaggi alimentari rigidi in polietilene e polipropilene provenienti dai rifiuti domestici in nuovi materiali idonei al contatto con gli alimenti. Il progetto, che coinvolge tra gli altri Amcor, Arla Foods e Nestlé Nordics, punta entro il 2028 a creare una filiera pronta per la produzione con una capacità minima di 10.000 tonnellate di plastica all’anno.

Secondo il Danish Technological Institute, ogni cittadino europeo genera circa 36 chilogrammi di rifiuti da imballaggi in plastica all’anno e circa il 40% è riconducibile ad alimenti e bevande. Una parte degli imballaggi diversi dalle bottiglie viene ancora incenerita o trasformata in prodotti di qualità inferiore, elemento che ha portato il progetto CRISP a concentrarsi sulla possibilità di riportare questi materiali in applicazioni alimentari.

Il quadro delineato da Christensen è, quindi, quello di un passaggio dai singoli progetti a una capacità di riciclo stabile e su scala industriale. Nel contributo pubblicato da Packaging Europe, l’autore sostiene che gli obiettivi obbligatori di contenuto riciclato previsti dalla normativa europea dovranno essere accompagnati da investimenti, domanda prevedibile e condizioni economiche in grado di sostenere l’espansione degli impianti e delle tecnologie necessarie. La qualificazione del riciclo della plastica come “infrastruttura strategica” rappresenta la sua proposta per inquadrare questo processo all’interno delle politiche europee per la resilienza industriale e la sicurezza degli approvvigionamenti.