L'Osservatorio Accredia-Prometeia misura i benefici della sostenibilità per imprese e società

di Matteo Marcesini

23/06/2026

L'Osservatorio Accredia-Prometeia misura i benefici della sostenibilità per imprese e società
Le imprese che investono in sostenibilità e scelgono di certificare i propri processi ottengono performance economiche migliori e generano benefici ambientali e sociali significativi per l'intera collettività. È quanto emerge dal nuovo Osservatorio sulla finanza sostenibile realizzato da Accredia e Prometeia, che analizza il ruolo delle certificazioni accreditate nel rafforzare la competitività aziendale e la credibilità delle informazioni ESG.
I risultati della ricerca contribuiscono a riportare il dibattito su basi concrete, mostrando come la sostenibilità, quando è misurabile e verificabile, possa trasformarsi da obbligo percepito a leva strategica di sviluppo. Un messaggio particolarmente rilevante in una fase in cui la transizione sostenibile viene talvolta raccontata come un costo o un vincolo, più che come un'opportunità di innovazione e crescita.

Il nodo della credibilità

Negli ultimi anni la finanza sostenibile ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle strategie delle imprese e nelle decisioni degli investitori. Parallelamente, però, è cresciuta la necessità di garantire la qualità e l'affidabilità delle informazioni ESG.

La moltiplicazione di indicatori, rating e dichiarazioni volontarie ha infatti reso più complesso distinguere tra impegni concreti e semplici operazioni di comunicazione. In questo contesto emerge il valore delle certificazioni accreditate, che consentono di sottoporre dati e processi a verifiche indipendenti e riconosciute.

Secondo l'Osservatorio, accreditamento e certificazione rappresentano una vera e propria infrastruttura di fiducia. Consentono di ridurre le asimmetrie informative tra imprese, investitori e stakeholder e contribuiscono a rendere più efficiente il funzionamento dei mercati della sostenibilità.

In altre parole, non basta dichiararsi sostenibili: occorre poterlo dimostrare attraverso evidenze verificabili.

I numeri della competitività

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca riguarda la correlazione tra certificazioni e risultati economici.

L'analisi condotta da Prometeia evidenzia che le imprese dotate di certificazioni accreditate mostrano performance superiori rispetto alle aziende che non adottano sistemi certificati. In particolare, registrano un margine operativo lordo medio del 12,7%, contro l'8,9% delle imprese non certificate, e un ritorno sugli investimenti pari al 9,1%, rispetto al 5,4%.

Si tratta di dati che suggeriscono come la sostenibilità, quando viene integrata nella gestione aziendale, possa contribuire a migliorare organizzazione, efficienza e capacità competitiva.

La certificazione non appare dunque come un semplice adempimento formale, ma come uno strumento che favorisce una maggiore attenzione ai processi, alla gestione dei rischi e alla qualità delle decisioni.

L'effetto della certificazione ambientale

Particolarmente significativo è il risultato relativo alla certificazione ambientale UNI EN ISO 14001, uno degli standard internazionali più diffusi per i sistemi di gestione ambientale.

La ricerca individua un effetto causale positivo sulla crescita delle imprese che adottano questo modello. Secondo l'analisi, la certificazione produce un incremento medio del fatturato del 4,3% già nel primo anno successivo all'adozione, con un effetto che può arrivare all'11,4% dopo due anni.

Un dato che contribuisce a superare una visione ancora diffusa secondo cui gli investimenti ambientali rappresenterebbero esclusivamente un costo. Al contrario, la gestione strutturata degli impatti ambientali sembra favorire una maggiore efficienza operativa e una migliore capacità di rispondere alle richieste del mercato.

Benefici che riguardano tutta la società

L'Osservatorio amplia lo sguardo oltre i risultati delle singole imprese e valuta gli effetti delle certificazioni sull'intero sistema economico e sociale.

Le stime elaborate indicano che tra il 2012 e il 2024 le certificazioni accreditate hanno generato benefici complessivi pari a circa 42,6 miliardi di euro. Di questi, 36 miliardi sono associati agli impatti ambientali e 6,6 miliardi a quelli sociali.

Si tratta di un dato particolarmente interessante perché evidenzia come il valore della sostenibilità non si esaurisca all'interno dei bilanci aziendali. Riduzione degli impatti ambientali, maggiore efficienza nell'utilizzo delle risorse, miglioramento delle condizioni organizzative e aumento della trasparenza producono effetti positivi che si estendono all'intera collettività.

La sostenibilità appare quindi come un investimento capace di generare benefici condivisi, contribuendo alla costruzione di sistemi economici più resilienti e responsabili.

Oltre il greenwashing

Uno dei temi centrali della ricerca riguarda il contrasto al greenwashing, fenomeno che rischia di compromettere la credibilità della transizione sostenibile.

Quando le informazioni ESG non sono supportate da verifiche indipendenti, diventa difficile per investitori, consumatori e istituzioni distinguere tra comportamenti realmente virtuosi e semplici strategie reputazionali.

Per questo motivo la misurazione e la verifica assumono un ruolo sempre più importante. La sostenibilità non può basarsi esclusivamente sulle dichiarazioni di intenti, ma necessita di strumenti in grado di certificare risultati, processi e impatti.

L'accreditamento diventa così un elemento fondamentale per garantire trasparenza e affidabilità, contribuendo a costruire mercati più efficienti e decisioni più consapevoli.

La sostenibilità come infrastruttura competitiva

La lezione forse più importante che emerge dall'Osservatorio Accredia-Prometeia riguarda il modo stesso in cui continuiamo a interpretare la sostenibilità.

Per molto tempo è stata considerata una dimensione separata rispetto alle strategie industriali. Oggi appare sempre più come una componente strutturale della competitività.

Le imprese che investono nella qualità dei processi, nella gestione ambientale, nella trasparenza e nella misurazione delle proprie performance sembrano infatti meglio attrezzate per affrontare un contesto economico caratterizzato da crescente attenzione ai rischi climatici, alle catene di fornitura, alla reputazione e alla capacità di attrarre capitali.

La sostenibilità non sostituisce l'efficienza economica. Sempre più spesso ne rappresenta una delle condizioni.

Il messaggio che arriva dalla ricerca è chiaro: nel mercato contemporaneo la fiducia è una risorsa strategica. E la capacità di dimostrare, con dati verificabili e standard riconosciuti, il proprio impegno ambientale e sociale può trasformarsi in uno dei principali fattori di competitività per le imprese dei prossimi anni.

Per chi guarda alla transizione ecologica come a un percorso di innovazione e non soltanto di conformità normativa, l'Osservatorio Accredia-Prometeia offre una conferma importante: la sostenibilità crea valore quando diventa misurabile, verificabile e integrata nelle scelte di impresa.

Questa versione è già pronta per la pubblicazione su Italia Circolare e mette in evidenza il punto più interessante della ricerca: la sostenibilità come fattore di competitività, non solo come obbligo regolatorio.