C'è una parola che più di altre attraversa e definisce il pensiero di Luca Dal Fabbro: rigenerazione. Rigenerare le materie, l'industria, perfino il modo in cui l'Europa immagina sé stessa in un contesto geopolitico attraversato da crisi energetiche, tensioni geopolitiche e trasformazioni tecnologiche: "Dobbiamo imparare a trasformare l'incertezza in vantaggio strategico". Ricordo perfettamente il nostro primo incontro, pieno di idee e progetti. Italia Circolare aveva iniziato da poco il suo viaggio, negli stessi mesi nasceva lo ESG European Institute. Lui aveva le idee molto chiare sulle cose da fare e come farle.
Non è un caso che il Presidente di Iren abbia dedicato gran parte della sua riflessione pubblica proprio all'economia circolare, interpretandola non come semplice cultura ambientale, ma come paradigma produttivo e leva industriale decisiva per la costruzione del futuro del Paese: "L'economia circolare rappresenta la strada maestra per sviluppare una strategia che contribuisca alla transizione energetica del Paese e, al contempo, rafforzi la sua indipendenza". La sostenibilità così non è più un vincolo, un obbligo, un fastidio, non è nemmeno solo un obiettivo, ma una leva capace di ridisegnare competitività e sicurezza. Smette in sintesi di essere un tema "ambientale" e diventa politica economica, diventa sviluppo. I rifiuti si trasformano in materie prime e la rigenerazione in una nuova forma di produzione industriale. Sullo sfondo si muove una questione più ampia, l'autonomia delle economie europee e la gestione di risorse sempre più strategiche, dall'energia, alle terre rare, all'acqua.
Ingegnere chimico, laureato con lode alla Sapienza di Roma, Dal Fabbro ha completato la propria formazione tra Bruxelles e il MIT Sloan School of Management di Boston. Ha attraversato alcuni dei principali snodi dell'energia e dell'industria italiana: amministratore delegato di Enel Energia e di E.On Italia, presidente di Snam, consigliere di amministrazione di Terna, presidente esecutivo di Renovit. Dal 2022 guida Iren, una delle principali multiutility italiane attive nell'energia, nell'acqua e nei servizi ambientali. Parallelamente è Presidente dell'ESG European Institute, di Utilitalia e Vice Presidente del Circular Economy Network. Nei suoi libri, L'economia del girotondo (2017), ESG – La misurazione della sostenibilità (2022) e il recente Proteggere il futuro, emerge una convinzione precisa: la transizione ecologica può funzionare soltanto se diventa paradigma produttivo, resilienza economica e sicurezza strategica. "Gli investimenti sostenibili non sono solo profittevoli, sono la chiave per aumentare la redditività di un'impresa": la sostenibilità non sottrae competitività, ma la ridefinisce su basi industriali solide, capacità tecnologica e investimenti infrastrutturali. I parametri ESG sono strumenti sempre più centrali per misurare solidità industriale, capacità di adattamento e prospettiva di lungo periodo.