Protagonisti della Sostenibilità / Luca Dal Fabbro, l’ingegnere che vuole proteggere il futuro

di Paolo Marcesini

26/05/2026

Protagonisti della Sostenibilità / Luca Dal Fabbro, l’ingegnere che vuole proteggere il futuro
C'è una parola che più di altre attraversa e definisce il pensiero di Luca Dal Fabbro: rigenerazione. Rigenerare le materie, l'industria, perfino il modo in cui l'Europa immagina sé stessa in un contesto geopolitico attraversato da crisi energetiche, tensioni geopolitiche e trasformazioni tecnologiche: "Dobbiamo imparare a trasformare l'incertezza in vantaggio strategico". Ricordo perfettamente il nostro primo incontro, pieno di idee e progetti. Italia Circolare aveva iniziato da poco il suo viaggio, negli stessi mesi nasceva lo ESG European Institute. Lui aveva le idee molto chiare sulle cose da fare e come farle.

Non è un caso che il Presidente di Iren abbia dedicato gran parte della sua riflessione pubblica proprio all'economia circolare, interpretandola non come semplice cultura ambientale, ma come paradigma produttivo e leva industriale decisiva per la costruzione del futuro del Paese: "L'economia circolare rappresenta la strada maestra per sviluppare una strategia che contribuisca alla transizione energetica del Paese e, al contempo, rafforzi la sua indipendenza". La sostenibilità così non è più un vincolo, un obbligo, un fastidio, non è nemmeno solo un obiettivo, ma una leva capace di ridisegnare competitività e sicurezza. Smette in sintesi di essere un tema "ambientale" e diventa politica economica, diventa sviluppo. I rifiuti si trasformano in materie prime e la rigenerazione in una nuova forma di produzione industriale. Sullo sfondo si muove una questione più ampia, l'autonomia delle economie europee e la gestione di risorse sempre più strategiche, dall'energia, alle terre rare, all'acqua.

Ingegnere chimico, laureato con lode alla Sapienza di Roma, Dal Fabbro ha completato la propria formazione tra Bruxelles e il MIT Sloan School of Management di Boston. Ha attraversato alcuni dei principali snodi dell'energia e dell'industria italiana: amministratore delegato di Enel Energia e di E.On Italia, presidente di Snam, consigliere di amministrazione di Terna, presidente esecutivo di Renovit. Dal 2022 guida Iren, una delle principali multiutility italiane attive nell'energia, nell'acqua e nei servizi ambientali. Parallelamente è Presidente dell'ESG European Institute, di Utilitalia e Vice Presidente del Circular Economy Network. Nei suoi libri, L'economia del girotondo (2017), ESG – La misurazione della sostenibilità (2022) e il recente Proteggere il futuro, emerge una convinzione precisa: la transizione ecologica può funzionare soltanto se diventa paradigma produttivo, resilienza economica e sicurezza strategica. "Gli investimenti sostenibili non sono solo profittevoli, sono la chiave per aumentare la redditività di un'impresa": la sostenibilità non sottrae competitività, ma la ridefinisce su basi industriali solide, capacità tecnologica e investimenti infrastrutturali. I parametri ESG sono strumenti sempre più centrali per misurare solidità industriale, capacità di adattamento e prospettiva di lungo periodo.
Protagonisti della Sostenibilità / Luca Dal Fabbro, l’ingegnere che vuole proteggere il futuro
"Le città sono miniere a cielo aperto". Uno dei temi centrali del suo lavoro riguarda proprio i rifiuti urbani: "Bisogna puntare su impianti che possano recuperare materie prime critiche dai nostri rifiuti, che in realtà sono risorse". Recuperare litio, rame, palladio, zinco o terre rare significa ridurre la dipendenza europea dalle importazioni e rafforzare la competitività industriale. E poi c'è l'acqua, tema spesso meno visibile ma centrale per un gruppo come Iren, che gestisce reti idriche e servizi ambientali. "Il modello economico che avrà spazio nel futuro è rigenerativo e circolare. È necessario e non più rinviabile avviare un processo di reindustrializzazione del Paese per ottenere un reale vantaggio competitivo". Dobbiamo passare dal made in Italy al remade in Italy. La buona notizia è che lo sappiamo fare, la brutta notizia è che non lo stiamo ancora facendo. Non del tutto.

Nel suo ultimo libro, Proteggere il futuro, Dal Fabbro descrive il presente come il punto d'incontro di tre grandi transizioni, energetica, digitale e geopolitica, che stanno ridefinendo gli equilibri economici e industriali globali. In questo scenario propone il concetto di "trilemma esteso", una sorta di equilibrio complesso. Alle imprese attribuisce un ruolo decisivo, definendole "sistemi adattivi intelligenti", capaci di integrare innovazione tecnologica, resilienza industriale e trasformazione energetica. Cita Tucidide: "Questo è il periodo in cui i forti prendono quello che vogliono e i deboli soffrono quello che devono". Il compito che ha ora l'Europa è riuscire a promuovere politiche che sappiano coniugare sicurezza energetica, competitività delle imprese e sostenibilità. Per farlo deve imparare a "scegliere sé stessa", superando le divisioni tra economia, politica e sicurezza. Non a caso, nella prefazione del suo ultimo libro, l'ambasciatore Giampiero Massolo scrive: "Il potere oggi si esercita con ciò che si possiede, non con ciò che si auspica di avere". La vera economia circolare non riguarda soltanto i materiali, ma la capacità di un Paese di reinventarsi senza disperdere il proprio patrimonio industriale, tecnologico e umano.

Luca Dal Fabbro è un protagonista della Sostenibilità.