Nasce Italia Circolare. Perché l’Economia Circolare non è una scelta possibile di futuro. È l’unico futuro possibile.
Tutto da raccontare

di Paolo Marcesini

26/06/2019

7,6 miliardi di persone stanno oggi esaurendo le risorse prodotte da 1,7 pianeti come il nostro. Si calcola che nel 2050, 9.8 miliardi di persone consumeranno le risorse prodotte da 3 pianeti come la Terra. Ogni anno l’economia mondiale consuma quasi 93 miliardi di tonnellate di materie prime tra minerali, combustibili fossili, metalli e biomassa. Di queste, solo il 9% sono riutilizzate. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), ogni anno viene sprecato circa un terzo del cibo prodotto nel mondo per il consumo umano, pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate.

La Circular Economy è un nuovo paradigma che mira a slegare lo sviluppo economico dallo sfruttamento delle risorse naturali esauribili e a ridisegnare attraverso la ricerca e lo sviluppo un nuovo sistema industriale della produzione.
“Un’economia progettata per autorigenerarsi”, definizione della Ellen MacArthur Foundation che supporta varie organizzazioni no-profit in circa 50 paesi e finanzia, con oltre 220 milioni di dollari l’anno, progetti di economia circolare, è diventato il nuovo  paradigma del rapporto tra materia, produzione e consumo.

Lo spreco trasformato in opportunità non riguarda solo il cibo ma tutto il sistema di relazione tra produzione e consumo; l’energia, il suolo, la progettazione, la costruzione, i materiali, il retail, i rifiuti, la ricerca scientifica, la bioeconomia, il benessere dell’uomo e degli animali.

A Davos, a gennaio, ne è stato stimato il valore potenziale: 3.000 miliardi di dollari nel mondo. Di questi 88 miliardi solo in Italia con un potenziale di 575 mila occupati. Secondo la Commissione Europea i cui dati sono stati aggiornati da Banca Intesa,  saranno 875 i miliardi di investimenti in Europa da qui al 2025 necessari per rendere circolare la nostra economia.
Investimenti che interessano il 60% della spesa media di ogni cittadino europeo e coinvolgono l’80% di consumo di risorse esauribili. Intesa Sanpaolo intanto ha lanciato un plafond fino a 5 miliardi di euro per le imprese maggiormente innovative che  Investono in Economia Circolare.
Materia. Produzione. Investimenti. E soprattutto consumi.
Secondo l’analisi realizzata da PwC insieme a Centromarca e IBC, i consumatori di tutto il mondo ricercheranno sempre più alternative salutari e naturali, e i valori etici influenzeranno le decisioni d’acquisto. I numeri: il 37% del campione vuole prodotti con packaging eco-friendly; il 41% dichiara di evitare il più possibile l’utilizzo di contenitori di plastica; più di due terzi dei consumatori è disponibile a pagare un prezzo più alto per prodotti a km zero; il 42% pagherebbe di più per prodotti ecosostenibili; il 44% è attento all’origine e vuole sapere se il bene è stato prodotto eticamente.

 
"L’Economia Circolare non è una scelta possibile di futuro. È l’unico futuro possibile."

 
Italia Circolare è il progetto editoriale che valorizza, racconta e comunica la cultura dell’Economia Circolare in Italia e il suo impatto sociale, economico e formativo sui territori. Un sistema aggregato di contenuti, un portale web, una newsletter, una  community, un progetto formativo, una nuova offerta di servizi al mercato pubblico e privato della sostenibilità.
L’Italia è al primo posto tra i grandi Paesi UE per il recupero dei rifiuti, con il suo modello di produzione che si autorigenera. Tutto, o quasi, si ricicla e poco, o nulla, diventa rifiuto.
Il trend di crescita tuttavia rischia di rallentare, e altri Paesi potrebbero presto sorpassarci.  È questo il quadro che emerge dal primo Rapporto nazionale 2019 del Circular economy network (rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, da 13 aziende e associazioni di impresa) e dall’Enea, presentato in occasione delle Conferenza nazionale sull’Economia Circolare.
Non dobbiamo rallentare. Non ce lo possiamo permettere.
Italia Circolare nasce per creare sui territori, attraverso la sua attività editoriale, una rete di relazioni “attive” tra istituzioni pubbliche, imprese, incubatori, centri di ricerca, sistema della formazione,università e centri di ricerca nazionali ed internazionali, startup innovative e cluster al fine di diffondere in Italia la cultura dell’Economia Circolare.  Per questo stiamo stringendo partnership e collaborazioni  con le istituzioni e le amministrazioni pubbliche, il ministero per l’Ambiente, il ministero dello Sviluppo Economico, le Regioni, i sindaci delle città capoluogo di provincia, le aziende pubbliche incaricate della gestione dei rifiuti, l’Anci, le associazioni confindustriali, i cluster di imprese, le università, gli istituti di ricerca scientifica e tecnologica, le banche, le fondazioni bancarie, il mondo del no profit e i consorzi nazionali per il riciclo.

Il portale costruirà e presenterà una mappa di storie, progetti, imprese, idee, interviste che definiscono la sostenibilità e la circolarità dell’economia dei nostri territori, delle nostre produzioni, dei nostri consumi. Particolare attenzione verrà data alle azioni pubbliche di ogni singola regione, al design dei prodotti, alla bioeconomia, ai principi di responsabilità, etica, pubblica e privata e alle nuove definizioni di valore di prodotti e servizi, alle opportunità offerte dall’industria 4.0 e alla condivisione delle idee e degli indirizzi proposti dalla Comunità Europea, dalle università e dagli istituti di ricerca.

Italia Circolare è il grande racconto dell’Economia Circolare del made in Italy.
Buona lettura.
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