Nasce la Rete delle Città di Carta

di Giulia Mochi

17/10/2025

Nasce la Rete delle Città di Carta
Primo indizio. Cosa hanno in comune città come Amalfi, Aosta, Assisi, Bari, Bolzano, Cagliari, Capannori, Casarile, Città di Castello, Coriano, Corigliano-Rossano, Este, Fabriano, Genova, Isola del Liri, Isola d'Elba, Lamezia Terme, Lavis, Lecce, Lentate sul Seveso, Lucca, Manfredonia, Mantova, Matera, Mele, Messina, Monza, Napoli, Parma, Pellezzano, Pescia, Pordenone, Salerno, San Giovanni Teatino, Santa Domenica Talao, Spoleto, Torino, Toscolano Maderno, Trevi, Varese e Verona?

Guardiamole bene. Ci sono le capitali storiche della carta come Amalfi, dove nel XIII secolo nacque la prima cartiera in Europa, Fabriano e Toscolano Maderno, e le città che oggi guidano il settore in termini di innovazione, sostenibilità e creatività come Lucca, Salerno e Lecce

Secondo indizio; c'è al vaglio del Parlamento una Proposta di Legge per istituire il 18 settembre la Giornata Nazionale del Riciclo della Carta.

In sintesi parliamo di dove viene fatta la carta, della sua tradizione, dell'innovazione che ne sta caratterizzando la produzione e del suo riciclo che alimenta il comparto dell'economia circolare.

Veniamo quindi alla notizia. È nata a settembre la Rete delle Città di Carta: un gruppo di Comuni uniti dalla raccolta differenziata e dal riciclo della carta, che si impegnano a valorizzare e promuovere le attività, l'economia e la storia industriale connesse a questo materiale. Un'alleanza di paesi e città che punta a promuovere un settore nel quale l'Italia registra un primato, con oltre 3,7 milioni di tonnellate di carta e cartone raccolte ogni anno, una media di 64 chili per abitante, e l'85 per cento di riciclo degli imballaggi cellulosici, un risultato già superiore rispetto agli obiettivi europei fissati per il 2030.

La Rete nasce quindi per promuovere la raccolta differenziata e il riciclo della carta, valorizzare l'economia e la storia industriale del settore, stimolare sinergie per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale dei territori e trasformare ogni Comune in un centro di eccellenza e innovazione ambientale. 

I promotori 

La Rete delle Città di Carta è un'iniziativa promossa da Comieco in collaborazione con Fondazione Symbola, con il sostegno di Federazione Carta e Grafica e Unirima. La sfida, come si legge nel testo firmato dagli amministratori, è quella di trasformare ogni paese, ogni territorio "in un laboratorio di innovazione ambientale, un centro di eccellenza per la raccolta differenziata, hub di formazione e sensibilizzazione ed esempio concreto di rigenerazione territoriale".

Per Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola, "La Rete delle Città di Carta promossa da Comieco in collaborazione con Fondazione Symbola riunisce i Comuni che sanno che carta e cartone sono un patrimonio culturale, ambientale ed economico per i propri territori. L'Italia può dare un contributo importante alla sfida alla crisi in tanti settori in cui è già protagonista, a partire dall'economia circolare. Come ricorda Symbola siamo il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti pari al 91,6% con una incidenza quasi il doppio rispetto alla media UE e ben superiore a tutti gli altri grandi Paesi europei: risparmiamo così 16,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all'anno e circa 55 milioni di tonnellate di CO₂ equivalenti. L'efficienza e le rinnovabili sono il cuore della transizione verde e del futuro. La carenza di materie prime ci ha spinto ad utilizzare quella fonte di energia rinnovabile e non inquinante che è l'intelligenza umana. Abbiamo così costruito un sistema più efficiente: i rottami di Brescia, gli stracci di Prato, le cartiere della Lucchesia non sono figli di un obbligo burocratico ma la risposta alla carenza di materie prime. Partendo da un cuore antico la carta ha compiuto in questi decenni grandi passi in avanti. L'iniziativa avviata da Comieco e Fondazione Symbola sarà anche l'occasione per valorizzare storie e talenti di territori che danno forza alle nostre comunità e alla nostra economia".
Nasce la Rete delle Città di Carta
La carta in Italia: i numeri

Nel 2024 sono state raccolte 3,8 milioni di tonnellate di carta nel nostro Paese, con un aumento di oltre 130mila tonnellate rispetto all'anno precedente. L'Italia, con un tasso di riciclo del 92,5 per cento, ha consolidato e superato l'obiettivo UE al 2030 (pari all'85 per cento) e si conferma tra i Paesi leader in Europa per il recupero degli imballaggi in carta e cartone. È quanto emerge dai dati contenuti nel 30° Rapporto Annuale di Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, presentato lo scorso luglio.

A fronte dei 5 milioni di tonnellate di imballaggi cellulosici immessi al consumo, nel 2024 ne sono state riciclate 4,6 milioni. La media pro-capite nazionale è pari a 65,4 kg di carta e cartone raccolti per ogni abitante.

Il Nord Italia è il territorio in cui si raccoglie di più: con oltre 83.000 tonnellate e un incremento medio del 4,4 per cento, trainato dal Veneto (+9,5 per cento) e dalla Lombardia che con oltre 613.000 tonnellate si conferma la regione con i volumi assoluti più alti. Il Centro cresce del 2,8 per cento, con l'Umbria che ha registrato il miglior incremento percentuale (+7,8 per cento) in questo territorio e il Lazio il maggior aumento quantitativo (+13.400 tonnellate) rispetto al 2023. Buon andamento anche in Sicilia, con 10 mila tonnellate raccolte in più, e Sardegna, che ha superato la soglia dei 60 kg pro-capite.

Per quanto riguarda le sei città monitorate da Comieco nel 2024, cioè Milano, Roma, Napoli, Firenze, Torino, Palermo, il pro-capite medio di carta e cartone è di 70,7 kg per ogni abitante, con una crescita del 4,1 per cento rispetto al 2023. Roma guida la crescita complessiva con +10mila tonnellate (+4,4 per cento), seguita da Firenze (+8,8 per cento) e Napoli (+6,3 per cento), Palermo ha registrato una flessione (-1,9 per cento), Milano e Torino sono cresciute rispettivamente del 2,1 e 3,4 per cento.

La raccolta della carta ha anche un impatto economico: nel 2024, infatti, Comieco ha erogato 231 milioni di euro ai Comuni convenzionati, quasi 30 milioni in più rispetto al 2023, a cui si aggiungono altri 57 milioni di euro per la lavorazione in impianto.