"Come sarà la barca del 2050? Una casa dove vivere in simbiosi con il vento e le onde, naturalmente sostenibile, rigenerativa, circolare, tecnologicamente avanzata, inclusiva, bella da vivere e da raccontare". Da Viareggio, un consorzio di quasi 200 imprese governa l'innovazione, la sostenibilità e l'internazionalizzazione del più importante distretto nautico d'Europa. Al timone di questa macchina complessa c'è Pietro Angelini, direttore generale di NAVIGO e amministratore delegato del Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità Toscana. Una figura che ha contribuito a costruire, pezzo dopo pezzo, l'identità strategica del distretto.
NAVIGO è la più estesa rete di aziende di nautica da diporto della Toscana e una delle principali d'Europa. Nata nel 2007 come uno dei primi centri servizi della Toscana, in quasi vent'anni di attività è diventata il punto di riferimento per imprese associate e non, enti, istituzioni e associazioni di categoria, affermandosi come modello replicato anche in altre regioni italiane.
Oggi quasi 200 imprese ne fanno parte, tra queste i principali cantieri presenti nell'area, importanti fornitori, yacht manager, imprese di servizio a terra e in banchina, porti e le principali associazioni di categoria. Un ecosistema produttivo che genera un impatto economico considerevole sul territorio toscano, con Viareggio, Livorno e Pisa a formare un triangolo di eccellenza cantieristica riconosciuto in tutto il mondo.
Un consorzio al timone del distretto
La mission di NAVIGO non si esaurisce nella rappresentanza delle imprese associate. Per conto della Regione Toscana, NAVIGO coordina la rete dei centri di competenza nautici toscani, organizza YARE (Yachting Aftersales & Refit Experience), uno dei più importanti eventi business internazionali dedicati al settore superyacht, e coordina la scuola di formazione ISYL, dedicata al training dei futuri comandanti di megayacht e delle nuove professionalità del mare.
Nel tempo l'organizzazione ha esteso il proprio raggio d'azione ben oltre i confini regionali. Dal 2013 è nato NAVIGO Sardegna, aggregato di imprese specializzate principalmente nei servizi e nell'accoglienza, e nel 2019 è nata Navigo Malta. Un'espansione che riflette la vocazione mediterranea del consorzio e la sua capacità di fare sistema su scala internazionale.
La visione di Pietro Angelini
"Il nostro compito è disegnare le strategie del distretto, in Toscana e all'estero, rafforzando un modello che mette al centro l'innovazione, la sostenibilità e la capacità di creare rete. Il Mediterraneo, con la sua concentrazione di yacht e la sua centralità geografica, resta il cuore di questo percorso", spiega Angelini. Una visione che punta dritta su tre pilastri: il mercato dei grandi yacht, la transizione ecologica e la digitalizzazione della filiera.
"Il settore nautico toscano mantiene una leadership consolidata, in particolare sulle barche di grandi dimensioni. Il mercato sotto i 30 metri è ancora vivace, ma è nelle imbarcazioni sopra i 30, 40 e 60 metri che si osserva una stabilità e una crescita costante. Si tratta di prodotti sempre più innovativi, attenti alla sostenibilità e pensati per un utilizzo realmente navigante."
Sostenibilità come leva industriale
Per NAVIGO la transizione ecologica non è una questione di immagine, ma di competitività. "Siamo concentrati sulla ricerca legata alle propulsioni e alla riduzione del loro impatto, con il full electric a breve e con l'idrogeno a medio lungo periodo, sulle innovazioni per l'alleggerimento della nave e sulla rigenerazione dei materiali", sottolinea Angelini.
Una postura che si traduce in progetti concreti: dal programma Shipyard 5.0, che integra Life Cycle Assessment e intelligenza artificiale nei processi di costruzione e refit, al progetto CIELO 2.0 sviluppato con Lucense, che ha portato a marzo 2026 un confronto aperto su materiali, LCA e nuove prospettive per l'industria nautica. Shipyard 5.0 si propone di innovare il settore nautico perseguendo un duplice obiettivo: aumentare l'efficienza dei processi produttivi e ridurre l'impronta di carbonio associata alla costruzione e al refitting di grandi imbarcazioni, integrando pratiche di sostenibilità ambientale con l'innovazione delle tecnologie djgitali.
Digitale e intelligenza artificiale: la frontiera del prossimo decennio
"Le aziende oggi hanno bisogno principalmente di essere internazionali e digitali e lavorare in network, sviluppare le capacità di lavorare in mercati internazionali",. L'intelligenza artificiale per Angelini non è un tema astratto ma un'opportunità già matura per la filiera: nuovi armatori, sempre più giovani e tecnologicamente avanzati, entrano in cantiere con competenze che cambiano il modo di progettare e costruire le barche.
YARE: la fabbrica delle relazioni internazionali
La creatura più visibile di NAVIGO resta YARE, giunta nel 2026 alla sua sedicesima edizione con numeri da primato: oltre 120 comandanti, 140 aziende e più di 2.600 incontri B2C generati in tre giorni. Un evento che Angelini considera molto più di una fiera: "Yare è e resta il primo evento a livello internazionale in cui si parla di refit attraverso workshop, interventi tecnici e formativi su certificazioni, bandiere ed altro. Abbiamo creato YARE ritenendo che la vita della barca – fatta di gestione, refitting, contatto con società di chartering, equipaggi, turismo, cantiere – assuma in termini economici e di mercato un valore importantissimo."
Nel 2026 YARE si è inserita per la prima volta all'interno della Tuscany Yachting Week, un sistema integrato di eventi che ha coinvolto l'intera costa toscana. "YARE e Seatechnology non sono più eventi paralleli, ma piattaforme complementari che generano trasversalità e valore condiviso. Mettere in sinergia networking internazionale, divulgazione tecnica, territorio e formazione significa amplificare l'impatto per le imprese e rafforzare il posizionamento della Toscana come capitale europea dello yachting", ha dichiarato Angelini commentando la nuova formula.
Il refit, mercato del futuro
Uno dei temi su cui NAVIGO punta con maggiore determinazione è il mercato del refit, ovvero il restauro, l'aggiornamento e la modernizzazione degli yacht esistenti. "Il refit è un segmento di mercato strategico e centrale per i prossimi anni. In particolare, la fascia di yacht tra i 24 e i 50 metri rappresenta un segmento chiave, con importanti opportunità di ritorno per gli operatori del territorio. Questo rende fondamentale l'adeguamento delle infrastrutture portuali, che devono accelerare i processi di modernizzazione per intercettare questa domanda crescente."
Un settore, quello del refit, che ha nella circolarità la sua essenza: prolungare la vita dei grandi yacht, aggiornarne i sistemi di propulsione, sostituire i materiali con soluzioni a minore impatto ambientale. Una logica perfettamente in sintonia con l'economia circolare, e che fa di NAVIGO un attore naturale nel percorso verso una nautica più responsabile.
Un modello replicabile
Per Angelini il futuro della nautica toscana passa da una visione integrata: tradizione artigianale e capacità tecnologica, sviluppo sostenibile e apertura internazionale, formazione delle competenze e creazione di destinazioni capaci di accogliere e valorizzare un settore che continua a crescere. Un modello che, dopo quasi vent'anni, ha dimostrato di funzionare, un modello che guarda già alle prossime sfide che potranno essere vinte solo attraverso la formazione di una nuova generazione di professionisti del mare capaci di governare tutta la complessità tecnologica che li attende