La situazione dopo un anno di ZTL a Manhattan (spoiler: è un successo)

di Giovanni Franchini

22/01/2026

Il 5 gennaio 2025 New York City ha avviato quello che resta uno dei più ambiziosi esperimenti di governance urbana negli Stati Uniti: la congestion charge per l’accesso in automobile a Manhattan. La congestion pricing è una ZTL che prevede l'addebito di un pedaggio fino a 9 dollari agli automobilisti che utilizzano le strade di superficie al di sotto della 60esima strada di Manhattan, un'area nota come Congestion Relief Zone (CRZ), il cui controllo è garantito da oltre 1.400 telecamere per il rilevamento delle targhe.

Dopo 12 mesi di attuazione, un’articolata serie di dati e rapporti consente di valutare i risultati ottenuti finora. Gli obiettivi della congestion charge erano ridurre la congestione stradale, migliorare la qualità dell’aria e generare risorse per il trasporto pubblico. A un anno di distanza, le evidenze disponibili indicano risultati concreti in tutte e tre le dimensioni, pur con alcune sfide ancora aperte.
La situazione dopo un anno di ZTL a Manhattan (spoiler: è un successo)

Riduzione del traffico e miglioramento della mobilità

I dati ufficiali dell’ultimo rapporto della Metropolitan Transportation Authority (MTA) mostrano che 27 milioni di veicoli in meno hanno attraversato la “Congestion Relief Zone” (la zona soggetta al pedaggio) nel corso del 2025, equivalenti a una riduzione dell’11% del traffico rispetto al periodo precedente all’introduzione della misura. In media, su base giornaliera, circa 73.000 veicoli in meno entrano nella zona rispetto al 2024, portando anche a aumenti di velocità significativi sulle principali arterie di accesso e uscita da Manhattan.

Secondo i dati contenuti nel rapporto, i miglioramenti nei tempi di spostamento sono stati evidenti: per esempio, il traffico sul ponte di Brooklyn è stato circa 15% più veloce, mentre sul tunnel Holland si è registrato un incremento di velocità di oltre 50%. Anche i tempi di percorso per gli autobus sono migliorati, con una crescita della velocità media di circa 2,3% e maggiori incrementi nei tragitti su strada urbana.

Questi cambiamenti non solo rendono più efficienti gli spostamenti, ma creano anche effetti a catena sugli spostamenti complessivi: secondo i ricercatori della Stanford Institute for Economic Policy Research, l’introduzione del pedaggio ha comportato un aumento medio delle velocità del 15% e una riduzione degli spostamenti del 7-8% per i principali itinerari verso il distretto centrale degli affari (CBD).
 
La situazione dopo un anno di ZTL a Manhattan (spoiler: è un successo)

Benefici per l’ambiente e qualità dell’aria

Se la riduzione del traffico è nettamente documentata, uno degli aspetti più significativi dell’analisi riguarda la qualità dell’aria. Secondo un importante studio condotto dalla Cornell University, nei primi sei mesi dell’implementazione del pedaggio, le concentrazioni di PM2.5 — particelle fini con diametro inferiore a 2,5 micrometri, collegate a effetti avversi sulla salute — sono diminuite del 22% rispetto ai livelli attesi in assenza di congestion charge. Questi dati si basano su osservazioni giornaliere raccolte tramite una rete di 42 stazioni di monitoraggio distribuite nell’area metropolitana.

Gli autori del report osservano che la diminuzione non si limita ai limiti geografici della zona soggetta al pedaggio: si sono registrate diminuzioni medie anche negli altri quartieri di New York e nelle aree suburbane circostanti. Questo dato è rilevante perché indica che non si tratta di un semplice spostamento dell’inquinamento verso l’esterno, ma di una riduzione complessiva delle emissioni urbane.

La scala di questo miglioramento è significativa se confrontata con esempi europei: la riduzione osservata a Manhattan è superiore rispetto ai risultati storici di Londra (7–15%) e Stoccolma (5–15%) nelle rispettive zone di congestion charge, evidenziando l’impatto su una città ad alta densità e intensità di traffico.

Impatti economici e finanziari

Dal punto di vista economico, il sistema di pedaggio si è rivelato più redditizio delle previsioni iniziali, generando oltre 550 milioni di dollari di entrate nette nel primo anno di attività, contro l’obiettivo di 500 milioni fissato dalla MTA. Le risorse raccolte sono destinate a finanziare un programma pluriennale di investimenti nel trasporto pubblico, compresi aggiornamenti delle infrastrutture, nuove carrozze per la metropolitana, autobus più moderni e interventi di accessibilità.

Le entrate offriranno inoltre la base per il lancio di obbligazioni garantite dal pedaggio nei prossimi anni, strumento finanziario che consentirà di sostenere progetti di trasformazione urbana e di rafforzare la capacità operativa della MTA.

Dal punto di vista economico urbano, alcuni indicatori commerciali danno segnali positivi. Ad esempio, il tasso di occupazione nei quartieri del centro di Manhattan ha mostrato lievi miglioramenti rispetto a periodi precedenti, e la raccolta di imposte sulle vendite è aumentata, suggerendo che il traffico pedonale e la presenza di consumatori non sono stati scoraggiati dall’introduzione del pedaggio.

Sicurezza e qualità della vita

Una minore congestione si riflette anche su indicatori di sicurezza stradale e percezione della qualità urbana. Secondo i dati disponibili, gli incidenti stradali nella zona soggetta al pedaggio sono diminuiti, con un calo delle collisioni e delle ferite legate al traffico. Inoltre, le segnalazioni di rumore urbano eccessivo, come i clacson eccessivi, sono diminuite, riducendo un fattore di stress condiviso da pedoni e residenti.

Criticità, opposizioni e aree di attenzione

Nonostante i risultati favorevoli, la congestione charge non è stata esente da critiche e controversie. All’atto della sua approvazione e durante l’anno di vita, il provvedimento ha affrontato ricorsi legali e opposizioni politiche, alcune delle quali hanno cercato di sospendere l’implementazione o di bloccare fondi federali destinati a progetti di trasporto legati alla misura.

Ad aprile, ad esempio, il Segretario ai Trasporti Sean Duffy ha inviato ai funzionari una lettera in cui avvertiva che "New York rischia gravi conseguenze" per il mantenimento della congestion charge ma nel successivo mese di maggio, lo Stato ha ottenuto un'ordinanza restrittiva che ha imposto il mantenimento delle telecamere accese.  

"Abbiamo anche respinto cinque mesi di tentativi illegali da parte del governo federale di smantellare questo programma di successo e continueremo a lottare - e vincere - in tribunale. Le telecamere restano accese", ha detto la governatrice dello stato di New York, Katy Hochul. 

L’esperienza di Manhattan costituisce un laboratorio per altre metropoli statunitensi e internazionali che stanno valutando strumenti simili. La combinazione di riduzione del traffico, miglioramento della qualità dell’aria e nuove risorse finanziarie per la mobilità pubblica rappresenta un pacchetto di risultati che supera molte delle previsioni più caute formulate prima dell’implementazione del pedaggio.

Per le città che guardano all’economia circolare come paradigma di sviluppo urbano sostenibile, l’iniziativa di Manhattan offre prove empiriche di come un pricing mirato degli spazi urbani possa contribuire a ridurre esternalità negative e finanziare infrastrutture collettive. Il successo – pur imperfetto e con margini di miglioramento su aspetti distributivi – suggerisce che politiche analoghe possano essere calibrate anche in contesti europei ad alta densità, integrando pedaggi di congestione con robusti sistemi di trasporto collettivo.

Insomma, a un anno dall’entrata in vigore, la congestion charge di Manhattan emerge come uno dei casi più solidi di politiche urbane orientate alla sostenibilità e all’efficienza dei sistemi di mobilità. I benefici documentati – dalla riduzione del traffico e dell’inquinamento alla generazione di risorse per la mobilità collettiva – mostrano i potenziali vantaggi di strumenti di governance economica degli spazi pubblici.

Rimangono sfide da affrontare, soprattutto in termini di equità e di mitigazione degli impatti su fasce vulnerabili della popolazione, ma l’esperienza di New York fornisce elementi concreti e misurabili utili non solo per la città stessa, ma per qualsiasi metropoli contemporanea che voglia conciliare qualità dell’ambiente urbano e dinamismo economico.