Ecco quindi il nudge!
E uno dei motivi per cui funziona risiede nel fatto che non è mai obbligato. Le spinte gentili non sono norme, quindi non si basano sull’uso di regole e sanzioni e non coincidono neppure con gli incentivi economici. Costituiscono di fatto delle opzioni aggiuntive che ci vengono offerte per disegnare nuovi comportamenti, che in sostanza sono l’unica cosa che conta.
Nelle politiche pubbliche, e in particolare nelle città che oggi chiedono sempre più di cambiare pelle, i nudge possono trovare spazi utili.
Le città in natura non esistono: le ha inventate l’uomo. Ed è quindi un compito dell’uomo oggi, dopo averne riconosciuto difetti, lacune e debolezze, ripensarne alcuni frammenti, funzioni, renderle compatibili con la domanda di cambiamento.
Per compiersi serve offerta politica e privata di indirizzi, strumenti, infrastrutture e mezzi e la risposta dei cittadini.
In questo frame, le spinte gentili possono per esempio aiutare la lotta allo spreco di cibo nei ristoranti e nelle mense private e pubbliche, possono rendere più efficace la raccolta differenziata, aiutarci a governare con meno impatti ambientali i flussi turistici, ridurre i consumi energetici in uffici, fabbriche e abitazioni, favorire una mobilità meno impattante e affidata all’uso predominante di mezzi privati, migliorare la sicurezza stradale e ridurre gli incidenti.
Possono di fatto contribuire alla crescita di una nuova economia (anche circolare) della sostenibilità che appare oramai come una stella polare verso la quale indirizzarci.
È inoltre dimostrato che il loro impiego sia efficace e meno costoso dei benefici che produce, ha cioè un alto impatto per ogni euro speso. L’importante è sapere che non sostituisce, ma affianca, le politiche tradizionali. Il nudge non si compie al posto delle norme, dei controlli e sanzioni o degli incentivi. I suggerimenti irresistibili a cui dà forma sono aggiuntivi.
Ho iniziato a studiare tutto ciò da pochi anni, scoprendo quanto le mie attività del passato, tese da sempre a rendere la sostenibilità democratica e POP, siano aderenti alla nudge theory. Studiare il nudge è stato utile a sistematizzare le intuizioni che mi avevano guidato finora. Ho dedicato ad essa un Tedx nel 2020 scoprendo pian piano quanto questo strumento sia da scoprire e interpretare specie nelle politiche per la sostenibilità.
Ed è con questa consapevolezza che oggi parlo, scrivo e offro formazione e progettazione di spinte gentili. Vengo da studi che mi hanno aiutato ad esprimere il pensiero creativo e renderlo funzionale agli obiettivi, e ritengo che per progettare nudge bisogna abbandonare i tecnicismi e navigare orizzontalmente mettendo a sistema saperi diversi.