Arrivano le linee guida rivolte ai Provveditorati per garantire il rispetto di principi e criteri di sostenibilità lungo tutto il processo di realizzazione degli investimenti pubblici a partire dal 1° gennaio 2023. Lo prevede un decreto firmato dal Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini.
In base al decreto, in tutte le fasi di programmazione, progettazione ed esecuzione delle opere pubbliche, i provveditorati dovranno perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e utilizzare le buone pratiche per la sostenibilità delle infrastrutture definite a livello internazionale ed europeo, vigilando sul loro rispetto da parte degli operatori economici che svolgono i lavori. “Si prevedono standard più elevati per la programmazione, la progettazione e l'esecuzione degli interventi, tenendo conto degli Obiettivi dell'Agenda 2030 dell'ONU, del Green Deal europeo e dei criteri del Next Generation EU. Tra le principali novità segnalo, in particolare, l'introduzione di un sistema premiale per le aziende che adottano modelli innovativi e di alta qualità costruttiva per garantire la sostenibilità economica, sociale e ambientale degli interventi”, sottolinea Giovannini.
Per quanto riguarda la fase di programmazione, i provveditorati orienteranno le proprie iniziative e attività nel rispetto del principio Do no significant harm (DNSH) sia per gli interventi del PNRR che del piano nazionale complementare (Pnc), adottando la modalità che più di altre evitino danni ambientali. Il principio Do No Significant Harm (DNSH) prevede che gli interventi non arrechino nessun danno significativo all’ambiente: questo principio è fondamentale per accedere ai finanziamenti del RRF. Inoltre, i piani devono includere interventi che concorrono per il 37% delle risorse alla transizione ecologica.
Dalle sanzioni ai requisiti più severi, i provveditorati potrebbero sospendere i pagamenti agli appaltatori in caso di mancato rispetto del DNSH. Inoltre, potranno introdurre requisiti più stringenti per rafforzare la tutela ambientale. Quanto ai bandi di gara, andranno inseriti clausole e criteri di sostenibilità e clausole premiali in favore degli operatori economici che adottino standard elevati di innovazione e di qualità costruttiva; siano in possesso di certificazione professionale ulteriore rispetto a quelle di gestione ambientale conformi al sistema Emas; attuino politiche per le pari opportunità, generazionali e di genere e per promuovere l'inclusione lavorativa delle persone disabili; garantiscano il rispetto del principio di azzeramento del consumo di suolo. Sempre nella fase di progettazione, i Provveditorati dovranno perseguire l'obiettivo di rendere a energia quasi zero gli edifici. Di fondamentale importanza è l'adozione da parte dei provveditorati del Protocollo di sostenibilità, da utilizzare come strumento per la progettazione e per la valutazione ex post.
Il Protocollo prende in considerazione una pluralità di parametri tra cui: l'efficienza energetica e idrica e la salubrità ambientale interna, l'impatto generato dalle attività di costruzione sull'ambiente naturale, i processi di economia circolare, compresi il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali, un adeguato smaltimento e l'avvio al riuso dei materiali, la connessione con le infrastrutture di mobilità collettiva e leggera. Nella fase di esecuzione delle opere, i provveditorati dovranno impegnarsi ad adottare un sistema di verifica del rispetto delle clausole di sostenibilità previste nella progettazione effettuando un attento monitoraggio mediante piattaforme digitali dedicate e aggiornando per ciascun intervento le checklist di verifica e controllo indicate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per il rispetto del principio DNSH.