Orange Fiber e la filiera circolare dello scarto degli agrumi

di Elena Debidda

28/08/2026

Orange Fiber e la filiera circolare dello scarto degli agrumi
L’azienda Orange Fiber nasce dalla necessità di rispondere a un problema concreto. In Italia, e in particolare in Sicilia, i dati sullo spreco degli scarti degli agrumi hanno un impatto molto alto sull’intera filiera alimentare. Il pastazzo, che è ciò che rimane dopo la produzione del succo di agrumi, rappresenta il 60% dell’intero frutto, e ha un alto tasso di spreco.

Il problema della filiera non risiede solo nello spreco, ma anche nei costi di smaltimento. Può esserci d’aiuto per comprendere la vastità del fenomeno mettere in luce qualche dato: nella sola Sicilia si producono ogni anno oltre 340 mila tonnellate di pastazzo, che costano alla filiera oltre 10 milioni di euro l’anno per lo smaltimento, il dato diviene di 700.000 tonnellate se si prende in esame tutto il territorio italiano. I principali settori in cui veniva impiegato il pastazzo erano quelli tradizionali dell’ambito zootecnico, quello agronomico, quello alimentare e quello energetico.

È così che, nel 2013, le due fondatrici di Orange Fiber hanno l'intuizione di applicare questo materiale in un settore, quello tessile, spesso nel mirino delle inchieste ambientali per l'utilizzo di fibre sintetiche e non attente alla salute del pianeta.

Il metodo di recupero brevettato ha dunque una doppia funzione: da una parte il recupero dei costi di smaltimento e di spreco di un prodotto che può essere ancora utilizzato all'interno dei cicli della filiera; dall'altra la volontà di ottenere tessuti da fibre naturali e non sintetiche, quindi rispettose dell'ambiente e della salute di chi le indossa. Infatti, nell'industria della moda si fa largo uso di fibre come elastane, poliestere e poliammide, tutte derivate dal petrolio, mentre il cotone, pur essendo una fibra naturale, richiede processi produttivi energivori e un consumo intensivo di risorse idriche.

In questo contesto la soluzione apportata da Orange Fiber sembra rispondere a entrambe le esigenze, diminuire lo spreco di risorse che sono già in parte impiegate, ottimizzandone l’utilizzo, e usarle per realizzare capi che siano di fattezza più sostenibile e amica dell’ambiente.

La nascita di Orange Fiber tra studio di fattibilità e brevetto

La storia di Orange Fiber nasce nel 2013, in Sicilia, la terra degli agrumi per eccellenza e in particolare a Catania. Qui, Adriana Santanocito ed Enrica Arena, cogliendo un’opportunità laddove altri vedevano soltanto un problema, mettono a punto un processo innovativo per creare un tessuto sostenibile a partire dai sottoprodotti degli agrumi.

Il brevetto che hanno sviluppato le due fondatrici è stato possibile dallo studio di fattibilità condotto in collaborazione con il Politecnico di Milano, depositato in Italia ed esteso a livello internazionale tramite la procedura internazionale di tutela brevettuale PCT nel 2014.

Nel 2015 viene inaugurato in Sicilia il primo impianto pilota per l'estrazione della cellulosa dagli agrumi, e si completa la prima produzione di tessuto. È l'inizio del successo di questa azienda all'avanguardia, capace di trasformare uno spreco in risorsa.

Dalla produzione all’entrata nel mondo del lusso e del fast fashion

Sono gli anni tra il 2017 e il 2019 a rappresentare una svolta per la piccola realtà siciliana. La prima a interessarsi a questa novità del panorama tessile italiano è la casa di moda fiorentina Salvatore Ferragamo, che firma con l'azienda un contratto per la fornitura di oltre 10.000 metri di tessuto, grazie al quale realizza la Ferragamo Orange Fiber Collection.

La Capsule Collection, molto innovativa sia sul piano concettuale che per texture e resa, nasce dalla collaborazione con l'architetto e designer Mario Trimarchi, che con le sue originali stampe rende omaggio alla creatività mediterranea attraverso tagli e linee essenziali e pulite. Non tarda ad arrivare anche l'interesse del colosso svedese H&M, che impiega i tessuti sostenibili di Orange Fiber per la creazione di un capo della H&M Conscious Exclusive Collection, un sofisticato top in stile boho, richiamo alla bellezza della natura.

La collaborazione con il gruppo del fast fashion raggiunge il suo apice in occasione del Global Change Award, evento in cui gli abiti realizzati in tessuto a base di cellulosa d'arancia sono protagonisti della serata e lo è in particolare l'abito indossato dall'attrice, modella e influencer Chiling Lin. Nello stesso anno, lo storico brand di sartoria napoletana E. Marinella crea una collezione di cravatte, pochette da taschino e foulard realizzati con i sottoprodotti dell'arancia. Un incontro fortuito tra innovazione e tradizione, tributo all'artigianalità che ha reso celebre il made in Italy nel mondo.

Questi esempi di partnership rappresentano solo alcune delle prime collaborazioni di un brand dall'alto potenziale tecnologico che, unito a una consapevolezza sempre più diffusa da parte del consumatore, ci regalerà sicuramente nuove sorprese.

Il respiro internazionale e il consolidamento della filiera

In tempi più recenti, nel 2021 Orange Fiber compie un nuovo passo nella sua storia, a conferma della continua attenzione all'innovazione e alla ricerca. L'azienda dà vita a una partnership con il gruppo Lenzing, leader mondiale nella produzione di fibre tessili speciali a base di legno.

Questo contatto permette al prodotto di evolversi tecnicamente, dando vita a un ibrido tra cellulosa d'arancia e cellulosa di legno, a marchio registrato TENCEL™ Limited Edition x Orange Fiber. Il processo produttivo utilizzato per la produzione è lo stesso a ciclo chiuso utilizzato per le fibre TENCEL™ Lyocell.

In breve il modello operativo con cui avviene la produzione è il seguente: a partire dalla materia prima di scarto c’è la prima trasformazione dai sottoprodotti agrumicoli, il pastazzo, alla fase di estrazione della cellulosa. Da questo materiale viene poi creata la fibra che è pronta per le successive fasi di filatura e tessitura. La trasformazione della fibra TENCEL™ in filato avviene negli stabilimenti del loro partner Pozzi Electa, leader nella produzione di filati speciali interamente Made in Italy. Dai processi di filatura e torsione è ottenuto il pregiatissimo filato Orange Fiber, disponibile in diversi titoli, pronto per diventare tessuto.

Dal 2022 Orange Fiber assume una rilevanza internazionale e passa ufficialmente dall’essere una una realtà virtuosa ma isolata, a far parte di una filiera ben consolidata, insieme a partner di rilievo come Pozzi Electa, Taborelli e Tessuti di Sondrio.