L’azienda Orange Fiber nasce dalla necessità di rispondere a un problema concreto. In Italia, e in particolare in Sicilia, i dati sullo spreco degli scarti degli agrumi hanno un impatto molto alto sull’intera filiera alimentare. Il pastazzo, che è ciò che rimane dopo la produzione del succo di agrumi, rappresenta il 60% dell’intero frutto, e ha un alto tasso di spreco.
Il problema della filiera non risiede solo nello spreco, ma anche nei costi di smaltimento. Può esserci d’aiuto per comprendere la vastità del fenomeno mettere in luce qualche dato: nella sola Sicilia si producono ogni anno oltre 340 mila tonnellate di pastazzo, che costano alla filiera oltre 10 milioni di euro l’anno per lo smaltimento, il dato diviene di 700.000 tonnellate se si prende in esame tutto il territorio italiano. I principali settori in cui veniva impiegato il pastazzo erano quelli tradizionali dell’ambito zootecnico, quello agronomico, quello alimentare e quello energetico.
È così che, nel 2013, le due fondatrici di Orange Fiber hanno l'intuizione di applicare questo materiale in un settore, quello tessile, spesso nel mirino delle inchieste ambientali per l'utilizzo di fibre sintetiche e non attente alla salute del pianeta.
Il metodo di recupero brevettato ha dunque una doppia funzione: da una parte il recupero dei costi di smaltimento e di spreco di un prodotto che può essere ancora utilizzato all'interno dei cicli della filiera; dall'altra la volontà di ottenere tessuti da fibre naturali e non sintetiche, quindi rispettose dell'ambiente e della salute di chi le indossa. Infatti, nell'industria della moda si fa largo uso di fibre come elastane, poliestere e poliammide, tutte derivate dal petrolio, mentre il cotone, pur essendo una fibra naturale, richiede processi produttivi energivori e un consumo intensivo di risorse idriche.
In questo contesto la soluzione apportata da Orange Fiber sembra rispondere a entrambe le esigenze, diminuire lo spreco di risorse che sono già in parte impiegate, ottimizzandone l’utilizzo, e usarle per realizzare capi che siano di fattezza più sostenibile e amica dell’ambiente.