Osservatorio Internazionale Maceri: in Italia crescono i consumi interni e cala l'export

12/01/2026

Osservatorio Internazionale Maceri: in Italia crescono i consumi interni e cala l'export
L'Italia riorganizza i flussi di impiego del macero: nel primo semestre 2025, meno volumi verso l'estero e più materia prima riciclata destinata alla produzione nazionale, con una raccolta differenziata comunale che garantisce oltre metà delle fibre utilizzate dall'industria cartaria.

È quanto emerge dalla terza edizione dell'Osservatorio Internazionale Maceri, realizzato da Nomisma per Comieco, che fotografa l'andamento del comparto.

Dopo la forte crescita del 2024, nel primo semestre 2025 la produzione di carta e cartone in Europa cala dell'1,4%, mentre tiene il segmento della carta e cartone per imballaggi (+0,9%). Nei primi sei mesi dell'anno, la raccolta europea di macero cresce del 2%, mentre l'utilizzo segna un calo della stessa intensità. 

L'Italia si conferma secondo Paese europeo sia per raccolta (13,5%) sia per utilizzo (11,3%), dopo la Germania. Sul fronte interno, il comparto imballaggi continua a trainare la domanda e rispecchia l'andamento europeo: nel primo semestre 2025 la produzione di carta e cartone per imballaggi cresce del 2,4%, in controtendenza rispetto alla flessione complessiva (-2%).

Sul fronte export di macero, quello europeo è stabile (-0,4% sull'anno) mentre è in riduzione di volumi del 13% in Italia, nel primo semestre 2025 sullo stesso periodo del 2024. La quota sul totale europeo scende dal 35% al 31%. 

Nel terzo trimestre 2025 si assiste a un'inversione di tendenza: a settembre la produzione di carta e cartone per imballaggio in Italia torna sui livelli del 2024 e l'export mostra segnali di recupero sia in Europa (da +0,2% a +8,5% ad agosto) sia in Italia (dal -13% di giugno al -8% ad agosto).

Nel primo semestre del 2025, così come nei tre anni precedenti, la principale destinazione dei maceri esportati dal nostro Paese è rimasta l’India (27,39%), seguita da Indonesia (13,13%), Austria (9,43%), Turchia (8,43%) e Vietnam (5,13%). I quattro Paesi hanno assorbito il 71,3% delle esportazioni europee. Il massimo storico, in un contesto di “forte concentrazione dei flussi europei verso pochi sbocchi” che aumenta “l’esposizione della filiera alle dinamiche dei mercati asiatici e ai costi di trasporto”.