Per un Salento Circolare. Il futuro sostenibile delle imprese artigiane protagoniste dell'industria culturale.

di Redazione

16/02/2024


Essere cultura significa definire competenze, design, coesione, impresa, filiera, coprogettazione, capacity building, economia del Made in Italy. Soprattutto, significa integrare i nostri fattori produttivi (e competitivi) con gli obiettivi definiti dalle tre dimensioni della sostenibilità: sociale, e economica e ambientale. Perché l'industria culturale e creativa è il paradigma produttivo che porta in emersione il valore della cultura e della bellezza in Italia.

Ma cosa significa, invece, essere sostenibili quando parliamo di settori produttivi culturali? Come possiamo definire gli obiettivi di riduzione dell'impatto ambientale, dei consumi e degli sprechi, oltre che di circolarità delle imprese e di tutta la filiera in ambito culturale?

Per le aziende, valorizzare al massimo gli obiettivi di sostenibilità, legati agli SDGs dell'Agenda ONU 2030 e ai criteri ESG, rappresenta un fattore competitivo decisivo e non più rinviabile in un contesto di transizione e di trasformazione. Un contesto che vede il nostro Paese e le sue imprese protagonisti attivi in Europa contro la crisi climatica e a favore della sostenibilità e dello sviluppo della Circular Economy. Anche attraverso l'utilizzo di strumenti strategici decisivi come il PNRR e il Green Deal Europeo, la Direttiva UE sui Green Claims e le nuove regole di rendicontazione della sostenibilità.


Cultura, un settore guida per la ripresa sociale ed economica

Il rapporto "Io Sono Cultura" di Fondazione Symbola, giunto alla sua tredicesima edizione, misura lo stato di salute e il valore dell'intero comparto culturale: "Oggi, a quattro anni dallo scoppio della pandemia e in piena fase di ricostruzione e ripartenza, le industrie culturali e creative sono tra i settori più strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana. Non solo perché i numeri dell'ultimo decennio dimostrano che parliamo di una fonte significativa di posti di lavoro e ricchezza. Ma anche perché sono un motore di innovazione per l'intera economia e agiscono come un attivatore della crescita di altri settori, dal turismo alla manifattura creative-driven".

Il sistema produttivo culturale e creativo definisce e codifica, infatti, tutte quelle attività economiche che producono beni e servizi culturali (core), ma anche tutte quelle attività che non producono beni o servizi strettamente culturali, ma che utilizzano la cultura come input per accrescere il valore simbolico dei prodotti, quindi la loro competitività. Nel suo complesso la cultura rappresenta una filiera, in cui operano soggetti privati, pubblici e del terzo settore, che nel 2022 ha generato complessivamente un valore aggiunto pari a 95,5 miliardi di euro, in aumento del +6,8% rispetto all'anno precedente. Torna a crescere anche l'occupazione, tanto da recuperare gli oltre 43 mila posti di lavoro che si erano persi nell'anno precedente: sono 1.490.738 i lavoratori dell'intera filiera, con una variazione del +3,0% rispetto al 2021.

Un comparto, quello culturale, dove operano 275.318 imprese (+1,8% nel 2022 rispetto all'anno precedente) e 37.668 organizzazioni non-profit che si occupano di cultura e creatività (il 10,4% del totale delle organizzazioni attive nel settore non-profit) e che impiegano più di 21mila tra dipendenti, interinali ed esterni (il 2,3% del totale delle risorse umane retribuite operanti nell'intero universo del non-profit).

Ma la cultura per l'Italia è anche un formidabile attivatore di economia. Complessivamente, per ogni euro di valore aggiunto prodotto dalle attività culturali e creative se ne attivano altri 1,8 in settori economici diversi, come quello turistico, dei trasporti e del Made in Italy, per un valore pari a 176,4 miliardi di euro. Cultura e creatività, direttamente e indirettamente, generano valore aggiunto per circa 271,9 miliardi di euro (il 15,9% dell'economia nazionale).


Le imprese culturali per la sostenibilità "Per un Salento Circolare"

Le istituzioni e le imprese culturali, per tornare alla domanda di partenza, possono agire. Sia trasformandosi in piattaforme di comunicazione ambientale con l'obiettivo di informare e sensibilizzare il pubblico. Sia adottando misure concrete per ridurre l'impatto ambientale e diventare veicolo di trasformazione in termini di efficienza e di innovazione.

In questo senso, Confartigianato Lecce associa oltre 2.700 PMI. Di queste, oltre 200 fanno parte della filiera dell'industria culturale e creativa. Fra le iniziative realizzate proprio per avviare una transizione ecologica concreta in questo ambito, è stato costituito il brand "Salento Circolare" per la formazione degli imprenditori su riciclo e riuso (anche in collaborazione con Italia Circolare), in attuazione dei principi della Carta per l'Economia Circolare. Di "Salento Circolare" fa parte anche il Dipartimento di Scienze Umane e sociali dell'Università del Salento che sta coordinando con il CETMA una ricerca sul Sustainability management nelle PMI salentine. Il CETMA è un Consorzio in cui l'ENEA detiene la maggioranza delle quote, partecipato anche da Università del Salento. È tra i maggiori centri di ricerca privati in Italia, un ente senza scopo di lucro specializzato sui temi del riciclo, riuso degli scarti, dell'efficientamento energetico e della circolarità.

Questi soggetti insieme hanno partecipato all'Avviso Pubblico finanziato dall'Unione europea – NextGenerationEU per la presentazione di proposte progettuali dedicate agli operatori della cultura nell'ambito del PNRR. Con particolare riferimento, tra gli altri ambiti, a digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo e al "Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde". Oltre che per "Promuovere la riduzione dell'impronta ecologica degli eventi culturali favorendo l'inclusione di criteri sociali e ambientali nelle politiche degli appalti pubblici, orientando così la filiera verso l'ecoinnovazione di prodotti e servizi".

Il progetto "Per un Salento Circolare" prevede l'organizzazione di focus incentrati sul rafforzamento della consapevolezza degli operatori rispetto alle sfide della transizione ecologica, con attività di diffusione di modelli virtuosi, di promozione e di creazione di reti e comunità di pratiche sostenibili. Obiettivo è la definizione e messa in opera di un modello virtuoso, di un cantiere di comunità per la transizione ecologica dove far dialogare scienza, arte, imprese e governance pubblica.

Nei sei mesi di attività previsti dal bando saranno coinvolti sindaci e altri stakeholder istituzionali e si costituirà una Casa dell'Economia Circolare e della Sostenibilità come luogo fisico che ospiterà esperienze, convegni, iniziative dedicate, modelli di governance locale. Le parole chiave al centro del progetto sono "responsabilità di comunità", "cambio di paradigma conservando l'identità", "approccio olistico", "terapia del prendersi cura dello spazio che significa prendersi cura di noi", "valorizzazione del potere della creatività", "sobrietà (less is more)", "design for all".

L'azione si articolerà in due fasi: una prima di BarCamp (due mesi) orientata alla conoscenza del campo d'azione e alla ricognizione dei bisogni delle imprese. E una seconda di Sustainability Shop (quattro mesi) dedicata all'empowerment diretto degli attori. In conclusione verranno redatti programmi di intervento come base per lo sviluppo di azioni operative nell'ambito della seconda linea di azione sulla capacitazione.
 


I BarCamp itineranti "Per un Salento Circolare"

I BarCamp sono tavoli di co-progettazione per la conversione ecologica degli eventi e delle imprese. All'interno di "Salento Circolare" sono dedicati a "Benessere e Sport" (il 19 febbraio presso l'Ex Convitto Palmieri di Lecce), al "Food" ( il 28 febbraio a Palazzo Marchesale Castriota a Melpignano), a "Riti e Tradizioni" ( il 6 marzo a Casa Comi, Lucugnano), a "Design e Artigianato" (il 13 marzo all'Innovation Hub presso Fratelli Coli Technologies a Cutrofiano), a "Arte Cinema e Teatro" (il 20 marzo a Palazzo Baronale de Gualtieris a Castrignano dei Greci), alla "Musica" (il 27 marzo al Laboratorio urbano To Kalo Fai di Zollino) .

Si tratta di incontri informali con le aziende destinatarie del progetto e partecipanti a vario titolo a rassegne, festival, mostre, fiere di settore, esposizioni temporanee in ambito artistico o artigianale, degustazioni di arte pasticcera. Le buone pratiche discusse riguarderanno eventi e processi produttivi in cui sono state adottate misure efficaci volte a incrementare l'utilizzo di energia rinnovabile, a ridurre i rifiuti generati dalle attività, a sostituire materiali in plastica con altri biodegradabili, riutilizzabili o compostabili (es. stoviglie, bicchieri ecc.). Oltre che a incoraggiare i partecipanti nell'uso di mezzi di trasporto sostenibili per raggiungere l'evento, prediligere prodotti alimentari delle imprese locali e provenienti da pratiche agricole biologiche, usare in modo efficiente la risorsa idrica, monitorare le emissioni di gas serra prodotte.


I Sustainability Shop

Questi incontri, previsti nella seconda parte del progetto, sono sviluppati per generare l'incontro tra le competenze specialistiche degli esperti e le domande che su queste tematiche emergono "dal basso", ovvero dagli operatori e dalle persone sul territorio. Sull'esito di questi incontri verranno redatti programmi preliminari di intervento o di progetto che potranno diventano una base per lo sviluppo di progettualità e azioni operative nel quadro della seconda linea di azione (la capacitazione).

Tutte le attività verranno seguito da Italia Circolare, partner di contenuto e comunicazione del progetto. Una gran bella storia da raccontare.
 

Tag:  Confartigianatoeconomia circolareindustria culturale e creativaPMIPugliaSalentoSalento Circolaretransizione ecologica

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