Un turismo diverso anche in questi periodi
E se questo è il lavoro che aspetta le destinazioni, come possono regolarsi i turisti fin d'ora? Ci sono per loro, in questi periodi e in luoghi tipici del Natale, alternative più sostenibili? Sicuramente occorre supportare per individuare destinazioni meno frequentate: optare per località meno affollate che praticano un turismo sostenibile e promuovono la tutela ambientale come Policies, e quindi marchio caratterizzante. Ma non solo, per quanto riguarda le attività outdoor da praticare in montagna, invece di sciare, si possono scegliere: escursioni, ciaspolate o pratiche come il snowshoeing, che hanno un impatto minore sull'ambiente.
Molte valli delle montagne italiane hanno potuto mantenere una certa vivibilità grazie allo sviluppo dello sci alpino, non esiste quindi una politica ambientale contro gli impiantisti, ma ormai da tempo si assiste a un continuo aumento, anche in aree naturalistiche e paesaggistiche più delicate, di strutture e impianti. Questo è un aspetto da prendere in esame subito, per poter ripianificare, nelle destinazioni. Un habitat così modificato, anche qualora restituito, avrà perso le caratteristiche che lo rendevano un ecosistema. e non potrà ritornare, in tempi ritenuti accettabili da una generazione, ad esserlo.
Le mete innevate ecofriendly esistono?
Si chiamano Valli perdute, ma in un senso buono, perdute dalle rotte principali, che hanno il pregio di aver saputo mantenere intatto il loro aspetto: boschi, prati, torrenti, laghi, masi e poco hanno concesso alle modifiche e ai cambiamenti d'uso del territorio. Val Giovo, Val d'Ultimo, le Valli Bresciane, e poi, anche se più note ai turisti: Val Aurina, Val di Funes, e Val di Fiemme, o anche Pila (in Val d'Aosta). Per citarne alcune, poche rispetto al potenziale che abbiamo, che meno hanno modificato, che non sono interessate dai grandi flussi. Mete che, in aggiunta magari: offrono alternative allo sci, promuovono escursioni invernali, altri sport, che lavorano per la mobilità elettrica, usano fonti rinnovabili nei rifugi e nelle strutture ricettive, conducono progetti di riforestazione per preservare l'ecosistema locale.
Bormio, è un'altra località che seppur con numeri importanti, ha adottato un approccio alla sostenibilità che include la valorizzazione delle risorse idriche e geotermiche, fondamentali per il benessere e il turismo termale. E che, oltre allo sci, ha creato numerose opportunità di trekking e percorsi di passeggiate nel suo Parco nazionale.
La buona notizia quindi è che esistono ancora “oasi” un po' più segrete dove godere della natura, della buona cucina, dello sport, della lentezza, e dove poter anche stare in (quasi) solitudine.
E le grandi città?
Le città italiane, come Roma, Milano e Firenze, illuminate da mercatini di Natale e eventi festivi, costituiscono mete preferite da tanti italiani sotto le feste, e proprio per questo non nascondono problematiche di sostenibilità. Affollamento e inquinamento, surplus della produzione di rifiuti, consumi energetici alle stelle, tra le illuminazioni festive e i riscaldamenti.
Se da un lato anche le città italiane più grandi "si attrezzano" per fare la loro parte, offrendo eventi e mettendo in piedi attività e iniziative di sensibilizzazione all’ambiente, il viaggio più sostenibile - in questi periodi - è sicuramente un viaggio da turista slow e fuori da queste rotte.
È chiaro che, se il periodo non si può cambiare, ci sono alternative sostenibili, mete diverse che possono essere altrettanto suggestive e ricche di storia e cultura.
Mentre ci prepariamo a programmare i viaggi di Natale, diventa fondamentale riflettere sulle scelte di viaggio; con un po’ di pianificazione, ogni turista ha il potenziale di trasformare il Natale in viaggio in un percorso meno impattante e sicuramente più unico.