Plastiche circolari, nella UE entro il 2065 copriranno il 65% della domanda

di Redazione

02/09/2024

Plastiche circolari, nella UE entro il 2065 copriranno il 65% della domanda

L'Europa sta affrontando una sfida cruciale nella sua transizione verso un'economia circolare per la plastica, con l'obiettivo di coprire il 25% della domanda di plastica con materiali riciclati entro il 2030 e di raggiungere il 65% entro il 2050. Questa trasformazione non solo mira a ridurre del 28% le emissioni di gas serra entro i prossimi sei anni, ma anche a raggiungere la neutralità carbonica entro la metà del secolo.

L'analisi più recente di Boston Consulting Group (BCG) evidenzia i progressi fatti dall'Europa, che ha visto le plastiche riciclate raggiungere il 13,5% del contenuto nei nuovi prodotti, segnando un aumento del 37% negli ultimi quattro anni. Tuttavia, nonostante questi risultati promettenti, il settore del riciclo della plastica in Europa sta attraversando un periodo di turbolenze. Nel 2023, il mercato ha subito una notevole destabilizzazione a causa di un drastico calo dei prezzi del materiale riciclato, ridottisi di oltre il 50%. Questo calo è stato in gran parte determinato dall'afflusso di plastica riciclata a basso costo proveniente da paesi extra-Ue, dove le normative sulla circolarità sono meno rigorose e i costi di produzione più bassi. 

Oltre alle difficoltà di mercato, esistono altre sfide significative. L'incenerimento continua a essere il metodo prevalente per il trattamento dei rifiuti plastici post-consumo, rappresentando il 50% del totale, con un aumento del 15% negli ultimi quattro anni. Solo il 27% della plastica viene effettivamente riciclata, mentre il 24% finisce in discarica. Inoltre, metà della plastica raccolta per il riciclaggio viene esportata fuori dall'Unione Europea, privando l'economia europea dell'opportunità di trasformare questi rifiuti in nuove risorse.
Dal punto di vista normativo, l'Europa ha adottato misure importanti, come il nuovo regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (Packaging and Packaging Waste Regulation - PPWR), che impone requisiti più rigorosi sull'origine delle materie prime utilizzate per raggiungere gli obiettivi di contenuto riciclato. L'European Recycling Industries Confederation (EuRIC) sostiene che questi obiettivi dovrebbero essere raggiunti utilizzando rifiuti raccolti esclusivamente nell'UE, per garantire una concorrenza equa e limitare l'afflusso di materiali importati che potrebbero compromettere la stabilità del mercato europeo.

Un ulteriore impulso alla transizione circolare dell'Europa potrebbe venire dagli incentivi di mercato e fiscali. Sussidi ai produttori e riduzioni dell'IVA per i prodotti riciclati sono strumenti chiave che potrebbero non solo garantire il rispetto delle normative ambientali, ma anche favorire una crescita sostenibile e trasparente dell'industria europea del riciclo. Queste misure sono essenziali per mantenere la competitività dell'Europa nel mercato globale, in un contesto in cui la quota europea della produzione globale di plastica è scesa dal 22% nel 2006 al 14% nel 2022, mentre regioni come Cina, Nord America e Medio Oriente & Africa hanno visto aumentare la loro presenza nel settore.

Infine, la direttiva europea sulla plastica monouso (SUP) del 2019,  recepita dall'Italia con il Dlgs. 196/2021, rappresenta un altro tassello fondamentale nel quadro normativo, spingendo per un contenuto riciclato minimo del 25% nelle bottiglie in plastica (Pet) entro il 2025 e del 30% entro il 2030. Tuttavia, come sottolineato da Giulia Scerrato di BCG, la realizzazione di questi obiettivi richiederà decisioni politiche audaci e mirate per sostenere un settore chiave nella transizione verso un'economia più sostenibile e a basse emissioni di carbonio.