Le tesi vincitrici, innovazione e sostenibilità al centro
La giuria, composta da esperti del Gruppo Iren e rappresentanti del mondo accademico, ha selezionato le dieci tesi più innovative, capaci di offrire soluzioni concrete e originali alle sfide ESG. Le tesi vincitrici spaziano su una vasta gamma di temi, dalla gestione sostenibile delle risorse all’economia circolare, passando per il contrasto al cambiamento climatico e l’innovazione finanziaria.
Gli studenti premiati sono stati i seguenti: Chiara Caleandro (Università La Sapienza, Laurea Magistrale) con Fa “CO2” conti. Narrare l’insostenibilità della sostenibilità attraverso l’eco data visualization; Matteo Catenazzo (Università Bocconi, Laurea Magistrale) con Promuovere una crescita sostenibile: l’emissione di sustainability-linked bonds influisce sulle performance ESG delle aziende?; Nausica D'Andrea (Università degli Studi di Ferrara, Laurea triennale) con Paesaggi desertici. Dall'inospitalità alla vita quotidiana: evoluzione del bacino del Simeto; Elena Frassinelli (Università degli Studi di Milano, Laurea Magistrale) con Liti strategiche e contenzioso climatico: un'analisi comparata; Alessio Giampieri (Università Politecnica delle Marche, Laurea Magistrale) con Ecosystem Service approach come strumento gestionale di praterie. Un caso di studio nella dorsale del Monte San Vicino; Alice Mannucci (Università Roma Tre, Laurea Magistrale) con Studio dell’efficienza del biochar per la rimozione di metalli pesanti da soluzioni acquose: valutazione del potenziale assorbente; Daniele Nardone (Università Roma Tre, Laurea Magistrale) con Il governo societario delle banche; Maria Cristina Pinto (Politecnico di Torino, Dottorato di ricerca) con Opportunità e sfide dell’idrogeno verde nel quadro della transizione energetica: analisi delle potenziali cooperazioni transfrontaliere attraverso un approccio multidimensionale; Roberta Poli (Politecnico di Milano, Laurea Magistrale) con Infrastrutture per la salute sostenibili: dall'analisi sistematica dello stato dell'arte alla proposta di strategie meta-progettuali per il Next Generation Hospital; Aurora Portesine (Università degli Studi di Genova, Laurea triennale) con Studio di fattibilità tecno-economica per la produzione di idrogeno verde in differenti scenari africani.
Le ambizioni dei vincitori, essere protagonisti della transizione ecologica
Ambizione, proattività e talento sono ciò che distingue i vincitori di ESG Challenge: “La mia idea è continuare a lavorare sulle sfide e l'opportunità della transizione ecologica con la convinzione che le soluzioni sono efficaci quando sono economicamente e tecnicamente fattibili. Ma anche quando abbracciano le tematiche geopolitiche” spiega Maria Cristina Pinto, che ha vinto con la sua tesi di dottorato al Politecnico di Torino.
“Questo premio ha rappresentato un grande stimolo per il lavoro svolto e il mio obiettivo è continuare a studiare le nuove tecnologie per raggiungere uno sviluppo più eco-sostenibile” le fa eco Aurora Portesine, dall’Università degli Studi di Genova.
Lo sguardo dei giovani talenti sui temi della sostenibilità è trasversale: Matteo Catenazzo, laureato alla Bocconi, ha sottolineato il suo desiderio di approfondire il settore della finanza sostenibile: “Vorrei continuare ad approfondire il mondo della finanza sostenibile e anche lavorarci”. Chiara Caleandro della Sapienza Università di Roma, invece, intende proseguire il suo percorso nella data visualization applicata alla sostenibilità: “Vorrei accrescere la mia conoscenza sulla data visualization specializzandomi sulla sostenibilità”.
Alessio Giampieri, dell’Università Politecnica delle Marche, guarda alla sostenibilità agricola e il suo obiettivo è “contribuire ad implementare sistemi agricoli sempre più sostenibili”. L’importanza della ricerca è quello che invece sottolinea Daniele Nardone dell’Università degli Studi Roma Tre per cui “l’obiettivo dopo questo premio è crescere professionalmente nella ricerca per contribuire al progresso nel segno della sostenibilità”. Un impegno rinnovato anche nelle parole di Nausica D'Andrea, laureata all’Università di Ferrara, che vede la sostenibilità come un elemento centrale del suo futuro professionale: “Mi sento sicura di poter approfondire e concretizzare i temi della sostenibilità nel mio lavoro di architetto, così da renderli disponibili a una comunità più ampia”.
In linea con questa visione, Roberta Poli del Politecnico di Milano ha spiegato di voler integrare la sostenibilità ambientale nella sua carriera da architetta: “Il mio obiettivo è continuare a coltivare la carriera da architetta, dando alla sostenibilità ambientale l’importanza che le spetta”.
Testimonianze che, come sottolineano anche le specificità dei temi affrontati nei progetti vincitori di Alice Mannucci dell’Università Roma Tre e di Elena Frassinelli dell’Università degli studi di Milano, evidenziano l’interesse crescente dei giovani verso le tematiche ESG, ma anche la loro volontà di trasformalo in azioni concrete e carriere professionali orientate al cambiamento.