Premio Impresa Ambiente, l’Italia circolare che prende forma nelle imprese

di Davide Vivaldi

13/04/2026

Premio Impresa Ambiente, l’Italia circolare che prende forma nelle imprese
C’è un’Italia che la transizione ecologica non la racconta, ma la costruisce ogni giorno dentro processi, materiali e tecnologie. È questa l’immagine che restituisce il Premio Impresa Ambiente, promosso da Unioncamere e dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, arrivato alla tredicesima edizione e ormai punto di riferimento per leggere l’evoluzione sostenibile del sistema produttivo.

I vincitori del 2026 compongono un mosaico eterogeneo ma coerente, in cui l’economia circolare si declina in forme diverse, tutte accomunate dalla capacità di trasformare vincoli ambientali in innovazione.

Nel campo dei processi industriali, si distingue la Comerio Ercole, premiata per una tecnologia capace di rigenerare gomma vulcanizzata e pneumatici a fine vita. Il sistema consente di reintrodurre materiali complessi nei cicli produttivi mantenendo alte prestazioni, affrontando uno dei nodi più critici del riciclo industriale.

Accanto a questa esperienza, emerge il lavoro di D-Shape, che applica la stampa 3D alla realizzazione di strutture in calcestruzzo, tra cui barriere coralline artificiali. Un esempio di come le tecnologie additive possano contribuire alla rigenerazione degli ecosistemi marini e aprire nuove prospettive nella progettazione sostenibile. 

Sul fronte dei materiali e dei prodotti, si colloca Alma SpA, impegnata nello sviluppo di soluzioni industriali attente all’efficienza e alla riduzione degli impatti, mentre Calcestruzzi Preconfezionati Srl lavora sull’innovazione nel settore delle costruzioni, con un focus su materiali e processi più sostenibili.

La dimensione dell’innovazione emergente è rappresentata da Altered Materials, realtà che sviluppa nuovi materiali attraverso approcci avanzati e sperimentali, e dalla startup attiva nell’agrochimica che utilizza sistemi di nano-incapsulamento biodegradabile per migliorare l’efficacia dei trattamenti agricoli riducendone l’impatto ambientale.

Non manca poi il contributo della logistica e delle filiere, con All Citrus Trans Italia SpA, che lavora sull’efficienza dei trasporti e sull’ottimizzazione delle catene di approvvigionamento in chiave sostenibile.

A questi si aggiungono i riconoscimenti legati a progetti e competenze individuali, come quello assegnato a Laura Sartore di Ecoprogetti Srl, a testimonianza di quanto la transizione passi anche da figure imprenditoriali capaci di guidare l’innovazione.

Nel loro insieme, questi progetti raccontano un cambiamento che non segue un’unica direzione. C’è chi interviene sui materiali, chi sui processi produttivi, chi sulle infrastrutture e chi sulle tecnologie emergenti. Ma il filo conduttore è chiaro: ridurre l’impatto ambientale mantenendo – o aumentando – il valore economico.

È proprio qui che il Premio Impresa Ambiente diventa qualcosa di più di un riconoscimento. Funziona come una lente attraverso cui osservare l’economia circolare mentre prende forma, dentro le imprese e lungo le filiere produttive. Non più solo gestione del rifiuto, ma ripensamento complessivo del ciclo di vita delle risorse.

Resta aperta la sfida della scala. Perché queste esperienze rappresentano ancora, in molti casi, punte avanzate. Ma indicano con chiarezza la direzione: un modello industriale in cui sostenibilità e competitività non sono più alternative, bensì parti dello stesso processo.

Ed è forse questo il dato più rilevante che emerge dal premio. In Italia, la circolarità non è più soltanto un obiettivo da raggiungere, ma una pratica già in atto. Una trasformazione concreta, che passa dalle imprese e che, sempre più, definisce il futuro dell’industria.