Altroconsumo ha condotto un'inchiesta sul grado di sostenibilità nella quotidianità degli italiani, misurando i dati che riguardano un ampio panorama di settori: dagli acquisti ai comportamenti domestici. Scoprendo che azioni e iniziative pro-ambiente contribuiscono non solo a costruire un futuro più sostenibile per tutti ma anche a evitare parallelamente inutili voci di spesa.
L'indagine fa parte delle iniziative legate al progetto Resss (Rendiamo semplici le scelte più sostenibili), finanziato dal Mise, Legge 388/2000 - anno 2021, finalizzato ad accompagnare i consumatori nella transizione verso un'economia circolare. L'obiettivo è rendere sempre più facile compiere azioni ecologiche e rispettose dell'ambiente, informando anche sulle possibilità offerte da bonus e incentivi messi a disposizione dal Governo.
Molte persone credono che fare scelte green sia un lusso per pochi, ma in realtà così non è: ciascuno può adottare un'ottica sostenibile e di risparmio nel proprio piccolo. Dai risultati emerge che le donne hanno maggior sensibilità ambientale, ma i fattori che influenzano le abitudini green si differenziano in base alla categoria di prodotto. Ad esempio, l'82% degli intervistati valuta il consumo di energia come criterio sostenibile prima di acquistare un importante elettrodomestico. Al contrario, quando si tratta di scegliere un prodotto hi-tech o un capo d'abbigliamento, rispettivamente il 53% e il 64% dei rispondenti è condizionato dalle promozioni del momento, mentre i mobili sono scelti soprattutto per il loro design (63%).
Dall'inchiesta emerge che una persona su due considera il prezzo degli articoli più sostenibili troppo elevato. Il denaro rappresenta certamente una possibile barriera al vivere sostenibile, ma non è detto che debba essere necessariamente così vincolante. In questo contesto, la modalità alternativa all'acquisto più diffusa risulta il prestito, al contrario del noleggio, ancora poco diffuso: solo il 24% degli intervistati afferma di aver noleggiato un articolo almeno una volta al posto di comprarlo. Il 16% ha fatto ricorso, almeno una volta, al noleggio di un veicolo per trasportare un mobile o un grande elettrodomestico. Una percentuale minore (3%), dichiara di aver noleggiato altre categorie di prodotti, quali abiti, accessori, attrezzi e utensili. Più diffuso, invece, l'utilizzo dell'usato: il 70% dei rispondenti afferma di aver venduto o acquistato almeno un prodotto di seconda mano tra quelli delle categorie considerate dall'indagine (grandi elettrodomestici, prodotti hi-tech, abbigliamento, mobili).
Un'altra strategia per risparmiare e allungare la vita di un bene è la riparazione. La maggior parte dei rispondenti risulta informato su questo: il 70% sa che le istruzioni per manutenzione e riparazione devono essere messe a disposizione, il 60% sa di avere diritto di poter acquistare eventuali pezzi di ricambio. Nonostante ciò, quasi la metà del campione dichiara di non essere al corrente dei propri diritti a riguardo. Sulla garanzia di conformità pare esserci ancora confusione, infatti il 46% pensa che garantisca la durata minima di vita dei prodotti oltre a tutelare il consumatore in caso di acquisto di prodotti difettosi o che non rispondono all'uso dichiarato. È necessario quindi un cambio delle abitudini nel quotidiano, anche solo agendo su piccole cose come: smettere di bere l'acqua minerale in bottiglia che, oltre ad offrire un risparmio economico di almeno 150 euro/anno, riduce l'impatto ambientale. Inoltre, possedere un'automobile tutto l'anno conviene solo se davvero la si utilizza spesso. Con azioni e iniziative pro-ambiente, quindi, è possibile costruire un futuro più sostenibile per tutti, evitando parallelamente inutili voci di spesa.