La fragilità dell’ecosistema Moda
I tessuti presenti nei magazzini di Quid rappresentano la soluzione a una criticità del settore moda. La produzione di capi d’abbigliamento richiede un processo creativo lungo e complesso. Le aziende tradizionali progettano con anni di anticipo le collezioni, che sono il frutto di tentativi e continue modifiche e la cui scelta comporta lo scarto dei tessuti non più coinvolti nella produzione. Ad alimentare ulteriormente il fenomeno vi sono anche i ritmi stagionali che il sistema moda impone e la dispersione di materiali che tale scelta implica. In questo modo si formano inevitabilmente ingenti quantità di rimanenze di tessuti, solitamente destinati al macero. È in questo punto debole del sistema che Quid interviene, trasformando un apparente vicolo cieco della filiera in un nuovo spazio dove inserirsi in modo competitivo. Grazie al modello della capsule collection, l’azienda è in grado di creare pezzi in edizione limitata, riuscendo a declinare la produzione a seconda del materiale recuperato. I tessuti vengono raccolti attraverso una rete di aziende che permettono di acquistarli a prezzi molto vantaggiosi oppure attraverso delle donazioni dirette. I partner sono aziende e tessutai attenti alla sostenibilità sociale o ambientale, che riconoscono come valore aggiunto il dare una seconda vita al loro tessuto. Le partnership instaurate da Quid coinvolgono anche aziende dell’eccellenza del Made in Italy del settore moda come Calzedonia, Ferragamo, Elena Mirò o anche aziende di lifestyle come Ikea, L’Oreal e NaturaSì.
L’innovazione sociale
Quid vede la fragilità come un fattore inesplorato capace di offrire rinascite insperate, sia da un punto di visto personale che sistemico. La visione aziendale si concentra su un’idea di fragilità come punto di partenza dell’intero processo produttivo. Anna Fiscale sostiene che: “Dove tutti vedevano anelli deboli, io ho visto fragilità da valorizzare e dove gli altri vedevano economie deboli io ho visto l’opportunità di costruzione”. Come impresa sociale, Quid offre un’occasione lavorativa a persone vulnerabili – 85% sono donne – che hanno affrontato e superato situazioni di difficoltà. Il 70% dei dipendenti è composto da soggetti svantaggiati: ex detenuti, tossicodipendenti, disabili, vittime di violenza. L’impresa assume quindi un ruolo di aiuto nell’inserimento lavorativo, fornendo formazione e garantendo una crescita del profilo professionale. Il riconoscimento e la coltivazione del talento di persone resilienti diviene essenziale nella produzione e nel valore del brand Quid. Anna sottolinea come l’obiettivo centrale non sia “la massimizzazione del profitto, ma la massimizzazione dell’impatto, ovvero la capacità di creare sempre nuove opportunità di lavoro e inclusione”.