La conoscete la favola del colibrì che, mentre la foresta brucia, continua a gettare gocce d'acqua sul fuoco nonostante tutti gli altri animali lo scoraggino mettendo in evidenza l'inutilità del suo agire? Ma lei non si scoraggia: "Io sto facendo del mio meglio!".
Annalisa Corrado è eurodeputata e responsabile del PD per i temi legati alla crisi climatica. Ma per chi la conosce bene è soprattutto una donna con un fortissimo senso strategico della militanza a favore della riduzione delle emissioni di gas serra e alla resilienza dei territori.
È stata responsabile di progetti innovativi presso AzzeroCO2 e delle attività tecniche dell'associazione Kyoto Club, membro del comitato etico di Etica Sgr e dell'inspiration board del Laboratorio di Sostenibilità ed Economia Circolare dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Con Alessandro Gassmann ha dato vita al progetto #GreenHeroes, che ha raccontato la storia di chi ogni giorno lavora per cambiare in meglio il nostro paesaggio.
Dietro le sue prese di posizione c'è un percorso tecnico e scientifico solido, che oggi le vale un ruolo di primo piano nei tavoli europei dove si scrivono le regole della transizione ecologica. Ingegnera meccanica con un dottorato in energetica conseguito alla Sapienza di Roma, Corrado ha iniziato la carriera come consulente per la valutazione del ciclo di vita e dell'impatto ambientale di prodotti e servizi, prima di passare al Ministero dell'Ambiente, nella divisione dedicata alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica.
Questa base tecnica non è rimasta sullo sfondo. Al Parlamento europeo siede nella Commissione ENVI (Ambiente, clima e sicurezza alimentare) e nella Commissione ITRE (Industria, ricerca ed energia), oltre che in Agricoltura e nella Delegazione per le relazioni con la Palestina. È relatrice ombra sulla strategia europea per la resilienza idrica, ed è proprio a lei che testate internazionali come Euractiv si rivolgono quando serve un'analisi di merito sul destino del Green Deal, segno di una competenza che va oltre i confini italiani.
Nell'ultimo anno è tornata più volte a denunciare l'arretramento delle politiche ambientali europee sotto la pressione delle destre. Non lo fa da una posizione ideologica, ma richiamando le conseguenze economiche e industriali di un'eventuale marcia indietro, spiegando che smettere di dipendere da gas, petrolio e carbone è anche una questione economica, strategica e industriale, oltre che ambientale.
"L'Europa è un vero e proprio hotspot del cambiamento climatico", ha dichiarato di recente, riprendendo il concetto al centro di questo ritratto e allargandolo alla dimensione continentale che oggi la sua attività parlamentare presidia da vicino.