“Per anni la sostenibilità nel packaging ha riguardato soprattutto il suo fine vita: riciclabilità, riuso, biodegradabilità. Abbiamo fatto enormi passi in avanti. Oggi mixiamo la materia: meno fibra vergine, più carta riciclata. In percentuale siamo attorno al 70% di carta riciclata e al 30% di carta vergine sul totale delle nostre soluzioni immesse sul mercato”, continua Castellini. E, con un’immagine immediata, sottolinea l’impatto concreto delle scelte: “Se disperdi un imballo, la differenza tra carta e plastica è enorme. Una vaschetta di plastica resta lì per decenni, mentre una in carta biodegrada in pochissimo tempo.”
In Italia intanto la raccolta differenziata di carta e cartone ha superato i 3,8 milioni di tonnellate, ma la sfida rimane nell’aumentarne la circolarità lungo tutta la filiera. Castellini, descrivendo le buone pratiche di circolarità di Smurfit Westrock, racconta un esempio concreto di come l’industria possa guidare il cambiamento. La filiera italiana della carta e del cartone in Smurfit Westrock parte, infatti, dalla raccolta differenziata. Carta e cartone usati vengono selezionati e avviati agli impianti di riciclo, dove il materiale viene pulito e trasformato in pasta di carta riciclata, pronta per essere riutilizzata senza perdere qualità. La pasta, unita a una percentuale calibrata di fibra vergine certificata, viene poi trasformata in nuovi materiali per packaging, come scatole, astucci o cartoni ondulati. Ogni imballaggio è progettato per facilitare il riciclo e la biodegradabilità, così da ridurre l’impatto ambientale e rendere possibile il ritorno del materiale nel ciclo produttivo: “Il nostro obiettivo è chiaro: trasformare ogni imballaggio in una risorsa, così che la carta non finisca mai davvero ma possa tornare a nuova vita, contribuendo a un ciclo virtuoso”.
In fondo l’Economia Circolare è questo: generare l’infinito della materia dal finito delle risorse. Una volta che l’imballaggio ha svolto la sua funzione e viene raccolto nuovamente, e il ciclo di produzione circolare ricomincia: “Ogni pezzo di carta che raccogliamo può diventare una nuova scatola, un nuovo packaging. Questo è il cuore della nostra economia circolare: gli scarti non esistono, tutto diventa risorsa.” In questo modo, Smurfit Westrock realizza un vero modello chiuso e autosufficiente di economia circolare: la materia non si esaurisce, gli scarti diventano risorsa e l’intero processo riduce la dipendenza dalle materie prime vergini, minimizza i rifiuti e contribuisce alla creazione e realizzazione di un packaging sostenibile e a basso impatto ambientale.
“Allineare la durata dell’imballaggio alla vita utile del prodotto è fondamentale. La carta è naturale, biodegradabile e riciclabile fino a sette volte. Questo è un punto di forza che può guidare scelte più sostenibili nel presente e nel futuro”, osserva Castellini, ricordando che il packaging non è un elemento secondario, ma uno strumento di responsabilità e cambiamento capace di aumentare il ranking ESG delle aziende produttrici. Più carta e meno rischio per le imprese. Fare business e rispettare il pianeta non sono obiettivi contrapposti, ma parti di uno stesso percorso. La sostenibilità diventa così un valore concreto, misurabile e replicabile, capace di trasformare un settore tradizionale come quello del packaging in un laboratorio di innovazione circolare.
Gianluca Castellini è un Protagonista della Sostenibilità.