“Il senso autentico del fare l’imprenditore è quello di lasciare delle impronte dopo il tuo passaggio… il problema è che tipo di impronte lasci”. Massimo Vaccari lo conosco bene. Per lui la sostenibilità è prima di tutto una visione, un modo di essere, una transizione lunga, radicale e a tratti difficoltosa verso la consapevolezza che fare le cose per bene fa belle, utili e necessarie le cose che fai. Attualmente è Vice Presidente de La Filippa, l’impianto di smaltimento rifiuti di nuova generazione a Cairo Montenotte in provincia di Savona. Non una discarica qualsiasi, ma un modello di economia circolare applicata, osservato con attenzione in tutta Europa, che ha saputo ribaltare stereotipi e resistenze sociali trasformando l’idea stessa di “discarica” in un portatore di valore e benessere tangibile per il territorio e la sua comunità.
Si dice che la Filippa è un’altra cosa e chi lo dice ha ragione. Se la visiti scopri un territorio che la presenza della discarica ha trasformato in paesaggio, innovazione, risorse, inclusione, bellezza, coesione sociale e simbiosi con la natura. La Filippa non un luogo di “scarico”, ma un laboratorio di idee per la creazione di un futuro realmente sostenibile. “Visione? Credo di aver avviato un mio percorso personale di sostenibilità senza nemmeno saperlo perché ho iniziato a guardare le cose in modo diverso. Volevo aggiungere valore e progettarne il riutilizzo nel futuro”.