Protagonisti della Sostenibilità / Primo Barzoni con il pallet di legno racconta il mondo della ri-crescita circolare

di Paolo Marcesini

02/05/2026

Protagonisti della Sostenibilità / Primo Barzoni con il pallet di legno racconta il mondo della ri-crescita circolare
Ricordo uno scambio di opinioni con lui durante Terra Madre a Torino. Ci sono imprenditori che scoprono la sostenibilità perché tutto sommato conviene, altri che la considerano l’unico modo possibile di fare impresa. Primo Barzoni, classe 1954, nato e cresciuto a Viadana, piccola città sul Po al confine tra Mantova e Cremona, appartiene decisamente alla seconda categoria. Presidente e amministratore delegato di Palm SpA SB, azienda familiare fondata nel 1980 insieme ai fratelli Antonio, Lorenzo e Maurizio, ha costruito in quarantacinque anni un modello capace di valorizzare insieme i capitali umano, economico e ambientale, anticipando di fatto la cultura della sostenibilità e dell’economia circolare.

Il prodotto che Palm realizza ogni giorno è tra i più invisibili e necessari dell'economia globale: il pallet di legno. Eppure, nelle mani di Barzoni, questo oggetto anonimo è diventato il veicolo di una visione precisa. Chi ha avuto l'occasione di ascoltarlo ne riporta quasi sempre la stessa impressione: un imprenditore che parla dell'"amore per la materia" come guida costante delle sue scelte umane e professionali, che racconta di quanto sia importante riconoscere il momento in cui in primavera il legno "va in amore". Un linguaggio narrativo ed emozionale insolito per il mondo dell'industria e della logistica, ma perfettamente coerente con chi ha fatto della relazione profonda con la natura il fondamento del proprio modello di business.

Barzoni racconta così la sua intuizione: «La nostra vision consiste nel promuovere l’eccellenza italiana dei pallet a ridotto impatto ambientale, integrando valori intangibili che incrementano la qualità del prodotto. Nel segno della sostenibilità ed inclusività perseguiamo l’impegno di diventare rigenerativi per creare condizioni più favorevoli alla vita, con lo sguardo rivolto alle future generazioni». Decisivi sono stati alcuni incontri: con l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, con il dipartimento di Design Sistemico del Politecnico di Torino e con Gunter Pauli, l'imprenditore belga teorico dell'economia blu. Da quegli incontri Barzoni ha maturato una convinzione che da allora non ha mai abbandonato: l'ecologia sganciata dall'economia non porta a nulla: “Il legno avrà un futuro meraviglioso. Lo scienziato Stefano Mancuso ci invita a chiamarle piante, non alberi. Perché le piante, come valore ecologico e come materia prima ce le dà la natura, in modo rinnovabile, è biodegradabile, le piante sequestrano CO₂ che rimane stoccata nei manufatti di legno. Il legno è perfettamente riciclabile all’infinito e quindi insostituibile. Certamente va fatta una gestione sostenibile delle risorse. Le certificazioni di buona e corretta gestione forestale PEFC e FSC stanno aiutando a rendere virtuosi i sistemi gestionali del bosco e anche a far conoscere i prodotti del sottobosco, come frutti di bosco, castagne, aghi di pino, funghi”.
Protagonisti della Sostenibilità / Primo Barzoni con il pallet di legno racconta il mondo della ri-crescita circolare
Palm è la prima azienda italiana produttrice di pallet e imballaggi in legno ad aver ottenuto la certificazione PEFC fin dal 2004, quando la gestione forestale sostenibile era ancora territorio di pochi pionieri. Nel 2017 arriva la certificazione B Corp — prima nel settore — e nel 2020 Palm assume la qualifica di Società Benefit, adottando a statuto criteri di beneficio comune per salvaguardare la legalità della filiera legno e la valorizzazione dei collaboratori e della comunità locale. Non è retorica: è la descrizione di un ciclo biologico che Palm ha fatto proprio come principio guida di produzione, dall'approvvigionamento di materia prima — oggi oltre il 90% da foreste certificate PEFC ed FSC — fino all'eco-progettazione di ogni singolo pallet secondo i principi del Life Cycle Thinking e del Design Sistemico, con oltre 200 modelli diversi e 1.500.000 pallet prodotti all'anno. Il 2025 è stato per Palm e per Barzoni un anno di riconoscimenti che segnano la maturità di un percorso lungo decenni. Il 3 ottobre, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, Palm ha ricevuto il titolo di "Ambasciatore dell'Economia Civile" durante il Festival Nazionale dell'Economia Civile: «Questo premio è un invito a continuare su una strada in cui impresa e comunità crescono insieme, verso un'economia che mette le persone al centro». Pochi giorni dopo, Palm si è confermata tra le TOP 100 ESG Excellence e TOP 75 ESG Innovation for Sustainability al Sustainability Award 2025.

Il suo riferimento costante è Adriano Olivetti e la sua fede nelle possibilità di "elevazione e riscatto" dell'essere umano attraverso il lavoro ben fatto. Barzoni traduce questa eredità in azioni concrete: la Onlus Palm Work & Project, nata per dare opportunità lavorative a giovani e adulti con fragilità o disabilità, trasformando gli scarti di lavorazione in prodotti di design e riciclo creativo, è oggi un laboratorio di innovazione sociale integrato nel territorio. Questa visione di comunità si rispecchia nella dimensione organizzativa, dove la Palm Academy non è solo un luogo di formazione interna ma un'occasione per realizzare quella che Barzoni chiama una "comunità educante", aperta al territorio.

È questa, forse, la cifra più vera di un imprenditore che ha scelto come mestiere fare pallet di legno e come missione dimostrare che da un oggetto invisibile si può costruire una visione del mondo. Nel segno della sostenibilità e dell'inclusività, Palm persegue l’impegno di diventare rigenerativa per creare condizioni più favorevoli alla vita, con uno sguardo rivolto alle future generazioni. In un tempo in cui la sostenibilità rischia spesso di restare una dichiarazione, esperienze come quella di Palm riportano il discorso a terra.
Alla materia.
Ai processi.
Alle scelte quotidiane.
E forse anche a una diversa idea di crescita.

«Preferisco parlare di ri-crescita», ci ricorda Barzoni.
Un modo per dire che il futuro non passa solo dall’espansione, ma dalla capacità di ripensare ciò che già esiste, rendendolo più equilibrato, più consapevole, più duraturo.
Da Viadana, sul Po.