In Italia si parla sempre più spesso di economia circolare applicata all'agricoltura, all'energia e alla gestione dei rifiuti. Meno conosciuta è invece la cosiddetta blue bioeconomy, l'economia che valorizza in modo sostenibile le risorse biologiche marine. Eppure proprio dal mare potrebbero arrivare alcune delle soluzioni più promettenti per affrontare le sfide ambientali, alimentari e industriali dei prossimi decenni.
È in questo scenario che nasce RegenERA, startup innovativa ligure e spin-off dell'Università di Genova che ha scelto di puntare sulle macroalghe mediterranee come leva per costruire una filiera produttiva rigenerativa, capace di generare valore economico e al tempo stesso benefici ambientali.
Alla guida del progetto c'è Beatriz Castelar, oceanografa ed ecologa marina con un dottorato in Botanica, che ha trasformato anni di ricerca sugli ecosistemi costieri in un'iniziativa imprenditoriale orientata alla sostenibilità. Insieme a lei lavora un team multidisciplinare composto da ricercatrici, biologhe marine e professionisti provenienti dal mondo dell'innovazione, accomunati dall'idea che le alghe possano rappresentare una delle risorse strategiche della transizione ecologica.
Dalla ricerca all'impresa
La storia di RegenERA racconta una tendenza sempre più importante nel panorama dell'innovazione italiana: il passaggio dalla ricerca scientifica all'impresa.
Il progetto prende forma all'interno dell'ecosistema dell'Università di Genova, uno dei poli italiani più attivi nella ricerca marina e nella blue economy. Qui un gruppo di studiose impegnate nell'ecologia degli ecosistemi costieri e nel restauro degli habitat marini ha iniziato a interrogarsi su come trasformare le conoscenze scientifiche in un modello economico sostenibile.
L'idea nasce da una constatazione semplice: le macroalghe non sono soltanto organismi fondamentali per la salute del mare, ma rappresentano anche una materia prima dalle straordinarie potenzialità industriali.
Da questa intuizione è nato un percorso che ha portato RegenERA a distinguersi in diversi programmi di innovazione e competizioni dedicate alle startup ad alto impatto ambientale, fino a diventare uno dei progetti emergenti della blue economy italiana.
Perché proprio le alghe?
Nel dibattito pubblico le alghe sono spesso associate esclusivamente all'alimentazione asiatica o a fenomeni di proliferazione lungo le coste. In realtà, a livello globale, rappresentano uno dei settori più dinamici della bioeconomia.
Le macroalghe possono essere utilizzate per produrre ingredienti alimentari, integratori nutraceutici, cosmetici, mangimi, fertilizzanti biologici e numerosi composti ad alto valore aggiunto. A differenza delle colture terrestri non richiedono terreni agricoli, non consumano acqua dolce e non competono con la produzione alimentare tradizionale.
Inoltre svolgono una funzione ecologica fondamentale: assorbono nutrienti in eccesso, contribuiscono alla cattura del carbonio e offrono habitat essenziali per molte specie marine.
Per queste ragioni la Commissione Europea considera il settore delle alghe una delle aree strategiche per lo sviluppo della bioeconomia sostenibile e della resilienza delle comunità costiere.
Il modello dell'acquacoltura rigenerativa
L'approccio sviluppato da RegenERA si basa sull'acquacoltura rigenerativa, un modello che non si limita a ridurre gli impatti ambientali delle attività produttive ma punta a generare effetti positivi sugli ecosistemi.
Al centro del progetto c'è l'utilizzo di sistemi IMTA (Integrated Multi-Trophic Aquaculture), una forma di acquacoltura integrata in cui organismi appartenenti a differenti livelli della catena alimentare convivono in modo complementare.
In questo sistema le macroalghe svolgono un ruolo cruciale. Assorbendo nutrienti e sostanze organiche presenti nell'acqua contribuiscono a migliorare la qualità dell'ambiente marino e a chiudere i cicli biologici, trasformando quelli che potrebbero essere considerati scarti in nuove risorse.
Si tratta di una delle applicazioni più avanzate dei principi dell'economia circolare in ambiente marino.