Un importante investimento europeo segna un passo avanti per l’economia circolare nel settore tessile: Reju, società francese specializzata nella rigenerazione tessile, ha ottenuto 135 milioni di euro di finanziamento dal programma olandese NIKI (Nationale Investeringsregeling Klimaatprojecten Industrie) per sviluppare un Regeneration Hub su scala industriale presso il Chemelot Industrial Park a Sittard‑Geleen. Il fondo copre sia la fase di investimento sia le operazioni successive, segnando un traguardo cruciale nel percorso verso la decisione finale di investimento.
Il progetto si inserisce nella strategia del governo olandese di accelerare la decarbonizzazione industriale e la transizione verso modelli più sostenibili, in linea con gli obiettivi dell’economia circolare promossi a livello nazionale e comunitario. La struttura prevista da Reju è concepita per trasformare grandi quantità di tessuti post‑consumo difficili da riciclare, in particolare quelli a base di poliesteri misti, in intermedi circolari di alta qualità destinati alla produzione di nuovo materiale polyester.
Il cuore dell’innovazione è la trasformazione del tessuto usato — che altrimenti finirebbe in discarica o incenerito — in Reju Polyester, un materiale rigenerato con un impatto climatico stimato fino al 50% inferiore rispetto al poliestere vergine. Questo output, pienamente integrabile nelle filiere industriali esistenti, sarà reimmesso nella catena del valore per dare vita a filati e tessuti pronti per prodotti di consumo.
La scelta di Chemelot non è casuale: il grande parco industriale olandese offre una rete infrastrutturale consolidata, servizi condivisi e vicinanza a centri di ricerca e innovazione, elementi considerati strategici per accelerare l’avvio e l’operatività dell’hub e per replicarne il modello in futuro.
Secondo Patrik Frisk, CEO di Reju, il sostegno finanziario ricevuto dal programma NIKI rappresenta “un forte segnale di fiducia nella tecnologia e nel team”, e l’avvio operativo del nuovo hub costituisce un **modello replicabile di economia tessile circolare in Europa”.
L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di innovazione industriale e decarbonizzazione del settore tessile, evidenziando come la trasformazione dei rifiuti tessili in risorse rigenerate possa essere un volano per filiere sostenibili e competitive, contribuendo alla riduzione dei rifiuti e delle emissioni e avvicinando l’industria a modelli più sistemici di economia circolare.